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Schifani, nessuna archiviazione nel processo per mafia

Il Gip Piergiorgio Morosini ha rifiutato l'archiviazione, l'udienza è stata fissata per il prossimo 23 luglio

di Luca Castrogiovanni
politica | Il processo a carico di Renato Schifani, oggi capogruppo Pdl al Senato, non sarà archiviato; così ha deciso il Gip Piergiorgio Morosini, che ha fissato l’udienza per il prossimo 23 luglio. 
L’archiviazione era stata chiesta dalla Procura di Palermo, l’accusa per Schifani è di concorso in associazione mafiosa
I titolari dell’inchiesta, i giudici Nino Di Matteo, Paolo Guido e Antonio Ingroia, nonostante la presenza di diversi elementi, erano stati costretti a chiedere l’archiviazione per la mancanza di riscontri alle dichiarazioni di 4 pentiti che accusavano Schifani di avere rapporti con il boss di Villabate Nino Mandalà. I fatti vedrebbero inoltre il coinvolgimento dell’ex presidente del Senato nelle vicende del piano regolatore della città alle porte di Palermo, quando Schifani, consulente e legale del Comune, avrebbe agito favorendo i boss. 
Tra le accuse mosse al politico ci sarebbe anche quella di aver frequentato la sede di un suo cliente, a Brancaccio, in cui più volte si sarebbe recato il boss Filippo Graviano. Gaspare Spatuzza, il pentito che con le sue dichiarazioni ha fatto riaprire il processo su Renato Schifani, non avrebbe però confermato che i due si siano incontrati personalmente, i fatti risalgono al periodo ’92 – ’93. 
Tra i pentiti che accusano Schifani c’è anche Francesco Campanella, vicino alle cosche di Villabate. 

All’udienza fissata per il prossimo 23 luglio sono stati convocati, oltre che lo stesso Schifani, anche i giudici della Procura che avevano chiesto l’archiviazione; una prima istanza di archiviazione era già pervenuta, nel 2010 però si sono riaperte le indagini in seguito alle dichiarazioni dei pentiti. 
In quel periodo, Renato Schifani, ricopriva il ruolo di Presidente del Senato, motivo per cui si era cercato di tenere nascosta la sua iscrizione nel registro degli indagati.
 
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