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Retata alla Regione Sicilia: 17 arrestati e 28 milioni sequestrati

Il "sistema Giacchetto" pilotava milioni di euro verso il Ciapi. Viaggi ed escort con i soldi dell'ente

di Luca Castrogiovanni
politica | Arrivano gli arresti; l'operazione di oggi che ha portato in carcere 17 persone è la conclusione di complesse e lunghe indagini. 
Sprechi e manovre illecite erano state denunciate da Battiato appena insediato all'assessorato al Turismo, è di quasi un anno fa l'inchiesta della magistratura che ha scoperchiato il sistema dei grandi eventi; costringendo il presidente Rosario Crocetta a richiedere lo scioglimento del Ciapi
Le operazioni “mala gestio” e “Sicilia grandi eventi” di oggi, condotte dalla Guardia di Finanza, hanno visto l'arresto di 17 persone, 50 perquisizioni e sequestri per oltre 28 milioni. 
Le accuse vanno dall'inquinamento di gare pubbliche alla corruzione, finanziamento illecito ai partiti, truffa e frode fiscale

Secondo la procura di Palermo, Fausto Giacchetto era al centro del sistema; sarebbe stato lui, già indagato per lo scandalo “Grandi Eventi”, a fare arrivare all'ente di formazione Ciapi, fondi regionali che sarebbero poi stati sperperati in viaggi, escort e regali vari. 

In carcere sono finite anche Concetta Argento e Stefania Scaduto, moglie e segretaria di Giacchetto. 
Ci sono poi Francesco Riggio, ultimo presidente del Ciapi e due funzionari dello stesso ente Carmelo Bellissimo e Sandro Compagno. Non indenne il mondo della politica, tre degli arrestati gravitano infatti in questo mondo; si tratta di due ex assessori regionali Luigi Gentile di Fli e l'ex assessore Giammaria Sparma. Domenico Di Carlo è invece rappresentante legale del Pid. C'è poi l'ex dirigente dell'Agenzia per l'impiego Gaspare Lo Nigro, Antonino Belcuore funzionario della regione,  il dirigente dell'assessorato al Turismo Elio Carreca e sempre “dal Turismo” Bruno De Vita
Gli altri arrestati sono imprenditori; Massimiliano Sala, Pietro Messina e Luciano Muratore. Per 5 indagati sono però stati concessi gli arresti domiciliari. 

Le “larghe intese” si ritrovano anche nei politici indagati su cui non sono stati emessi provvedimenti di custodia cautelare, che avrebbero beneficiato di regali. Santi Formica, ex assessore, Salvino Caputo, ormai ex deputato, entrambi del Pdl. Un altro ex assessore Carmelo Incardona di An, Nino Dina e Nicola Leanza dell'Udc. Indagati anche Gaspare Vitrano del Pd, Gerlando Inzerillo di Grande Sud e Salvatore Sanfilippo, candidato a Santa Flavia. Per loro le accuse andrebbero dalla corruzione al finanziamento illecito ai partiti. 
Francesco Scoma ex assessore Regionale e Francesco Cascio, ex presidente dell'ARS, sono invece indagati a piede libero.

Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo, la Guardia di Finanza ha eseguito le richieste del Gip in accoglimento delle richieste formulate dal Procuratore Aggiunto della Repubblica Leonardo Agueci e dai Sostituti Procuratori Calogero Gaetano Paci, Pierangelo Padova, Sergio Demontis, Maurizio Agnello e Alessandro Picchi. 
Secondo la procura “E' stato messo fine alle illecite attività di un “comitato d’affari” che per anni, anche corrompendo politici e dirigenti pubblici e ricorrendo a fatture per operazioni inesistenti, ha “pilotato” gli appalti dei grandi eventi in Sicilia e si è appropriato di rilevanti fondi comunitari destinati ai principali progetti per la formazione professionale”.
 
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