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Nikon 1-V1 & Pentax K-01 in test a Fotosintesi

Il futuro delle compatte Entry Level è incerto, quello delle CSC, pare denso di successi. Per la buona fotografia, in alternativa alla Reflex, con la 2° parte di questo test, dopo la Nikon 1, diamo un'occhiata alla Pentax K-01

di G. F.
Fotosintesi | “Una Pentax nella storia della Reflex” -  Dopo un troppo lungo silenzio, costellato da notizie di trattative più o meno interessanti per il riassetto proprietario di Pentax, il definitivo passaggio alla nuova compagine societaria “PENTAX RICOH IMAGING”, pare abbia finalmente generato qualcosa di diverso dal silenzio a cui ormai eravamo assuefatti. Così, con un improvviso slancio, la storica casa fondata da Kumao Kajiwara a Toshima, un sobborgo di Tokio, dopo una storia fondata su un unico amore, la Reflex, ha presentato la sua prima Compact Sistem Camera! Sono gli scherzi del tempo che col suo inarrestabile corso, modifica la storia. La Nikon, iniziò il suo percorso seguendo le orme delle “Telemetro” tedesche, le “Mirrorless” dell’epoca. Solo dopo anni di successi, passò alla reflex per fare un salto avanti, entrando nel già consolidato mercato delle “camere a sistema”. La Pentax al contrario, con lungimiranza e intraprendenza industriale, per conquistarsi un importante spazio in un mercato che al momento non sembrava essere affatto promettente, cominciò la sua storia fotografica partendo da quell’idea che, considerata un accrocco fotografico molto approssimativo, non attirava interessi da parte dei fabbricanti più quotati dell’epoca! Quella decisione, le pose dinanzi complesse sfide tecnologiche per lo sviluppo di una novità ancora troppo acerba. Attraverso i suoi sforzi però, riuscì a trasformarla in un vero successo dell’ingegneria ottico/meccanica giapponese! Così, dopo alcuni esemplari ancora bisognosi di messa a punto, nel 1953, nasceva “l’Ashaiflex II B”, la 1’ Reflex giapponese e, la prima vera Reflex per il grande pubblico! 

Il salto indietro - Quella che io considero la camera del “rinnovamento” di Pentax, la “Q”, può essere considerata un salto indietro della casa di Tokio. Un salto verso quelle osteggiate “telemetro”, a cui fin dall’inizio preferì la Reflex, ma che oggi, rischia di diventare un altro primato della casa. Questa infatti, forse per sempre, resterà la più piccola Mirrorless al mondo. Ma la “Q”, non è la camera di cui ci occuperemo in questo articolo, è l’avanguardia di un rinnovamento che trova nella “K-01”, oggetto della nostra prova, la sua vera conferma. Con la “K” infatti, Pentax in prima istanza, ha voluto comunicare che questa nuova creatura, come le sorelle maggiori, si affida alla sua famosa baionetta, quella “K” che traghettò dal “Passo a Vite 42”, tutti gli storici obbiettivi “Takumar”, verso un futuro più moderno, già pronto per i successivi passi da fare, e denso di quella tecnologia che ci ha condotto all’oggi. Certo è, che questa scelta, ha fortemente condizionato alcune delle chiavi proprie del successo delle Mirrorless. Vediamo perché. 

Il... “Compromesso Storico” -  Disporre della baionetta “K”, da un lato consente l’impiego di quasi tutte le ottiche Pentax costruite fin’oggi per le reflex della casa. Dall’altro, prevede di fare i conti con i limiti indotti da questa scelta e, primo tra tutti, il cosiddetto “tiraggio”. Si dice tale, la distanza intercorrente tra il piano dell’ultima lente dell’obbiettivo montato sulla camera e il “piano focale”: ieri la pellicola, oggi la superficie del sensore. Nelle Reflex, tra i due piani è inserito lo specchio. Esso deve muoversi in questo spazio, per sparire davanti al percorso della luce all’atto dello scatto e poi, tornare al suo posto, un attimo dopo l’esposizione. In una Mirrorless, propriamente detta dall’inglese “senza specchio”, il tiraggio necessario a coprire il cerchio di luce che formerà l’immagine sul piano focale, è molto ridotto, e questa caratteristica, è alla base della drastica riduzione dimensionale delle CSC. Anche la grandezza del sensore condiziona la dimensione finale della fotocamera ma, se le ottiche sono realizzate appositamente per una camera senza specchio, questa rimarrebbe comunque più piccola di una che fosse obbligata dal “tiraggio” imposto da una reflex. Quindi, ecco il messaggio da cogliere: ...“desideriamo che i nostri clienti, possano aggiungere questo corpo alle loro reflex, senza dover per forza acquistare delle nuove ottiche”! Vedremo più avanti, se questa è la giusta interpretazione per tradurre correttamente un indirizzo tecnico. 

