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'Allargare il proprio punto di vista'

Acquistando una Reflex o una Mirrorless, facciamo una scelta importante. Non limitiamoci quindi ad una vista... “Ristretta”!

di G.F.
Fotosintesi | Oltre il normale - Questa volta, come promesso, lasciamo l’attualità, le novità e quant’altro ci arriva dal mondo della fotografia, per addentrarci nel tema più specifico che c’è: la questione focale! 
L’argomento è fondamentale, in quanto attiene all’aspetto prospettico della scena e soprattutto condiziona l’inquadratura!  
Se d’altronde si è scelto di acquistare una Reflex, oppure una Mirrorless, questo evidenzia che ci teniamo ad estendere i nostri interessi, oltre la classica ottica definita “Normale”. Vediamo quindi di stabilire in linea di principio, cosa s’intende per normale. 
Per grandi linee, l’identificazione di “normale”, nasce dalla capacità di una focale, di riprodurre una scena così come la vede l’occhio umano in termini di rapporti dimensionali.

Il riferimento è quello del formato più diffuso, il mitico “Leica” che, passando per un lungo percorso storico di nomenclature quali, “135”, “35mm.”, “24X36”, oggi assurge alla definizione di F.F. (Full Frame)! Questo però non ha inciso sulla la focale di “50mm.” Quale obiettivo normale!
      
Ovviamente, quando cambia il formato fotografico, cambia anche la focale atta a raggiungere la detta denominazione.
Pariteticamente, per tutti gli altri formati sul mercato, aggiungiamo una elencazione per comprendere meglio la focale "normale", in rapporto al formato fotografico:

Per un formato fotografico CX (Nikon1), focale 18,5 mm;
4/3, focale 23 mm
APS-C (DX Nikon), focale 35 mm
24x36 /F.F./Leica, focale 50 mm 
6x6 / 6x7 (Hasselband, Pentax), focale 80 mm
10x12 focale 150
13x18, focale 210
20x25, focale 300

Molti dei formati esposti sopra, sono ormai quasi desueti, soprattutto i più grandi, impiegati per lo più dai "danarosi" fotografi della "Grande mela", dediti soprattutto a generi artistici o ricerche per particolari applicazioni.
Per il formato che più ci sta a cuore il 24X36, il “50mm.” resta il punto di riferimento dal quale partire per stabilire una relazione primaria con le focali alternative. 

Diremo quindi che: al di sotto dei 50mm. tutte le focali sono definite “Grandangolari” e, “Super Grandangolari” se la focale scenderà a meno di 24mm. 

Al contrario, definiremo “Teleobbiettivi medi” (Medio tele), tutte le focali che superano i 50mm. e non vanno oltre i 135mm.“Teleobbiettivi” invece, quelli che superano i 135mm. e “Superteleobbiettivi”, quelli che vanno oltre i 300mm. 

Per allargare il nostro punto di vista - Come regola generale, un’ottica grandangolare ha una lunghezza focale inferiore alla diagonale del suo formato fotogramma. Per definirlo nel modo più semplice, ha visione più ampia della scena. Esiste un modo molto esplicativo di questo concetto, per comprendere cosa esattamente significhi lunghezza focale e, a tal scopo, userò un esempio spesso citato nelle scuole di fotografia, che può da servire da semplice prova sul campo: posizionatevi dinanzi ad una porta aperta, ad esempio quella d’ingresso, e fate conto che essa rappresenti l’ottica; avvicinandovi di un passo vedrete una porzione maggiore dell’esterno, allontanandovi ne vedrete di meno! La vostra distanza dalla porta d’ingresso è equiparabile alla lunghezza focale; per estremizzare le lunghezze focali, variatela maggiormente! 

Questa stessa prova, semplificando, vi consentirà di comprendere anche altri aspetti insiti nell’uso del Grandangolo, aspetti che mostrano come queste ottiche suggestive e particolari possano ampliare non solo la scena ma, ad esempio, modificarne l’aspetto generale. 
A tal fine, avvicinandovi all’uscio in una posizione più bassa, noterete come alcuni elementi esterni entrino in gioco in modo diverso, nella stessa immagine virtuale. Ad esempio, come il vostro stuoino all’ingresso, appaia grande rispetto a quello del vostro dirimpettaio del piano! 

