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I principi fondamentali della 'Composizione Fotografica'

Qual’è il vero senso del termine 'Composizione'? Quali i parametri fotografici in gioco, per ottenere quella corretta?

di G.F.
Fotosintesi | Sfruttare l’area del fotogramma - Comporre, nella pura accezione del termine, significa accostare ordinatamente all’interno di uno spazio, nel nostro caso il fotogramma, qualcosa di coerente che raggiunga un senso di completezza armonica. Descrivere fotograficamente una scena, è come esprimere su un foglio di carta un disegno o su una tela un quadro. Partire da un punto “essenziale”, qualsiasi sia il soggetto da catturare, dev’essere il principio. Fare di questo uno strumento, ed il tema della comunicazione, dipende soltanto da noi! Per raggiungerne la consapevolezza, sarà necessario affidarsi a considerazioni semplici ma basilari e se disponete di un apparecchio Reflex, indipendentemente dall’ottica che state impiegando, varranno essenzialmente gli stessi elementi fondamentali:  

A) Decidere quale debba essere il soggetto principale. 
B) Comportarsi come se volessimo disegnare un foglio di carta. 
C) Proporzionare il rapporto dimensionale del soggetto nel contesto d’insieme. 

A volte il soggetto si presenta come un disegno lineare, tipo uno steccato o una “Sky Line” di case o città (vedi Foto 6 da SX). In questi casi bisogna chiedersi: come interagisce il soggetto con i bordi del formato? Come si colloca nell’area del fotogramma? Ed è qui che vale tenere in conto, l’ultima considerazione del “disegno” che stiamo componendo, forse la più importante: 

D) Dividere l’area del fotogramma in zone complementari (in generale 2 o 3 ma anche di più), con formato attinente ai compiti assegnati al soggetto. 

La corretta procedura per riuscire ad ottenere una buona composizione, prevede un completamento essenziale del punto “D”: configurare ogni area del fotogramma, con una chiara connotazione! Per gli occhi dell’osservatore infatti, le “aree” dell’immagine, rispondono ad un fenomeno legato al modo con cui il nostro cervello le percepisce. Il fenomeno, in gergo fotografico, è il cosiddetto “Centro d’Interesse”, cioè l’area del fotogramma che produce il maggior interesse agli occhi dell’osservatore. Minori saranno i centri d’interesse, più il nostro “disegno”, la fotografia, colpirà l’occhio dell’osservatore. 

Variare l’altezza della fotocamera - Il cosiddetto “Punto di Presa”, è la posizione che l’obbiettivo della nostra camera assume rispetto alla scena da riprendere. La fotocamera quindi, tende così ad imporre il “proprio punto di vista”! Alcuni anni addietro, era un parametro molto variabile e correlato fondamentalmente al tipo di fotocamera. Una “SLR” (Single Lens Reflex) inquadrando attraverso un “pentaprisma“ nell’oculare, era all’altezza dell’occhio del fotografo. Una camera a traguardo “TLR” (Twin Lens Reflex), le cosiddette binoculari (Rolleiflex, Mamiya etc.) erano elevate all’altezza del petto mentre le vecchie camere, le cosiddette a “Cassetta” riprendevano dall’altezza della vita. Al contrario di ieri, le moderne fotocamere “DSLR” o “CSC”, sono ormai fondamentalmente di due tipi: con traguardo attraverso un oculare, quindi con una altezza legata a quella dell’occhio del fotografo, oppure attraverso lo schermo di visione della camera. Forse quindi, un po’ più in basso ma, in sintesi, alla stessa altezza. Così, è piuttosto facile subire passivamente la posizione di “presa” imposta dalla propria fotocamera. Eppure, esistono mille diversi punti da cui guardare una scena. A volte basta una sedia su cui salire, per offrire all’ottica una diversa inquadratura che può rendere molto differente la scena (vedi foto 1). Ugualmente, posizionandosi in ginocchio o sdraiati per terra, potremo catturare una visione particolare o comunque inconsueta, evitando il ripetitivo punto di vista all’altezza dell’occhio (vedi foto 7). Quindi semplicemente variando anche di poco la nostra abitudine, si riuscirà non di rado, ad ottenere una conveniente quanto interessante variazione della scena. Spetterà poi al fotografo la scelta più idonea rispetto a ciò che vorrà ottenere. Che sia dall’alto o dal basso, comunque questo cambierà il punto di presa, il senso e l’importanza che egli vorrà dare al messaggio. 

La configurazione del soggetto - Tenute nel dovuto conto le considerazioni basilari appena espresse, molti e diversi possono essere gli accorgimenti che concorrono all’esaltazione di un determinato soggetto. Ad esempio, possiamo rafforzarne i contorni, anteponendolo ad uno sfondo uniforme monocromatico o colorato che sia. Ugualmente, possiamo sfruttare la “PDC” (Profondità di Campo), per creare, da uno sfondo complesso, un “pattern” confuso che tenda a evidenziare il soggetto in “PP” (Primo Piano), staccandolo nettamente dallo sfondo. 

