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Foto facile... Appena un passo dopo

Dal telefonino alla prima compatta, il passo è breve

di G. F.
Fotosintesi | Nel lungo percorso storico della fotografia, fenomeni tecnologici, mode, eventi, l’hanno influenzata e si sono succeduti dentro e fuori della macchina fotografica, conquistando l’interesse e poi la passione di tantissimi! 

Non v’è dubbio che le passioni sono anche ricerca d’innovazione, evoluzione e, nella "nostra" specifica, anche rinnovamento, capacità di risorgere, come l’Araba Fenice, dalle proprie ceneri. Ecco dunque che oggi, la "risorta" fotografia, non è più solo passione ma, in relazione al nostro tempo, un nuovo fenomeno di massa! 

Tutti fotografi quindi? Assolutamente no! La manìa per la foto facile, sfugge tra le pieghe dell’Arte fotografica, per migrare verso fenomeni diversi che, toccando il "social bisogno di compagnia", sull’onda della moderna comunicazione digitale, approda all’esigenza di mostrarsi e guardare a propria volta. C’è dunque il timore che la "bella fotografia" si perda per sempre, in questo pantano d’immagini senza spirito? 

Ecco dov’è la vera sorpresa: che un fenomeno di così larga portata, con milioni di isteriliti utilizzatori dell’immagine, operi il miracolo! 
Per miriadi di potenziali, inconsapevoli appassionati quindi, si genera il cosiddetto "Passo Dopo": il contatto attraverso il quale, come sulla carta moschicida, si resta invischiati, cedendo al fascino della vera fotografia! Ecco dunque che l’amato telefonino, oggi "A,E,I,-PHONE", e chi più ne ha più ne metta, con tutte le sue... più "AP" che mai, nel cuore di coloro che hanno "attraversato il Rubicone", deve cedere alla prima Fotocamera. Ed è così che il passo dopo, diventa il primo passo verso la Fotografia Digitale! 




Questa, al di la della tecnologia, deve per forza riaccreditarsi di quel linguaggio e di quelle forme che l’hanno resa un’arte. Osteggiata come tale, dagli artisti di discipline meno invasive ma, molto più circoscritte ad ambiti elitari strettamente culturali, proprio sul piano della divulgazione del bello, del linguaggio della figura, del resoconto della natura, del confronto dell’uomo con se stesso e con le sue discipline, non ha rivali tra le arti! 
Così, con la 1° "Videofotocamera" digitale, si abbandona il senso comune di "cattura" di una qualsiasi immagine, per instaurare il linguaggio fotografico della "ripresa", l’espressione descrittiva dello "scatto", quella che viene considerata la... "Pittura con la Luce"! 

Per la scoperta delle proprie attitudini estetiche e l’impiego progressivo delle proprie capacità tecniche ed artistiche in fotografia, è consuetudine partire dalle cosiddette "Entry Level", meglio conosciute come "Compattine". Sono tante, interessantissime e di queste parleremo approfonditamente nella prossima uscita, di "Fotosintesi". 

Oculare all’occhio per tutti.
 
Commenti (4)
scritto da Emanuela il 15-07-2012 14:35:24
 
Condivido il contenuto dell'articolo, anch'io dopo aver usato il telefonino per fotografare, ad un certo punto ho voluto di più! Il seguito poi, diventa una scommessa continua per migliorare e fare un uso bello e profondo delle proprie immagini... Adesso il passo è fare sul serio! Per crescere, adesso conto anche sull'aiuto di quanto viene scritto. Grazie.
scritto da Claudio il 15-07-2012 17:40:59
 
Condivido anche se vedo in giro più turisti con telefonini alzati che con macchine fotografiche. Per cui temo che con la tecnologia si è dato la possibilità di fare foto a tutti a discapito della qualità!!! Questo è un bene per i Fotografi che non temono ancora la concorrenza!! Certo il primo passaggio dal telefonino è la compatta, cosa che ho fatto anche io, ma per fare delle foto come voglio io, credo che dovrò fare qualche altro passaggio. Ma potrei ricredermi...e per questo stò seguendo con attenzione questa rubrica. Grazie a presto.
scritto da Danilo il 30-08-2012 12:56:52
 
Un articolo molto interessante che oltre la parola fotografia o significato intrinseco della stessa. L'ho letto molto ben volentieri. E' l'era che fotografano tutti con qualsiasi cosa a e qualcosa resterà ai posteri.
scritto da G.F. il 01-09-2012 11:05:21
 
Grazie Danilo per il tuo intervento. Credo sia proprio come dici, cioè che, comunque vada, la testimonianza della fotografia è l'unico linguaggio universale che può essere letto in qualsiasi tipo di posteri, anche extraterrestri. Questi potranno tradurre molto meglio un'immagine che non milioni di pagine scritte. La storia vista con gli occhi di un obbiettivo è certo più esaustiva e comunque nel tempo testimonia, come il modo di scrivere, anche il modo di esprimere e di vivere della società! Tanto per ricordarlo, ci fu qualcuno che divenne grande e famoso per le cose che scrisse addirittura 2300 anni fà, e tra queste una frase che disse: "Un'immagine vale più di mille parole". Un saluto
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