seguici su
 facebook
 twitter
     Feed rss
Meteo
Contatti      Pubblicità      Redazione
Sei in: BuonGiornoSicilia » Rubriche » Fotosintesi » 'Fotografare l’inverno' ...
OkNotizie
 4 commenti  |  
A+ A-
 

'Fotografare l’inverno'

Non solo il bel tempo può offrire ottimi spunti fotografici, anche pioggia e freddo, sanno darci occasioni da non perdere!

di G.F.
Fotosintesi | VINCERE L'IPOCONDRIA - Lo sappiamo tutti, quando fa freddo o c’è la pioggia, non sono tante le cose che ci va di fare. La migliore sarebbe restarcene a letto a goderci il caldo e, se non fosse per il lavoro, molti seguirebbero l’istinto di risparmiare energie e rischi di raffreddore! In inverno, anche nel nostro hobby preferito vige la stessa regola e, molti di noi, all’apertura delle finestre nei giorni di festa, scorgendo un cielo coperto o la pioggia, colti da scoramento, si rimettono a letto! Non dico che sia sempre sbagliato e confesso che alcune volte, ho fallito delle possibili splendide immagini per pura e semplice “ipocondria”! Il termine “ipocondria” deriva dal greco e in tempi antichi, indicava disturbi localizzati nella fascia addominali. Molto più tardi si comprese che la causa di questo malessere era collegata ad aspetti psicologici, in particolare, alla paura di compromettere il proprio stato di salute. Oggi, da uomini “evoluti”, ricordando i tempi della scuola, scopriamo quindi che al mattino, quell’improvviso mal di testa, mal di pancia o la strana febbriciattola, altro non erano che l’ipocondriaca paura che la scuola... compromettesse la nostra salute! Ergo, senza offesa per alcuno, siamo tutti ipocondriaci! 

PREPARARSI CON MOLTA CURA - Detto questo e mettendo da parte gli aspetti psicologici, usiamo tutta la nostra determinazione per... uscire dal letto; diamo la massima fiducia alla nostra fotocamera e, anche col cattivo tempo, mettiamoci alla ricerca del risultato che fotograficamente c’interessa, muovendo da una buona organizzazione. Partiamo quindi dalle basi necessarie ad affrontare una giornata fredda, con una probabile pioggia, anche se non chiaramente manifesta, e cerchiamo di non dimenticare l’indispensabile. Questo termine, lo rappresenteremo in 9 punti; ed esattamente: 
N.1 Per la nostra protezione (è scontato), occorrerà un buon impermeabile, meglio se a “lenzuolo” e possibilmente con cappuccio. Se questo non c’è, un berretto con visiera, spruzzato con un impermeabilizzante spray, sarà certamente adeguato. 

N.2 Serviranno anche degli stivali in gomma (ve ne sono da 5 /10 €. ottimi), da portare in auto e utilizzare alla bisogna. 

N.3 Per usare la camera senza avere le mani gelate, guanti in lattice! Questi ci permetteranno pure una sufficiente sensibilità, fregandosene del bagnato! 

N.4 Se non disponiamo di una borsa predisposta per la pioggia, non dimentichiamo almeno alcuni sacchetti di plastica. 
Questi, adeguatamente grandi, ci consentiranno di coprirla, ponendo al riparo dall’acqua accessori e ottiche, nei momenti in cui non saranno in uso. Se disponiamo di fotocamera e ottiche “tropicalizzate”, anche sotto una pioggia scrosciante non avremo problemi se si bagneranno! Se invece non lo sono, sarà bene proteggerli. Acquistando dei fogli di plastica morbida, potremo divertirci a preformarli, utilizzando una forbice e una spillatrice. Se non troviamo i fogli in plastica o non avremo tempo per cercarli, potremo utilizzare uno di quei sacchetti citati prima. Dovremo predisporre un foro per l’ottica, facendo in modo che fuoriesca il solo paraluce. Perciò lo applicheremo all’ottica solo dopo aver forato il sacchetto nel diametro dell’obbiettivo. Attenzione a non sottovalutare che i sacchetti dovranno essere trasparenti, pena il dover lavorare al “tatto” sui comandi della camera e se non useremo l’oculare, per via del non raro problema “dell’appannamento”, dovremo usare il “Live view”, con l’essenziale necessità di una completa trasparenza. 