Una scelta condivisibile? - Si è atteso a lungo un definitivo riassetto dell’Azienda e, dopo un interminabile silenzio, alla ripresa delle “operazioni”, come nel caso della “Nikon 1”, personalmente mi aspettavo qualcosa di assolutamente rivoluzionario. Per le sue scelte, a volte ardite, è storicamente riconosciuto a Pentax, un ruolo d’innovazione ed in un tempo nel quale, come all’origine delle Telemetro, si ricerca soprattutto la compattezza, la nuova nata “Pentax K-01”, con le sue dimensioni, lascia piuttosto perplessi. Di rivoluzionario certamente c’è l’estetica, ma se non fosse per questa, probabilmente la confonderemmo con una nuova Reflex. Certo i fedelissimi diranno che la “K-01” è stata affiancata alla “Pentax Q” e, questa per compattezza non vede nessuna! Ma, come ho già scritto in altro articolo, nel DNA delle “CSC”, dovrebbe esserci anche una crescita qualitativa importante rispetto alle compatte. Perciò, visto che non solo attraverso la sostituibilità degli obbiettivi, si raggiunge un’alta qualità fotografica, quello che soprattutto sarebbe stato richiesto, rispondeva più alla dimensione del sensore in un corpo compatto, piuttosto che un corpo mignon con un sensore altrettanto mignon. Allora, come leggere la scelta di Pentax? Ho provato ad avanzare alcune ipotesi e quella che mi sembra la più credibile, è che, per anticipare le mosse della concorrenza ed accontentare un mercato vasto e proiettato verso un rapido successo delle Mirrorless, si sarebbe dovuto diversificare l’ipotetica clientela. La “Q”, avrebbe privilegiato le dimensioni, consentendo di non dover mai rinunciare ad averla con se. La “K01”, al contrario, col suo “APS-C”, sarebbe andata verso una qualità senza compromessi, scegliendo di averla con se, solo quando al suo posto avrebbe potuto starci una Reflex. 

Una camera tutta nuova? - Lasciando che il giudizio finale, su ciò che sarà il futuro di questa nuova “K01”, sia il mercato a deciderlo, condivisibile o meno che sia la scelta di Pentax, vediamo di valutarne gli aspetti tecnici, costruttivi e pratici. Il prodotto, quantomeno molto originale, fa parte di quelli che puoi amare oppure detestare, a seconda di come l’interpreti. Abituati a quanto si è visto fin’ora sulle “Compact Sistem Camera” prodotte da altri fabbricanti, pure con Baionette e ottiche intercambiabili, proprio in virtù dell’attacco “K” le dimensioni della Pentax appaiono molto più importanti. Le differenze sono spiegate dal fatto che ad esempio, le Sony NEX, le Samsung NX o le Lumix GF e GX, hanno ottiche appositamente progettate, con le prime due che pure utilizzano lo stesso sensore di formato APS-C. Mi sembra possibile ipotizzare quindi che, la via più breve per scendere rapidamente sul mercato con una camera di qualità, per la Pentax fosse quella di utilizzare quanto già disponibile tra i propri progetti. In testa a tutto il sensore, quell’APS-C da 23,7x15,7 da 16,3Mpx che, sulla apprezzatissima reflex “K5” (ormai fuori produzione), ha ottenuto un prestigioso riconoscimento di qualità. Con lo stesso principio viene migrata la relativa “camera oscura”, dove si forma l’immagine sul sensore. Quella che fu la “scatola dello specchio” sulla stessa K5 ! Parlando di dimensioni e quindi d’estetica, lo strumento utilizzato dalla Pentax per compattare quello che fu il corpo di una reflex in ciò che diventa una CSC, si chiama Marc Newson, il design australiano, incaricato di dare una nuova veste al progetto. Se usassi il siciliano, per definire in breve il lavoro di riduzione e affinamento operato sul corpo camera, potrei dire che “S. Giuseppe ci passò” il suo famoso “Chianuozzo”! Per i meno esperti del dialetto isolano, mi limiterò a dire che, come una delicata pialla passata sulle sporgenze della parte alta, tutto è stato compattato in qualcosa dove larghezza e altezza sembrano in competizione. Il risultato finale è piuttosto buffo ma, al contempo piacevole e attraente. 

