seguici su
 facebook
 twitter
     Feed rss
Meteo
Contatti      Pubblicità      Redazione
Sei in: BuonGiornoSicilia » politica » Pio La Torre, il meritato ricordo ...
OkNotizie
 0 commenti  |  
A+ A-
 

Pio La Torre, il meritato ricordo

Le lotte e la carriera politica di un uomo che ha dato la vita per la sua voglia di legalità

di Luca Castrogiovanni
politica | Pio La Torre, ci cui oggi ricorre il 31esimo anniversario dall'uccisione, è purtroppo l'ennesima vittima di un vergognoso e lunghissimo elenco di persone massacrate per aver cercato di contrastare il potere mafioso. Erano le 09:20 quando l'auto guidata da Rosario Di Salvo, anch'egli trucidato, fu bloccata da un commando da cui partirono diverse raffiche che colpirono a morte l'esponente politico ed il suo autista. 
Oggi, La Torre, viene sopratutto ricordato per quella legge che porta il suo nome, la prima che ha aggredito i patrimoni mafiosi con la confisca dei beni, ma tutta la sua vita è stata spesa nella lotta alla criminalità. Ma la pista mafiosa non fu la prima ad essere presa in considerazione per il suo omicidio; paradossale viste le innumerevoli denunce durate la sua attività politica, su tutte l'accusa a Vito Ciancimino di essere referente politico dei boss mafiosi. 
Omicidio interno al partito fu la pista privilegiata anche se in seguito risultò come il tentativo di un depistaggio, prima le dichiarazioni di alcuni pentiti, altri elementi raccolti nel corso degli anni hanno dato una chiave di lettura diversa. E ci si chiede come mai gli Stati Uniti avessero smesso di pedinare Pio La Torre pochi giorni prima del suo omicidio (oltre che il perchè fosse pedinato) e come mai tra le armi utilizzate nel massacro ci fossero dei proiettili di un fucile Thompson, arma in dotazione alle forza speciali americane. 

In occasione del 31esimo anniversario c'è anche una lettera inviata da politici, giornalisti ed associazioni al neo-presidente del Senato Piero Grasso, in cui si chiede che venga fatta piena luce su questo omicidio per cui sono stati condannati solo gli esecutori materiali. La mafia aveva i suoi "buoni motivi" per uccidere La Torre, ma sembrerebbe non essere la sola. 
Anche le stesse parole di Grasso quand'era procuratore nazionale anti-mafia, che parlando degli omicidi La Torre e Mattarella così si esprimeva: "Cosa Nostra parrebbe il braccio armato di entità esterne", danno ancora più peso a questa richiesta. 
Nel 2004 è arrivata la condanna per i boss Antonio Madonia, Giuseppe e Salvatore Lucchese, oltre che i componenti della commissione provinciale mafiosa, tra cui Totò Riina e Michele Greco. 
Tra le battaglie di Pio La Torre c'è quella contro la base missilistica di Comiso, motivo per cui oggi l'amministrazione comunale di Palermo ha deciso di ricordarlo anche con uno striscione "No-Muos"; a lui si deve l'introduzione del reato di associazione mafiosa nella giurisprudenza italiana. Lungo e ad alti livelli il suo impegno politico nel PCI; segretario regionale negli nel '60, più volte eletto deputato all'ARS, fu eletto a Roma nel '69 dove oltre agli incarichi istituzionali ricoprì importanti ruoli all'interno del partito, su espressa richiesta di Berlinguer che ne riconosceva grandi doti. 
Nei primi anni '80 decise di ritornare in Sicilia per meglio contrastare la criminalità, scelta pagata con la vita. Ai suoi funerali parteciparono oltre 100 mila persone, tra cui lo stesso Berlinguer. 

A più di 30 anni dalla sua uccisione, Pio La Torre rimane un simbolo nella reale lotta alla mafia.
 
Commenti (0)
Scrivi un Commento
 
 
voglio ricevere una notifica via e-mail sui nuovi
commenti
 
Articoli Correlati ()

Le Nostre Rubriche

 
 
Save the Children Italia Onlus
 
 
 
 
 
 
Save the Children Italia Onlus