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Rifiuti: lettera aperta di Orlando a città e lavoratori

"Da questa situazione o usciamo tutti o non esce nessuno"

di Redazione di BuonGiornoSicilia
politica | Il Sindaco Leoluca Orlando ha scritto oggi una "lettera aperta ai cittadini di Palermo e ai lavoratori delle aziende AMIA fallite" nella quale ricostruisce le vicende che hanno portato all'attuale situazione di crisi nella raccolta dei rifiuti e rivolge a tutti un appello "all'onestà e alla responsabilità." Di seguito, il testo integrale della lettera, che domani sarà pubblicata sui maggiori quotidiani cittadini.

Lettera aperta ai cittadini di Palermo e ai lavoratori delle Aziende Amia fallite. 

Il Sindaco ha sempre il dovere di rispondere di tutto quanto avviene nella città che è chiamato ad amministrare. Il Sindaco ha il dovere di informare i cittadini quando vi sono situazioni difficili che impongono scelte difficili. La nostra città vive, come troppe volte successo negli ultimi anni, un momento di grave disservizio legato alla raccolta dei rifiuti, alla pulizia e al decoro. Questa situazione di crisi è il frutto del fallimento delle Aziende AMIA, formalizzato dal Tribunale a luglio 2013 ma cominciato in realtà molti anni fa, con sprechi, falsi in bilancio e clientelismi dei suoi dirigenti e con la totale mancanza di razionalità delle spese, concentrate sul personale e senza alcun investimento per il rafforzamento strutturale, per la manutenzione dei mezzi, per il miglioramento dei servizi. Una vicenda che ha avuto certamente alcuni colpevoli ma anche tanti complici e beneficiari, più o meno consapevoli. 
La crisi è però anche il risultato e lo specchio del comportamento di tanti palermitani; quei palermitani che non hanno scrupoli ad abbandonare in strada rifiuti ingombranti di ogni tipo, che non fanno la differenziata, che lanciano dal finestrino dell’auto il pacchetto di sigarette vuoto, se non addirittura il sacchetto della spazzatura. 
Se Palermo negli anni ’90 veniva premiata come “Città riciclona”, oggi la percentuale di rifiuti che viene riciclata non raggiunge il 10%, un dato di cui tutti, tutti dobbiamo assumerci la responsabilità. Adesso il servizio è svolto dalla RAP, una nuova società costituita e posseduta al 100% dal Comune proprio per rimettere in piedi un servizio e che era al dissesto, per garantire i servizi ai cittadini e per garantire i posti di lavoro che col fallimento AMIA erano e sono a grave rischio. La RAP ha temporaneamente affittato mezzi, strumenti e personale dell’AMIA dai Curatori fallimentari. Perché questo affitto possa trasformarsi in acquisto e si possa quindi avviare un vero piano industriale per la qualità dei servizi, è obbligatorio per legge che sia sottoscritto prima un accordo sindacale aziendale. Se tutto questo è vero, allora tutti, tutti dobbiamo fare uno sforzo di onestà e responsabilità; dobbiamo tutti assumerci l’onere di fare dei passi per uscire insieme da questa crisi. Perché una cosa è chiara: da questa situazione o usciamo tutti o non esce nessuno. Se non si risolverà l’attuale situazione, a pagare le conseguenze saremo tutti, tutti i cittadini di Palermo, tutti i lavoratori dell’AMIA. 

I cittadini di Palermo hanno fatto e stanno facendo da questo punto di vista ciò che è necessario, pagando la TARES che purtroppo, per scelte del Parlamento nazionale che non potevano essere modificate né dalla Giunta né dal Consiglio Comunale, ha già un costo più alto della vecchia TARSU. La TARES pagata dai cittadini deve infatti coprire per intero i costi del servizio e il Comune non può, per legge, contribuire a questa spesa. Tutto quello che il Comune poteva fare, inserendo tariffe più basse per le famiglie numerose e riduzioni per le fasce sociali più deboli, è stato fatto. Questo prova che ci sono due elementi da cui non possiamo e non intendiamo discostarci. Sono i due capisaldi dell’azione dell’Amministrazione: nessun posto di lavoro produttivo può e deve essere sacrificato e allo stesso tempo nessun ulteriore aumento delle tasse può essere richiesto. E allora, mentre faccio un appello forte a tutti i palermitani perché siano vigili e responsabili affinché cessino i comportamenti incivili di chi sporca la città e non rispetta il decoro urbano e la nostra salute, faccio anche un appello ai lavoratori dell’AMIA perché accettino oggi, in questa fase di passaggio e ristrutturazione, un piccolo sacrificio che è indispensabile per uscire dalla crisi e per tornare a costruire un futuro migliore per tutti. In questo modo, solo in questo modo la RAP potrà sottoscrivere tutti gli atti che sono obbligatori per legge e potrà quindi garantire i servizi di pulizia alla città e la stabilità del posto di lavoro a tutti i dipendenti AMIA. Potremo così riprendere insieme un cammino di cui abbiamo già fatto i primi importanti passi: nell’ultimo anno abbiamo, con la Regione, avviato la bonifica e la messa in sicurezza di Bellolampo, abbiamo gettato le basi perché da febbraio parta la raccolta “porta a porta” differenziata per altri 130.000 cittadini. Potremo in questo modo dar vita ad un piano di rilancio del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti che potranno trasformarsi in una risorsa, anche economica per la città che, se ben gestita, potrà essere usata per ridurre le tasse e ridare la giusta produttività ai lavoratori. 

Per ogni cittadino e persona di buon senso, e per la stessa garanzia dei servizi e la salvaguardia dell’occupazione, la Rap deve rappresentare una azienda efficiente, che ha soldi per il personale ma anche per acquistare nuovi mezzi e curarne la manutenzione, organizzare nuovi e migliori servizi per i cittadini. E’ un dovere di tutti verso tutti, per il rispetto della città e per il rispetto ai cittadini, che già sopportano il peso economico ed hanno quindi diritto a servizi adeguati e livelli sempre più alti di vivibilità. Il mio è quindi un appello forte, tanto quanto è forte la volontà di avere un’azienda efficiente senza aumentare la TARES. Se qualcuno per meri calcoli personali ed individualistici tenterà di mettere sotto scacco la città, approfittando anche del periodo natalizio per aumentare i disagi e la pressione nei riguardi dell’Amministrazione Comunale sarà una scelta grave ed irresponsabile, che non eviterà vincoli oggettivi con conseguenze automatiche ed avrà come unico risultato un danno per i cittadini e una tragedia per i lavoratori delle Aziende fallite.
 
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