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Junk Food: la nuova droga

Super pubblicizzati ed alla portata economica di tutti, ma è solo questo a renderli così richiesti?

di Antonino La Monica
Da domani mi metto a dieta... | Adorato da adolescenti e da molti adulti, disprezzato dai professionisti della salute, il junk food ovvero il “cibo spazzatura”

Patatine fritte, panini confezionati, creme di cioccolato, succhi di frutta (o meglio zucchero alla frutta), merendine, cola ed altre bevande gassate. I supermercati sono colmi, la gente non può farne a meno, i carrelli vengono riempiti come se questa spazzatura venisse regalata, i fast-food hanno continuamente la fila di persone che attende il proprio turno. 

Ma cosa c’è alla base di questo? Un vero e proprio complotto contro la salute. La nuova droga colpisce infatti dai più piccoli fino agli adulti. 
Il complotto delle industrie alimentari, inizia grazie a lunghi studi effettuati sugli ingredienti che andranno a formare questi “alimenti”, ma a differenza di altri cibi in cui viene studiata sia la palatabilità che la salubrità, sul cibo spazzatura si punta a creare dipendenza come se fosse una droga. 

Le industrie giocano molto sugli ingredienti ed in particolare sulla quantità: 
• di zuccheri (capace di creare istantaneamente energia e piacere a livello celebrale) 

• di sale (capace di creare dipendenza dai cibi salati con l’aumentare del consumo) 

• di grassi (capace di rendere il cibo irresistibile). 

A volte non ci rendiamo nemmeno conto di quello che introduciamo nel nostro organismo, eppure per la maggior parte dei casi gli ingredienti sono lì, sul retro della confezione. 

La ricerca effettuata da chimici e scienziati si pone l’obiettivo di trovare la dose ottimale di ogni ingrediente per raggiungere il picco massimo di piacere quando questo verrà consumato. La dimostrazione è semplice, basta infatti aprire un pacco di patatine e per la maggior parte delle volte terminerà sotto i nostri occhi senza neanche accorgercene. Il problema di questi alimenti non è solo l’enorme quantità di chilocalorie pari a circa 500 ogni 100 g di prodotto ( sulle 2000 kcal previste per un giorno dalle linee guida per adulti uomini e donne, di diciotto anni di età, in buono stato di salute e di peso normale) ma anche i livelli elevati di sale, di zucchero e di grassi saturi. 

La dipendenza che sia instaura, oltre a provocare sovrappeso ed obesità, potrebbe causare a medio/lungo termine problemi come: ipertensione, diabete, fegato grasso, problemi cardiaci. 

Uno studio effettuato dalla Kansas University Medical Center ha inoltre dimostrato tramite l’utilizzo della tecnica neuro-imaging (risonanza magnetica) che la visione di determinati brand legati al cibo spazzatura, come quello di un famoso fast food, provocava l’attivazione istantanea di aree cerebrali deputate al piacere e all’appetito, ciò invece non avveniva se la visione riguardava brand di automobili o altre categorie. 

Possiamo spesso notare che il più delle volte un genitore obeso è accompagnato da un figlio obeso. Tralasciando il lato genetico della questione, è pur vero che se la percentuale di adolescenti in sovrappeso ed obesi cresce sempre più non è solo colpa delle industrie alimentari e del loro complotto. La superficialità di alcuni genitori, di concedere giornalmente junk food ai propri bambini li rende complici. Nascondersi di fronte all’evidenza del male che questi cibi provocano a medio e lungo termine, non fa altro che peggiorare la situazione. Giusta sarebbe una presa di coscienza ed un percorso di rieducazione alimentare da fare insieme ai propri figli, con l’aiuto di un esperto in nutrizione, imparando a saper leggere le etichette nutrizionali e a saper dire no ai cibi deleteri.

Dott. Antonino La Monica
Biologo Nutrizionista
www.dieteticaenutrizione.com
www.facebook.com/NutrizioneLaMonica 

 
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