N.5 Che l’ottica sia tropicalizzata o meno, dovremo comunque preoccuparci dell’acqua sulla prima lente. Anche una sola gocciolina che vi si depositi, costituirà un problema e, verosimilmente, la goccia non arriva mai da sola! Oltre che rendere inutilizzabili le nostre immagini, la prima cosa che faranno le gocce d’acqua, è impedire all’autofocus di funzionare correttamente. Quindi, sarà necessario disporre di un panno specifico, per la pulizia del filtro “UV” o “ND”, che come molti di voi saprete, auspico sia sempre presente sulla prima lente. Ovvio che sotto la pioggia non potrete usare delle “cartine”, quindi in alternativa consiglio un “Arix” (chi è sposato potrà chiederlo alla moglie che, certamente lo conosce), con l’80% Poliester e il 20% Polyamide (in italiano poliestere e poliammide), è costituito da una fibra con trama a “microuncini” e, tenendolo assolutamente pulito, alla bisogna farà un ottimo lavoro! 

N.6 L’immancabile cavalletto! Complice la più bassa luce del tempo nuvoloso e la limitata mobilità dovuta a pioggia, fango o neve, dovremo fare i conti con tempi d’esposizione divenuti più lunghi. E con la mancanza d’appoggi di fortuna, per lo più bagnati, se avremo dimenticato o trascurato di portare il nostro “tripide”, sicuramente ce ne pentiremo! Va anche ricordato che in inverno, con la pioggia, i torrenti sono più ricchi d’acqua e servirsi del cavalletto per ottenere delle immagini particolari, anche non lontani dalla città, è una condizione assolutamente irrinunciabile. 

N.7 Se disponiamo di un “assistente”, un amico o un collega appassionato, sarà un’ottima idea portare con se un bell’ombrello; meglio se di misura grande! Questo consentirà la realizzazione di una specie di rapida postazione, dove, nello scambio di attività, uno sosterrà l’ombrello all’altro, scambiandosi il compito durante le operazioni. In mancanza del “collega”, anche la fidanzata/moglie, potrebbe essere funzionale allo scopo ma, attenzione... non credo potrà durare il tempo sufficiente a fare più di un paio d’immagini! 

N.8 Se attueremo una tecnica di tempi d’esposizione lunghi e, se ne siamo in grado, anche qualche scatto in “HDR” (acronimo che sta per “High Dynamic Range”), sarà d’obbligo un piccolo sgabellino ripiegabile. Anche in questo caso, soli 10/15 €. basteranno per trovarne di ottimi allo scopo. 

N.9 Da ultimo, ma non ultimo per importanza, non dovrebbe mancare il Flash per la schiarita e le possibili riprese in “Slow-Sink”. Come anche un filtro “ND” da almeno 6/ 8 diaframmi, per i nostri effetti creativi. Questo ci permetterà tempi d’esposizione più lunghi, quando per ottenerli non basteranno diaframmi chiusi e la minima sensibilità ISO consentita dalla camera. 


LA SCELTA DEL SOGGETTO - Molte di queste note sembreranno poca cosa, un vademecum per neofiti alle prime armi, appena giunti alla “linea del fuoco”. Ma, scagli la prima pietra, chi tra noi “esperti”, non sia stato tradito da una banale dimenticanza come quelle elencate qui. Avrei voluto addirittura che i punti fossero 10! Aggiungendo quello che avrebbe meritato da solo una lunga trattazione. Ma sperando che ogni fotografo abbia una sua personale idea del soggetto da riprendere, non ho voluto banalizzare ricordandolo. Però, il punto avrebbe dovuto essere proprio questo: NON SCORDATE IL SOGGETTO! Inutile credo, elencarne alcuno. Spesso anche improvvisando, “spuntano” buone immagini. Ma personalmente, credo che buona regola sarebbe prevedere una riflessione che apra delle scelte primigenie che non ci facciano fallire l’intento di un buon tema e di un preciso programma per un ottimo “set” di riprese. Quel che serve, è cercare con la propria fantasia cosa vorremmo ottenere, cosa nella propria mente rappresenta l’inverno e come ce lo configuriamo fotograficamente! Se ci concentreremo su questo pensiero, quando nella nostra testa apparirà “l’immagine”, allora saremo pronti! Non sarà inutile suggerire comunque, l’abbandono di strade già viste, fotografie che abbiamo avuto rappresentate mille volte, anche bellissime, ma che per noi, potrebbero risultare molto difficili da ottenere, non foss’altro che per location impossibili. Questo è un pensiero che potrebbe scoraggiarci! Perciò, meglio aguzzare la vista e dedicare molta attenzione ad aspetti desueti e poco esplorati. Ciò servirà non solo a metterci al sicuro da confronti “scomodi” - molti i grandi fotografi che hanno approfondito i temi dell’inverno - ma ci aiuterà a indirizzare una nostra personale visione che, oltre ad essere un sano esercizio, non è mai detto che non possa rappresentare degnamente il nostro stile! 

