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Spuntini notturni: un'antica ma non sana abitudine

La voglia di consumare dei pasti durante la notte non è di certo una novità...

di Antonino La Monica
Da domani mi metto a dieta... | La voglia di consumare dei pasti durante la notte non è di certo una novitá degli ultimi tempi. Infatti già i nostri antenati avevano questa abitudine ma con uno scopo completamente diverso da quello attuale, ovvero per riuscire ad immagazzinare energia e quindi sopravvivere a lungo durante i periodi di scarsità di cibo. 

È chiaro, che nel contesto attuale con l'altissima disponibilità di cibo e soprattutto cibi super calorici e con una vita per le più delle volte sedentaria, gli spuntini a tarda notte possono causare un aumento di peso significativo. Grazie ad un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Obesity, è stato trovato che il sistema circadiano interno (ovvero l'orologio biologico che si mantiene sincronizzato con il ciclo naturale del giorno e della notte controllando molte azioni come quella del ciclo sonno-veglia o della secrezione degli ormoni) giocherebbe un     ruolo anche nell'obesità, in quanto porterebbe ad un intensificazione della fame nelle ore notturne. Inoltre, consumare alcuni tipi di nutrienti, come ad esempio gli zuccheri, durante la notte potrebbe essere controproducente a causa della diversa gestione che il nostro organismo fa dei diversi nutrienti, durante le diverse ore della giornata. Tra i partecipanti allo studio è stato osservato che la sensazione di fame veniva avvertita poco alle 8 del mattino mentre il contrario avveniva alle 20, dove la sensazione era avvertita molto di più ed in particolare verso cibi dolci, ricchi di amido e salati. Infatti le nostre sbagliate abitudini alimentari rispecchiano proprio i ritmi del nostro orologio biologico, ad esempio saltando la colazione e abbuffandoci per la cena. 
Se questa abitudine si presenta per 2-3 volte la settimana e per più di 3 mesi, con fame incontrollata quando si è da soli di notte, ecco però che deve suonare un campanello d'allarme. Infatti cause psicologiche-fisiologiche-genetiche possono portare ad un "disturbo da alimentazione incontrollata". Oggetto di fame incontrollata diventano cibi pronti, ricchi di zucchero e grassi, il solito cibo spazzatura, ma questo dipende da persona a persona. Cibi come gelati, cioccolata diventano degli antidepressivi grazie al loro potere di far arrivare prontamente al cervello un potente neurotrasmettitore, la serotonina, capace di provocare un senso piacere e far sparire in maniera momentanea, ansia, noia, tristezza. Ed ecco che il cibo assume un'altra veste, diviene una gratificazione e perde la funzione che dovrebbe avere, ovvero quella di arricchirire il nostro organismo dei nutrienti necessari affinchè possano essere svolte tutte le funzioni vitali. Quando ci si riconosce in questo problema, è sicuramente consigliato l'ausilio di due figure quali quella dello psicoterapeuta e del nutrizionista, che insieme potranno individuare l'origine del problema ed arrivare a risolverlo. Le problematiche del night eating non solo solo quelle legate all'aumento di peso ma anche soprattutto psicologiche come depressione con scarsa autostima di se stessi, introversione e diprezzo. Assicuriamoci quindi che il nostro spuntino notturno non diventi un disagio incontrollabile. 



Dott. Antonino La Monica, biologo nutrizionista.
 
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