Nonostante questi effetti possano apparire innaturali, queste focali sono entrate di prepotenza nel corredo dei fotografi più famosi. Tutti i generi fotografici sono coinvolti dalla trasformazione prospettica che queste ottiche propongono, ma è soprattutto il “reportage” che sottolinea il grande successo dei grandangolari. Il più famoso tra tutti, è il “35mm.”! Il peso mediamente modesto, le sue dimensioni ridotte, ne fanno la focale più classica per riprese agili e naturali. Senza particolari estremismi ma vicina alla realtà della scena, con campi più ampi per scatti istintivi, non a caso, il 35mm. diviene la focale preferita dei reportage di “Life”! 

Il grandangolo in dettaglio - Cerchiamo di guardare adesso, quali siano le caratteristiche specifiche di queste ottiche, dividendole in “doti” principali e “difetti” caratteristici. Riportandole alla più grande esperienza sul formato 24x36, espressa in miliardi di scatti totalizzati dalla pellicola al digitale “Full Frame” fin’oggi, si evincono queste specificità:

- Angolo di ripresa più ampio 
- Superiore profondità di campo  
- Distanze di messa a fuoco più brevi  
- Buona portatilità 
- Migliori caratteristiche per gli scatti all’improvviso 
- Minore rischio di mosso  

Queste particolarità, insite nel concetto stesso di “focale corta”, ci consentiranno più avanti, ulteriori ragionamenti. Possiamo però prendere in esame il rovescio della medaglia, anch’esso insito nella tipologia di queste ottiche: 

- Tendenziale deformazione accentuata della scena 
- Costo tendenzialmente più elevato di un “normale”
- Più scarsa qualità fotografica nella resa dei bordi 
- Disponibilità limitata di modelli per i formati fotografici più piccoli 

Nonostante queste ultime considerazioni, potenzialmente negative, i grandangolari sono presenti ampiamente nella dotazione dei fotografi professionisti e amatoriali. Non sembra quindi che questi “difetti” suscitino particolari avversioni, anche nelle forme più estremizzate, come ad esempio i “Fish Eye”. Allora, quale sarà il motivo di questo successo? 

Per prima cosa va considerato che l’avvento della tecnologia digitale permette una più ampia sperimentazione e, più ancora che in altre, nell’uso di queste particolari ottiche fornisce un formidabile aiuto. Infatti con il grandangolo, un piccolo spostamento del punto di presa, può comportare anche grandi cambiamenti nella scena ottenuta. La capacità del digitale di rivedere subito un’immagine, permette rapide correzioni ed anche un veloce apprendimento nell’uso delle “lenti corte” e della loro capacità di modificare la scena inquadrata.

Un altro dei motivi che hanno permesso la diffusione dei grandangolari, dipende ancora dal digitale ma in modo completamente diverso. Il digitale infatti, si è diffuso partendo da sensori di formati più piccoli del 24x36, che com’è noto, “allungano” le focali delle ottiche. Le prime digitali professionali erano dotate di sensori in formato massimo “APS-C”/DX, col classico fattore di moltiplicazione 1,5 X , dove cioè, un grandangolo di 35mm. diviene un 52,5mm. Dinanzi a questa limitazione, tutti i fabbricanti di ottiche, non hanno lesinato sullo sviluppo di grandangolari sempre più spinti. Ciò per permettere, soprattutto ai professionisti, di non dover rinunciare ad alcuna chance in ripresa. Il risultato finale è che oggi esiste una grande scelta di ottiche corte, anche in zoom sempre più performanti, in grado sia in campo professionale che amatoriale di assolvere ad una enormità di situazioni ad ampio angolo di ripresa. 

Dove e quando impiegarlo - Le capacità naturali del grandangolo e lo sviluppo odierno mirato al digitale, con prestazioni ottiche sempre più elevate, oggi gli permettono di superare il concetto stesso del suo “imprimatur”. Scordatevi quindi la sua collocazione tradizionale e anche solo sfogliando una rivista, prendete atto che il grandangolo s’è imposto in generi fotografici nuovi e lontani anni luce dalle sue primigenie prerogative. La moda, il ritratto, la fotografia sportiva, fanno ormai parte del suo corredo di conquiste, come ed anche più, di quanto lo siano state il Reportage, lo Street ed il Backstage! 

Oggi prendendo atto di questi nuovi aspetti della sua personalità, voglio stendere un elenco delle situazioni in cui il grandangolo può fornire prestazioni speciali per immagini speciali. 