La prova sul campo - Anche il contatto fisico ricorda più una reflex che una CSC ed è quasi automatico portare all’occhio la camera, affidando all’abbozzato, e finto pentaprisma, la speranza di trovare un oculare al posto giusto. Ma, per i miei gusti purtroppo, al suo posto è inserito il flash a scomparsa. Grazie alla forma ed alle sue dimensioni, la Pentax s’impugna molto bene e dispiace che al posto del pollice, manchi uno qualunque degli appigli consueti. Identicamente, la stazza e l’esigenza di traguardare lo schermo a distanza per effettuare l’inquadratura, rende un po’ strano, quasi timido l’impiego, facendo ancor più rimpiangere la mancanza di un oculare. La messa a fuoco è quella consueta delle CSC, a rilevamento del contrasto e, al contrario di quella appositamente realizzata da Nikon sulle 1V1 e 1J1 con il sistema ibrido, in grado di rendere la messa a fuoco veloce quanto il pensiero, questa, come su tutte le CSC è piuttosto lenta. Ma non tradisce le aspettative in quanto a precisione. La costruzione è abbastanza ben fatta e l’aspetto particolare, ma se preferite l’anonimato... non comperatela! Molto ben riuscita la zona del pulsante di scatto, sia ergonomicamente che esteticamente. I comandi consueti sono... inconsueti, le soluzioni applicate ai dettagli, sui generis ma, originalissime. La finitura esterna del rivestimento di presa, inserita come fosse una “saracinesca” orizzontale senza soluzione di continuità, è in gomma in diversi colori ed esteticamente molto piacevole. Globalmente l’aspetto è attraente nella sua inconsuetudine e tanti particolari la rendono unica e diversa, come i tre pulsanti colorati: rosso e verde, dedicabili a svariate funzioni (scomodi da raggiungere) e al centro in nero, quello della compensazione dell’esposizione. Alcuni dettagli anche esteticamente validi, sembrano realizzati un po’ al risparmio, come ad esempio le scritte stampate sul corpo camera o gli attacchi per la tracolla, ma uno in particolare non è certo adeguato al livello della costruzione generale. Si tratta dello sconcertante sportellino dove viene alloggiata la scheda di memoria e le prese USNB ed HDMI. La costruzione è in gomma morbida e grazie al fatto che non alloggia al suo posto in modo perfetto, già al primo sguardo appare come di dubbia durata. Ad aprirlo poi, la possibilità di richiuderlo con precisione e sicurezza, resta nel sogno del progettista. Un dettaglio sicuramente da rivedere. 


Il resto del commento è condensato nei dati a seguire e nelle didascalie delle foto. Camera: cortesemente messa a disposizione da “Photò19” < info@photò19.it > 

Parametri tecnici: regolazione del bianco: automatica; ottica impiegata: SMC PENTAX DA L 18/55mm. f.3,5-5,6; Camera “Pentax K-01” 


Contatto: la “K-01” può rappresentare il primo esempio di “trasmigrazione”. Come nascondere una Reflex in una CSC. I colori disponibili sono tre, Giallo, Bianco e in nero, come il modello della prova che francamente, è il meno bello tra quelli disponibili. Bellissima in giallo. Al tatto, maneggevolezza ed impugnabilità, sono ottime. 
Oculare: non c’è. Lo schermo è’ ottimo, luminoso, nitido e piuttosto contrastato in ambienti a luce attenuata. Al sole comunque, è al limite della visibilità. 
Comandi: I comandi sul dorso sono i più tradizionali, qualche esercizio in più lo meritano alcuni comandi sulla calotta. Nell’insieme comunque sono ben costruiti e la ghiera di regolazione è correttamente frenata e con il giusto sforzo per la rotazione. 
Flash: Una vera sorpresa. Tra i più potenti della categoria, NG/12. Attraverso un fantasioso leveraggio, si solleva incredibilmente in alto per superare i grandi obbiettivi da reflex ed è alloggiato nel finto pentaprisma. Sulla stessa calotta, è presente anche la slitta a contatto caldo, per l’eventuale impiego di un flash più potente. 
Impiego: come nella sua progenie, l’impiego non delude, anche se, utilizzando le stesse ottiche a confronto con la K5, il contrasto non sembrerebbe allo stesso livello. L’esame della resa complessiva comunque è espresso nelle didascalie delle foto del test. 

Saluti e... occhio all’oculare. 