Anche uno sfondo semplice e lineare come il cielo o l’acqua, può essere utilizzato coerentemente con ciò che intendiamo evidenziare. Ad esempio si può sottolinearne il solo profilo, con l’eliminazione dei contenuti interni al soggetto, esaltandone così le linee essenziali (vedi foto 5/8)

Per ogni tipologia di soggetto, l’attento studio di ciò che intendiamo ottenere e alla base del risultato finale. Nella figura umana, ad esempio, lo studio fotografico è l’ambiente ideale per una fotografia ben bilanciata. Ma anche senza di questo, utilizzando una luce laterale posizionata convenientemente od anche la semplice luce proveniente da una finestra, meglio se munita di una tenda chiara, si potrà esaltare le caratteristiche del soggetto, aiutandosi con il trucco e l’abbigliamento (vedi foto 2)

Le odierne fotocamere digitali, offrono un’impagabile “plus”, per il raggiungimento di un buon risultato. Esso è costituito dalla possibilità di rivedere l’immagine ottenuta, lavorando le opportune modifiche dopo alcune prove. Ugualmente è possibile avere una precisa idea, utilizzando il cosiddetto “LV” (Live View), cioè la possibilità di vedere la reale immagine che riusciremo ad ottenere, dopo che avremo predisposto la scena da riprendere. Insomma il buon risultato è possibile abbastanza facilmente, contando molto sulla nostra fantasia e inventiva ed utilizzando quanto le attuali tecnologie delle moderne fotocamere ci mettono a disposizione. 

Tipi di Prospettiva - La “Prospettiva”, è l’unico strumento che abbiamo, per rendere in fotografia, l’aspetto tridimensionale che la visione reale di una scena ci offre. La profondità, risulta d’importanza essenziale quando i soggetti di maggior interesse insistono su un campo medio se non addirittura decisamente lungo. Sarà quindi con una “prospettiva lineare” che potrete far convergere, proprio su queste aree, il maggior interesse dell’osservatore. Si dovranno perciò sfruttare al massimo, le linee convergenti e l’effetto continuo della riduzione dimensionale che queste danno alla scena “correndo” verso il fondo (foto 3) Allo stesso scopo, si può anche sfruttare la cosiddetta “Prospettiva Aerea”, cioè quella condizione atmosferica che, sfruttando il cambiamento tonale, rende lo sfondo sempre meno dettagliato fino alla sua resa finale eterea (foto 4). Ma anche quando la scena inquadrata non presenti particolari condizioni atte a considerarla una prospettiva aerea, sfruttando particolari condizioni atmosferiche, atte a determinare una migliore suddivisione dei “piani” dell’intera composizione, l’idea di una maggiore profondità può essere sfruttata a pieno. Misurando l’esposizione in modo che tutti questi elementi determinati da piani differenti, vengano esaltati attraverso una loro identificazione esposimetrica, faremo si che l’occhio dell’osservatore possa sprofondare verso il fondo della scena. 


Conclusioni - Naturalmente tutta la trattazione sulla composizione fotografica, non può esaurirsi in queste poche righe. Ne d’altra parte, nomi eccellenti della fotografia, cimentati su questi temi, molto più meritoriamente di me, hanno esaurito gli argomenti. Ergo, tornare su questa materia sarà d’obbligo! Auspicando nel frattempo che i nuovi adepti alla fotocamera, oggi siano riusciti a cogliere spunti opportuni per un loro miglioramento tecnico nella composizione, fisso un nuovo appuntamento a breve.
 
Commenti (4)
scritto da Claudio il 02-03-2013 12:51:02
 
Ciaooo!!! Quello che suggerisci è sempre molto interessante. Spesso mi accorgo che le foto non vengono come le vorrei. Con le macchine fotografiche antiche, quasi ci riuscivo. Oggi con le digitali moderne mi viene più difficile. E' vero che devo fare più prove e molte foto le cancello (almeno in questo si risparmia) ma spero in futuro di ottenere qualcosa di simile alle foto che hai pubblicato. Ma per questo ..seguo la tua rubrica. Un Saluto e grazie sempre. Claudio
scritto da G.F. il 02-03-2013 16:17:23
 
Grazie a te Claudio, è un piacere sapere che mi segui e che apprezzi quanto pubblico. Credo tu non debba dubitare dei risultati, riconoscere i propri gusti estetici e seguirli con convinzione e determinazione, senza mai cambiare il proprio stile, porta certamente ai risultati desiderati. Credo di capire chi sei e conosco la tua capacità di selezione delle immagini che ti piacciono, basta perciò, puntare convinto, a ottenere ciò che vuoi e riuscirai. Un grazie ancora e un saluto.
scritto da Giulio il 02-03-2013 16:57:23
 
Ciao G.F., ho completamente condiviso quanto dice Claudio in merito ai tuoi articoli. Questo in particolere l'ho seguito con molta attenzione e devo farti i complimenti anche per le splendide immagini presentate. Riuscirò un giorno a fare foto di questo livello? Certo avrai una macchina professionale ma, come tu stesso hai scritto in altro articolo, non dovrebbe essere questo a permette dei risultati di livello... Spero, perchà al momento non ho budget per comperare una reflex di alta classe. Spero che estendi l'argomento in altri articoli. Grazie e complimenti ancora.
scritto da G.F. il 04-03-2013 12:18:34
 
Egregio Giulio, piacere di riaverti tra i lettori. Certamente, come tu auspichi, tornerò sugli argomenti correlati molto presto, non certo a completamento degli ultimi due articoli ma, ad estensione dei principi enunciati. Ti ringrazio intanto per la tua attenzione e per il tuo commento.
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