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Sicilia: disoccupazione ed esorbitante impiego pubblico

La nostra Regione conta quasi 18000 dipendenti

di Maurizio Bucchieri
politica | La Sicilia che registra i più alti tassi di disoccupazione (a marzo 9,8%, 35,9% per quanto riguarda i giovani) e’ nel contempo la terra dell’ impiego nel settore pubblico. 

Cosi’ le amministrazioni locali hanno tenuto botta alla mancanza atavica di lavoro soprattutto tra i giovani. Non poche le polemiche di questi giorni quando alcune testate giornalistiche hanno paragonato le dimensioni della macchina pubblica siciliana a quelle di tutto il Regno Unito o dell'intera Lombardia. La Regione Sicilia conta 17.995 dipendenti, cinque volte quelli lombardi e raccoglie in se, tantissimi record a partire dal maggior numero di dipendenti, finendo col maggior numero di baby pensioni tra questi stessi dipendenti. 
La Sicilia conta infatti 49,8 dipendenti pubblici ogni 1000 abitanti (in Lombardia e Veneto sono poco più di 30 mila): circa il 20% in più rispetto alla media nazionale. Pur avendo la metà degli abitanti rispetto alla Lombardia vanta 90 consiglieri regionali contro gli 80 del Pirellone. 

Continuano le nomine - Lo specchio di questa politica degli sprechi è il susseguirsi di nomine su nomine nei quadri dirigenziali regionali nonostante l’avventura politica di Raffaele Lombardo al comando della Regione Sicilia sia agli sgoccioli. Recentemente sono stati nominati 12 nuovi dirigenti, tutti fedelissimi del presidente. Si va dal segretario provinciale Marcello Caruso all'Istituto "vino e olio", a Dario Bonanno, candidato alle ultime amministrative palermitane, designato per la carica di commissario liquidatore dell'Eas. E questo non fa che aumentare le critiche su un sistema clientelare senza fine. Nella regione degli sprechi, l'unico comune che ha deciso di mettere un freno alle assunzioni sembra quello di Catania che ha “festeggiato”, con tanto di proclami sul sito ufficiale, 700 stipendi in meno in quattro anni e un risparmio annuale di 3,3 milioni di euro in bilancio. 

Riduzione dei dirigenti a Catania - Il Comune, sotto l’azione del sindaco Raffaele Stancanelli mossa da un accumularsi di debiti senza sosta (l’Enel vanta un credito di 12 milioni di euro con l’amministrazione municipale, per esempio), ha deciso di sfoltire la rosa degli impiegati comunali. Se nel 1997 questi erano 5.128, nel 2002 si è arrivati al numero di 4.424 e oggi siamo a 3.373. Una drastica riduzione, dovuta all’assenza di rimpiazzi degli addetti che vanno in pensione, che ha alleggerito le casse comunali. Questa politica di non assunzione continuerà nel 2013 e nel 2014 quando altri 117 dipendenti si godranno la pensione, facendo risparmiare ai contribuenti catanesi circa 1,9 milione di euro.
Questo il duro compito che dovranno affrontare gli attuali e i prossimi amministratori locali. Rendere piu’ efficiente la macchina organizzativa statale e mettere in condizione la stessa amministrazione di far fronte agli impegni economici che diventano sempre piu’ pressanti.
 
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