Tutte le caratteristiche in dettaglio - Corpo, disegnato dallo stilista Marc Newson, in lega di alluminio disponibile in vari colori 
- Innesto obiettivi compatibile con il Pentax K 
- Sensore CMOS di formato APS-C da 16 Mpx, con la possibilità di riprendere in diversi formati 
- Schermo da 3″ con 920.000 pixel 
- Stabilizzatore d’immagine integrato nel sensore 
- Sistema di riduzione della polvere 
- Velocità di raffica di 6 fg/s 
- Tempi di scatto da 30 sec a 1/4000 di sec 
- Modaalità di scatto P, Av,Tv, e manuale, con filtri creativi 
- Gamma di sensibilità da 100 a 25.600 Iso 
- Funzione Focus peaking di ausilio alla messa a fuoco manuale per   una focalizzazione critica 
-Funzione HDR integrata per combinare più scatti in una foto ad alta dinamica 
- Ripresa video Full HD 1080p (1920×1080 pixel) a 30 fg/s con compressione H264 o 720p (1280×720 pixel) a 60 fg/s 
- Flasch integrato 
- Salva sia in jpeg che in RAW

DNG La foto di copertina vede la Pentax K-01 con l’ottica della prova, 18/55mm. 3,5/5,6 

Foto 1 Il set di ripresa è lo stesso svolto per il test della Nikon 1, in identiche condizioni. La foto della statua è nitidissima e ben contrastata, con il fondo scuro in perfetta leggibilità. La luce tagliente è letta perfettamente e non ha influenzato il risultato. L’immagine appare pulita e senza alcun “rumore” nelle zone “Low Light”. Le alte luci, grazie al sensore grande, appaiono ben sature, anche se nella parte alta a sx, si nota una tendenza alla vignettatura, effetto facilitato dall’aumento delle zone a bassa luce. 

Foto 2 In questo PP della statua, ripreso dal basso, si nota una grande nitidezza e una perfetta leggibilità dello sfondo chiaro che non ha determinato alcun errore esposimetrico. Ad essere puntigliosi, un pelo di sovraesposizione si nota nell’angolo sx del bassorilievo sullo sfondo dell’opera ma ciò, è un compromesso operato dal sistema espositivo che, ha offerto una perfetta letture delle ombre. Abbastanza netto il distacco dei piani, nonostante l’ottica fosse a 18mm. (27mm. nella scala del 35mm.) con diaframma 7,1. Una riconfermata prova della bontà ottica delle SMC Pentax DA L. 

Foto 3 La “K01” era equipaggiata con il 18/55mm. ed in questo scatto alla massima focale, ha reso tutta la sua portata di definizione e nitidezza di cui è capace. La focale equivalente nel 35mm. è quella di un medio tele di 82,5mm. Una condizione perfetta per questo scatto, reso molto bene in tutti i dettagli. Colorimetricamente è una sorpresa. Dalle Pentax che ho conosciuto, questa si discosta nettamente per saturazione cromatica. Questa me la rende più gradita e, l’elaborazione in JPG in camera appare ottima. In questo scatto la dinamica del sensore grande si fa notare ampiamente. 

Foto 4 Questo scatto, si discosta un po’ dagli altri eseguiti, nitidezza e colorimetria restano ottimi ma al contrario di quanto visto a 55mm. si nota una certa “durezza” nell’estensione della gamma dinamica. Ritengo che in questo caso il limite sia dovuto alla focale 18mm. che in queste condizioni evidenzia una certa tendenza alla vignettatura ed una resa eccessivamente contrastata che, non riesce ad essere perfettamente compensata dalla dinamica del sensore. Resta comunque un ottimo scatto, perfettamente reso per le condizioni di luce tagliente presenti sulla scena. 

Foto 5 L’aspetto della “K-01” è esteticamente interessante e certo coinvolgente. Il finto pentaprisma, ti aiuta a riconoscere qualcosa della classica fotocamera, ma... questo non è ciò che può apparire, come vedrete nella foto successiva. Bello il colore giallo caldo e l’estetica dei principali comandi della calotta. Il piccolo obbiettivo40mm. è quello della normale dotazione. Con quest’ottica 790,00€, 720,00€. solo corpo. E’ chiaro però che una sola ottica come questa, non può servire a tutto ed è concepita solo per la sua estrema trasportabilità. 

Foto 6 In questa immagine, si nota chiaramente la disposizione del flash, alloggiato nel finto pentaprisma. Interessante la “giraffa” che rende alta e funzionale l’uscita del Flash. Il pulsante per il distacco dell’ottica dalla baionetta è ben mimetizzato nel contorno dell’alloggio ed è comodo da impiegare per lo sgancio. 