Nel paesaggio: Il paesaggio è la condizione più naturale del suo impiego. E’ nel panorama che, fin dalla prima prova, non ne potrete più fare a meno! Una fattoria e parte dei suoi campi, prati in fiore, un campo di papaveri, delle barche ormeggiate in porto od anche solo una stradina che si inerpica in un paesino, sono degni della spesa! 

Nell’architettura: Al pari di un teleobbiettivo, anche il grandangolo ha grandi capacità di offrire spunti originali di ripresa nel campo architettonico. La scelta di un taglio ardito, di un punto di vista desueto o di un angolo ravvicinato di un edificio, di una fontana, di una piazza o solo di uno scorcio ambientale, ripagano dello sforzo del suo acquisto. La speciale capacità nel campo specifico, non ottenibile con alcun altra ottica, ha portato alla realizzazione di grandangolari Tilt & Shift (decentrabili e bascullabili) che fanno la storia delle riprese architettoniche d’autore. 

In Viaggio: Prima di tutto perché riduce drasticamente il peso e l’ingombro dell’attrezzatura. Ovvio che non mi riferisco ad una Full Frame con un 35mm. f/1,4! Qui per peso e ingombro somiglia più a un tele da 200mm! I vantaggi più evidenti sono nel più ampio angolo di ripresa. La possibilità di passare da esterni architettonici agli interni affrescati della chiesa; dal ritratto al mercato con la massima serenità e poi, ampia scelta d’inquadratura, orizzontale o verticale, e la minore possibilità d’incorrere nel mosso, quando la luce si fa scarsa. 

Nella fotografia naturalistica: Non soltanto un panorama ambientale, ma un panorama ravvicinato, reso tale dalla grande potenzialità espressa nelle minime distanze di messa a fuoco di cui il grandangolo è capace, apre un mondo nuovo. Il verde del sottobosco, i funghi dai vivaci colori, un coleottero su un ramo o soltanto un fiore, possono diventare soggetti in primissimo piano, che rendono l’originalità della ripresa, quel “quid” vincente! 

Nel ritratto: Angoli inusitati di ripresa, dal basso, dall’alto o lateralmente, offrono spunti degni di un approfondimento. Gesti quotidiani colti a sorpresa, come allo specchio, sotto la doccia o al mare, sperimentati, fanno scoprire universi nuovi in cui addentrarsi per migliorarsi senza sforzo e con la rapidità di scatto che una grande profondità di campo concede! 

Nei notturni: Anzitutto il grandangolo riduce drasticamente il mosso. Poi con il suo ampio angolo, mette tutte le luci di una scena serale in risalto, animando la vivacità della foto. Nella ripresa di notte, il cielo stellato sarà protagonista e i primi piani potranno essere inclusi nell’inquadratura, dando risalto alla scena. 

Nella moda: Pochi possono concedersi delle foto con una modella, ma un grandangolo aiuta a fare di una persona qualsiasi, uomo o donna che sia, il soggetto principale per lo spunto di nuovi esercizi creativi di ripresa. L’esaltazione è il termine giusto per estendere l’esercizio del ritratto al grandangolo creativo. 

Nel reportage e nello street photography: Camminare per strada e cogliere ciò che più può rappresentare la realtà estremizzata della vita odierna. Questo è possibile e relativamente facile attraverso lo “strumento” giusto. Il Grandangolo lo è! 

Nello sport: Una visione diversa di un momento dell’azione o il calore di un’acclamazione, l’esaltazione della una gioia di un risultato sportivo, sono l’elezione naturale della declinazione grandangolare. Ma anche lo spettacolo stesso dello sport, la ricchezza del dettaglio delle masse, una panoramica multicolore plaudente, danno alla spesa fatta la sua massima soddisfazione. 

Il Grandangolare in definitiva: Chi scrive ha molto imparato dall’uso del grandangolare ed oggi, lo preferisco a qualsiasi ottica nella sua globalità di funzioni. Nell’uso specifico della fotografia professionale ci sono altre circostanze per le quali si preferiscono atre ottiche, più specifiche, più mirate a usi determinati ma, per la creatività, il grandangolare è un alleato insostituibile. 


Nello specifico, personalmente preferisco un ottica fissa, per la sua facile collocazione in borsa e per il suo ingombro limitatissimo. Già un f/2,8 permette dimensioni che a parità di luce, per uno zoom grandangolare, sono improponibili. Ma ovviamente, anche gli zoom grandangolari di oggi, con la loro spesso estrema escursione focale, meritano la giusta attenzione. 