Dunque, occhio all’oculare e buon lavoro a tutti voi.
 
Commenti (4)
scritto da Mario il 16-03-2013 19:06:47
 
Sono d'accordo: Anche l'inverno offre delle occasioni fotografiche affascinanti. Certo è necessario attrezzarsi adeguatamente, ma ne vale la pena! D'altra parte anche in estate, se si cercano soggetti interessanti, bisogna "faticare". Complimenti per le foto pubblicate come esempio. Particolarmente emozionante l'immagine della piccola cappella tra la neve. Bravo! Utili i consgli per quanto rigurda l'attrezzatura, ma se la fotocamera non è impermeabile mi permetto di suggerire l'uso di un semplice sacchetto di plastica trasparente calzato dalla parte superiore sulla macchina e dopo averlo forato in corrispondenza dell'obbietivo, fissarlo con un semplice elastico al paraluce. La fotocamera si gestisce facilmente inserendo le mani dalla parte inferiore del sacchetto. Vi assicuro che funziona!
scritto da Giulio il 17-03-2013 09:44:48
 
Grazie per i suggerimenti preziosi. Alle volte piccoli accorgimenti sembrano superflui ma poi se non ne fai una regola resti spiazzato al momento opportuno. Quindi ben fatto l'articolo e belle le immagini. Apprezzo anche la foto della "Santuzza" perchè essendo di Palermo, il suggerimento delle foto in interno è una soluzione alla mancanza di un vero inverno da noi, come la foto della cappellina. Complimenti e grazie ancora per il bel lavoro.
scritto da G.F. il 17-03-2013 10:07:31
 
Grazie per i complimenti sia a Mario che a Giulio che, come sempre sono apprezzati e aiutano a proseguire con impegno i prossimi articoli. Per i suggerimenti dati da Mario, certo apprezzati, in realtà non si discostano da quanto da me indicato. Solo ricordo che il suggerimento dell'elastico va bene solo nel caso che l'obbiettivo in uso sia tra i migliori, cioè che non modifichi la sua lunghezza e che la prima lente non coinvolga il paraluce nella rotazione. Poi è bene ricordare che la suggerita preformazione con forbice e spillatrice, si riferiva alla possibilità di configurare l'area dell'oculare in modo da poterlo usare adeguatamente. Comunque anche se meno perfezionistico il suggerimento è valido! Suggerisco sempre, quando si acquista un'ottica nuova, di pensare bene a spendere, magari di più, ma molto cogitatatmente, considerando che l'ottica è per sempre (o quasi), mentre la camera è probabilmente solo di passaggio. Grazie a entrambi ancora, un saluto.
scritto da Giulio il 17-03-2013 10:26:12
 
Grazie a GF per i suggerimenti. A volte sembrano cose scontate ma poi se non te ne fai una regola ti ritrovi nei guai al momento opportuno. Anche il suggerimento delle immagini in interno, come quella della "Santuzza", merita un pensiero, perchè Io che sono di Palermo quì in effetti non ho quelle condizioni del vero inverno, come quelle della foto della cappellina. E a proposito, complimenti anche per le immagini molto belle. Grazie, saluti.
Scrivi un Commento
 
 
voglio ricevere una notifica via e-mail sui nuovi
commenti
 
Articoli Correlati (0)

Le Nostre Rubriche

 
 
Save the Children Italia Onlus
 
 
 
 
 
 
Save the Children Italia Onlus