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Ritornerai - La crisi dei rifiuti (prima parte)

Sicilia sempre in emergenza, la grande sfida della giunta Crocetta

di Luca Castrogiovanni
politica | In linea con, Storia di un impiegato, partiamo da una canzone per analizzare un problema siciliano, ma non solo. 

Il tema non riguarda però il testo di Ritornerai (cantata anche dall'assessore alla cultura Franco Battiato), è solo il titolo a fare da spunto all'analisi del problema che oggi viene presentato: la gestione dei rifiuti
Forse il simpatico sound di Ritornerai può essere la colonna sonora, giusto per rendere meno amara questa storia. 
Come la mafia (strana coincidenza), la crisi dei rifiuti diventa d'opinione pubblica quando il problema esplode riguardandoci direttamente: solo quando le nostre strade sono invase dalla spazzatura, affrontare la questione diventa importante
Che una crisi scoppi in un giorno è fatto poco probabile, perchè esisteranno segnali che possono far temere il peggio.

Come in altri settori, la Sicilia non è mai stata virtuosa nella gestione di qualcosa, più che sviluppare un servizio efficiente si è preferito creare carrozzoni e rapporti clientelari. Ad oggi sono più di 500 i procedimenti aperti per reati contro l'ambiente, tantissime in questi anni le inchieste della magistratura, segno che paradossalmente, "con la spazzatura c'è chi ci mangia". 

Nel 1999 (facciamo iniziare tutto da qui), l'allora presidente Salvatore Cuffaro viene nominato Commissario per la gestione dello stato di emergenza rifiuti, a seguito di una relazione della Commissione d'inchiesta della Camera dei deputati, in virtù "di una situazione drammatica, dovuta sia alla scarsa sensibilità per la portata del problema dei rifiuti - sia alla preoccupante penetrazione della criminalità organizzata nel settore." 
Occorre inoltre dotarsi di un nuovo Piano sui Rifiuti, quello in vigore risale agli anni '80 e prevede che i materiali siano quasi esclusivamente conferiti in discariche, giunte ormai alla saturazione. Bisogna trovare metodi alternativi volti a ridurre il volume di rifiuti destinati ai siti di stoccaggio. 
La raccolta differenziata viene espressamente invocata dall'Unione Europea, pronta a finanziare progetti per la creazione di un sistema completo che prevede anche la trasformazione e lavorazione dei materiali recuperati
Nel 2002 il presidente Cuffaro presenta un piano che prevede la costruzione di 7 termovalorizzatori, operazione rivelatasi sconsiderata vista la successiva condanna dell'Unione Europea che ha fermato i lavori per "scarsa trasparenza nelle procedure" non risolvendo quindi il problema rifiuti della Sicilia. Tale sconsiderata gestione, ha rallentato di fatto l'avvento di una politica volta a considerare anche l'aspetto ambientale, portando magari posti di lavoro e riducendo la spazzatura
Il fallimento del piano Cuffaro ha quindi lasciato viva l'emergenza, proiettandoci in una fase di stallo praticamente invariata durante la presidenza Lombardo (anch'egli commissario per l'emergenza) che oltre ad una riduzione degli Ato (ambito territoriale ottimale), non ha visto grandi cambiamenti. 
Ma se i problemi continuano a non essere risolti, è lecito chiedersi dove siano andati a finire i milioni di euro erogati in tutto questo periodo
Gli Ato, creati per gestire il ciclo dei rifiuti, hanno più che altro sostituito il vecchio collocamento, sembra la sintesi dell'assessore Marino, a causa di «un clientelismo consolidato». 
Negli anni oltre 800 milioni i debiti accumulati gravano assunzioni a pioggia e laute consulenze, oltre che le responsabilità di Sindaci alquanto leggeri nella gestione delle cose pubbliche. 
L'affidamento ai privati della gestione di alcune discariche ha poi avuto l'effetto di amplificare notevolmente il problema; i prezzi alti per il conferimento (visto il regime di quasi monopolio) e l'allegra gestione di alcuni Sindaci, hanno portato all'insolvenza molti comuni che in alcuni casi si sono visti rifiutare il conferimento, con il conseguente blocco della raccolta ed i rifiuti abbandonati per le vie delle nostre città. 
Ma quando le nostre strade sono invase dai rifiuti sono anche altri gli aspetti che bisogna considerare. 
Il piano della giunta Crocetta prevede che la gestione dei rifiuti torni di competenza dei comuni, ma recenti episodi attribuibili alle negligenze degli amministratori pongono la necessità di un serio e capillare controllo, onde evitare il rischio di essere invasi quotidianamente dai rifiuti. 
Il caso di Licata può servire da monito, nella seconda parte illustreremo questo ed altri aspetti.
 
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