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Sicilia, inizia la lotta all’abusivismo edilizio

Con l’abbattimento dello scheletro alla Scala dei Turchi, la magistratura vuole rendere esecutive le sentenze “dimenticate” dagli amministratori

di L.C.
politica | Qualche giorno fa lo storico abbattimento dello scheletro in cemento armato che da decenni deturpava lo splendido scenario della spiaggia di Scala dei Turchi. Il procuratore di Agrigento Ignazio Fonzo lo ha definito il primo atto, affermando la volontà di rendere esecutive sentenze che la magistratura ha già espresso, trovando però spesso resistenze nelle amministrazioni locali. 

Quello della casa è senza dubbio un tema caldo, motivo che però non giustifica la negligente condotta di sindaci e assessori, a maggior ragione che spesso non si tratta di prime abitazioni, ma di scheletri o villette utilizzate pochi mesi l’anno. Aggravante del caso il fatto che nonostante diverse “sanatorie” molte persone abbiano deciso di non regolarizzare queste abitazioni. 
Dalla procura di Agrigento è quindi partita una guerra all’abusivismo edilizio; la provincia è ai primi posti in Italia in questa speciale classifica. Oltre alle spiagge sono anche zone d’interesse archeologico ad essere deturpate, in passato sentenze sono state emesse anche per abitazioni che risiedono all’interno del parco della Valle dei Templi. Dopo Scala dei Turchi toccherà al lido Rossello, sempre a Realmonte, dove altri 3 eco-mostri sono ubicati a pochi metri dal mare, deturpando una delle zone dal forte richiamo turistico per gli amanti del mare. Anche Palma di Montechiaro, Licata e Lampedusa sono entrate nell’orbita dei giudici agrigentini; in queste aree è molto forte la presenza di case abusive che la magistratura intende abbattere. Nel caso di Licata è di qualche mese l’acquisizione di documenti su oltre 150 case abusive su cui già pende una sentenza del tribunale. Nel 2001 si iniziò con l’abbattimento di 9 abitazioni, i lavori furono però subito fermati per una sospensione decisa dal governo regionale, presieduto allora da Totò Cuffaro
La delicatezza del fenomeno ha poi contribuito a rimandare negli anni decisioni mai presi, anche se la procura agrigentina ha deciso per un’inversione ti tendenza. Alcuni giorni fa, sempre a Licata, sono stati sottoposti a sequestro altri 3 immobili, la legge prevede che entro 90 giorni i proprietari debbano provvedere all’abbattimento, altrimenti l’edificio sarà acquisito, e demolito, dal Comune. Operazione però non facile, dal momento in cui le passate gare d’appalto per l’abbattimento delle costruzioni sono andate deserte. 

Ma l’abusivismo non è solo una questione agrigentina; nel mirino sono finite alcune abitazioni che ricadono all’interno del parco archeologico di Segesta, mentre a Palermo c’è il caso Pizzo Sella, su cui ancora oggi si rimanda. Sempre a Palermo, è di ieri la notizia del sequestro di una lottizzazione abusiva realizzata a Ciaculli, dove su un terreno destinato a verde storico sono invece stati eretti 3 edifici in parte abitati. 
L’abusivismo non è il modo per risolvere un problema reale che esiste, quello dei senza tetto e che merita di essere affrontato. La casa abusiva è spesso una speculazione piuttosto che un bisogno delle persone, un capriccio di pochi per avere una vista mozzafiato che però penalizza la collettività, deturpando splendidi paesaggi, limitandone l’accessibilità. 
E soprattutto troppo spesso si dimentica che ci sono delle leggi, e che giuste o sbagliate, debbono essere rispettate.
 
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