C’è qualcosa però su cui non si può transigere: quando parliamo di grandangolari, la qualità a cui bisogna puntare dev’essere la massima che la nostra economia ci consente! Non si possono vedere contrasti e nitidezza approssimativi, ne si può assistere a “Flare” e Distorsioni inaccettabili! Il costo di ore di post-produzione, per poi ottenere scadenti risultati finali, dev’essere bandito assolutamente. La resa del micro contrasto, per riportare una qualità visibile sui piccoli dettagli della scena, deve dare la massima soddisfazione! Meglio non averlo, che comprarne uno che non sia degno della nostra voglia di ottenere un risultato di pregio. 
Permettiamoci un grandangolare di classe, perché sarà per tutta la vita. 
Saluti, occhio all’oculare ma... con un più ampio angolo di vista! 

NOTA: Tutte le foto dell’articolo, sono realizzate con grandangolari da 14mm./16mm./18mm./24mm./28mm./35mm. su f.to F.F.
 
Commenti (7)
scritto da Agostino il 29-05-2013 08:46:03
 
Come sempre interessante, anche perchè contiene utili consigli sull'uso specifico di una particolare tipologia di ottiche. Belle anche le foto a corredo, però avrei gradito saperne un poco di più per ciascuna. Non dico i metadati completi, ma almeno quelli essenziali e le condizioni di ripresa .
scritto da G.F. il 30-05-2013 12:31:41
 
Egrego Agostino, grazie per il tuo intervento che, come sempre, trovo coerente e mirato. In realtà, questi dati che avresti voluto conoscere, avrebbero comportato almeno un'altra mezza pagina. Infatti, anche se i dati sono pochi, sono tante le foto e, pur comprendendo che anche una mezza pagina non è tanto, nel peso delle rubriche Web può anche essere considerato determinante, sopratutto quando un articolo ha già occupato parecchio spazio. Detto questo, ho voluto almeno indicare i millimetri delle ottiche impiegate nelle foto dell'articolo. Posso promettere che per la prossima pubblicazione farò, con riferimento a queste immagini, una specifica dei dati richiesti. Un saluto cordiale.
scritto da alfredo il 30-05-2013 12:54:49
 
Buongiorno a tutti. Mi permetto di esprimere la mia modesta opinione. Per scattare buone foto credo servano 2 cose fondamentali: 1) conoscere tecnicamente l'arte della fotografia 2) avere la sensibilità per osservare quello che circonda e di conseguenza immortalare un istante, un scena, una situazione particolare. La prima si può studiare, la seconda ritengo che sia molto ma molto più complicato da acquisire.
scritto da Giulio il 30-05-2013 13:35:55
 
Buondì, devo ammetere che pensare al grandangolare come ottica tuttofare è nuovo per me. Dagli esempi riportati però, nelle foto e anche nello scritto, sono riuscito a capire abbastanza bene come vedere l'impiego di questi obiettivi in modo alternativo al cosiddetto normale e non per un uso solo sui panorami. Faccio quindi un commento positivo sia al tema che al modo con cui è stato esposto. Giulio
scritto da alfredo il 30-05-2013 16:12:03
 
Alla fine lo facciamo tutti quando non abbiamo spazio per portarsi appresso tutto. Ma quante volte avete imprecato per non aver con voi un 200 per beccare un tramonto, un animale selvatico o una coppia a distanza proibitiva che litiga???? Quando ho tutto non mi capita un tubo, appena non ho con me in necessario mi capita di tutto. Ma la mia è solo sfiga spero che a voi vada meglio ;)
scritto da G.F. il 31-05-2013 16:26:00
 
Egregio Alfredo, purtroppo l'unica strategia "antisfiga" applicabile a noi fotografi è, portarsi sempre appresso almeno la compatta. Personalemnte ho con me sempre la Mirrorles con un 10-30mm. che nel suo f.to equivale a un 27mm./81mm. diciamo sufficiente a fare un po di tutto. Ovvio che non è come avere la mia TOP ma, come dice sempre un mio amico fotografo "...cos'è meglio, non farla per niente..."? Un saluto cordiale
scritto da G.F. il 31-05-2013 16:33:04
 
Gentilissimo Giulio, grazie intanto per il tuo intervento e per l'apprezzamento positivo. Il miglior termine per il grandanglo è "Sperimentare". Credimi, appena incominci ad usarlo ci prendi gusto, poi non lo lasci più! Cordialità
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