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Da domani mi metto a dieta...Vi siete già arresi prima di cominciare?

 Il cibo può migliorare o peggiorare il tuo benessere

di Antonino La Monica
Da domani mi metto a dieta... | Molti di noi hanno almeno una volta pronunciato questa frase: “Da domani mi metto a dieta”, ma moltissimi probabilmente si sono arresi prima ancora di iniziare. 

Inauguriamo così, la rubrica che cercherà di chiarire le tematiche legate al tema della nutrizione, prese spesso d’assalto dai media, ma poco considerate dalla maggior parte della popolazione. ​ 
Iniziamo col comprendere, vista la confusione che in molti fanno, il vero significato della parola dieta. Questo termine che deriva dal latino “diaeta” a sua volta dal greco “diaita” non è come molti pensano sinonimo di sacrificio, rinuncia o privazione, bensì di “stile di vita”.
Uno stile di vita da intendere come l’insieme delle pratiche, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, dei saperi e degli spazi culturali con i quali le popolazioni hanno creato e ricreato nel corso dei secoli una sintesi tra l’ambiente culturale, l’organizzazione sociale e religiosa intorno al mangiare.
L’alimentazione è da sempre legata alla nostra cultura-salute. Non a caso già nell’800 il filosofo tedesco Ludwing Feuerbach pronunciava le parole “Noi siamo quello che mangiamo” e ancora prima il famoso pittore italiano Giuseppe Arcimboldo, raffigurava nel ‘500 soggetti con frutta e verdura e addirittura Ippocrate nel lontano 400 A.C. diceva “Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”.​ 
Studi scientifici da ogni parte del mondo da tempo descrivono il modo in cui ci alimentiamo come la chiave per il nostro benessere e non solo per il nostro peso corporeo.​
Nel Dicembre 2012, un’autorevole rivista in ambito medico, Lancet, ha pubblicato il bilancio globale della salute, il Global Burden of Disease, valutando il cambiamento del tasso di mortalità delle malattie nell’ultimo decennio.​ I dati sono davvero sbalorditivi: se da un lato la popolazione mondiale è più longeva (11 anni in più sia nell’uomo che nella donna) dall’altro è meno sana.​ Tra i primi 10 fattori di mortalità, sei sono legati all’alimentazione come: l’ipertensione, una dieta povera di frutta, un elevato indice di massa corporea, l’iperglicemia, la sottonutrizione infantile e l’inattività fisica.​ Da un punto di vista pratico occorre quindi arrivare a delle soluzioni ed in maniera rapida. Adeguare l’introito calorico alla moderna e sedentaria società in cui viviamo è solo una piccola parte del possibile cambiamento, la chiave deve essere la modifica della qualità del cibo unita ad aumento del dispendio energetico, con un’attività fisica regolare di 30-40 minuti almeno 3-4 volte a settimana. ​​ 
Moltissimi studi scientifici ogni giorno dimostrano come la qualità della nostra alimentazione, giochi un ruolo essenziale per il benessere di tutti i giorni. Alimentiamo quindi il nostro benessere, seguendo una dieta più ricca in cereali integrali, in frutta sia fresca che secca, verdure, di alimenti ricchi in grassi del tipo monoinsaturi (contenuti nell’olio extravergine d’oliva) e grassi polinsaturi omega-3 e omega-6 (contenuti nel pesce azzurro, nella frutta secca e nei semi oleosi). Seguendo quindi la famosa Dieta Mediterranea. 
In questo modo aumenteremo la protezione verso molte patologie tra cui oltre a quelle citate anche quelle neurodegenerative come il Morbo di Parkinson e di Alzheimer.​

Dott. Antonino La Monica - Biologo Nutrizionista www.dieteticaenutrizione.com
 
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