Foto 7 In questa foto si vede bene, cosa avrebbe potuto creare Pentax, se solo avesse voluto realizzare una più classica CSC compatta, con le sue apposite ottiche per il f.to APS-C. Questo che Pentax denomina “Pancake DA 40mm.” credo sia il più piccolo obbiettivo di questa focale mai costruito per un attacco a baionetta! Per ulteriori informazioni: 

http://www.pentaxitalia.it/
 
Commenti (13)
scritto da Giò il 18-09-2012 10:05:04
 
Un gradevole articolo, dal quale traspare la voglia di dare un quadro completo, delle caratteristiche della camera alla luce di quanto avviene oggi nel mercato delle CSC, non scordando la storia di provienienza della Pentax e le sensazioni della prova sul campo. Complimenti a G.F.
scritto da Marzia il 18-09-2012 10:08:47
 
Molto bello l'articolo, interessanti i cenni storici, dai quali farsi un'idea più precisa delle case che producono la macchine fotografiche. Speriamo di non aspettare troppo il prossimo articolo, io ho fame di fotonotizie! Grazie e complimenti per la rubriica.
scritto da alfredo il 18-09-2012 10:16:00
 
Veramente un bel giocattolino questa Pentax!!!!! Complimenti per la completezza della recensione. La mia domanda è la seguente: non costa un po troppo?
scritto da G.F. il 18-09-2012 11:55:17
 
Caro Alfredo, ho piacere di risentirti e ringrazio per i tuoi complimenti ovviamente graditi. E' passato un po' troppo tempo e di questo mi scuso ma, vedremo di migliorare in futuro. In merito alla tua domanda, un filosofo tedesco, nei primi del novecento, aveva "forgiato" l'idea che il miglior rapporto per valutare la qualità di un prodotto fosse il, PESO/COSTO ! E' innegabile che quest'idea ha una sua valenza e che per moltissimi anni è stata utilizzata anche da enti e riviste specializzate, e non soltanto in fotografia, per una rapida valutazione di massima. Devo anche dire che in buona misura è una regola che condivido e che, ancora oggi, davanti a nuovi materiali leggeri, ha la sua valenza. Idealmente, può valere anche il contrario di questa regola, allorquando fosse "pesato" lo stesso livello di tecnologia! Devo francamente dire che questo della Pentax non è il caso... Si potrebbe addiritturra valutare come un decremento qualitativo, il "riciclo" operato da Pentax nella progettazione della K-01, con l'utilizzo di parti già esistenti della K5...! Ugualmente però si potrebbe estremizzare il concetto dicendo che, il valore dovrebbe essere in questo caso addirittura superiore, vista proprio la provenienza di parti estratte da una Top di gamma... Insomma, in assoluto il prezzo a mio modo di vedere non è eccessivo ma, c'è il fatto che la camera pecca un poco in quanto a costruzione e, pur essendo solida e certo duratura, visti i trascorsi della casa, non ha quel livello di finitura particolarmente adeguato alla classe che meriterebbe il marchio. Ad esempio, il confronto costruttivo diretto tra lei e l'atra della prova, certo la vede perdente, e di questi tempi non basta solo il sensore più grande... Il mercato è abituato ormai a livelli costruttivi davvero esemplari, se ne vedono tutti i giorni, ed in questo, Nikon, con la "piccolina" ha dato una dimostrazione cotruttiva di altissimo livello qualitativo, una formidabile conferma d'interpretazione del mercato e non solo nel f.to, ma nell'impatto del tocco! Sembra una professionele (e lo è), già appena la prendi in mano. Il caso Pentax è un po' diverso e alla fine, dopo averne valutato le preziosità e i possibili limiti, ci si pone la tua domanda: bel giocattolone, simpatico, prestazionale ma, visto che pesa abbastanza, vale sempre quella vecchia regola ancora oggi? Un saluto cordiale.
scritto da Emanuela il 18-09-2012 12:14:53
 
Bentornato G.F. un po' troppo attesa questa seconda parte! Però complimenti per il bellissimo articolo. Volevo un conforto e cioè: proprio stamattina, io che volevo starmene buona con qualche compatta di qualità, ero andata in un importante negozio in città per valutare l'acquisto della Nikon1v1. Dopo il test poche cose mi avrebbero fatto cambiare idea... Purtroppo per me, in quel negozio, stavano dimostrando ad alcuni clienti, la nuovissima Nikon D600, appena arrivata! Devo confessare che ne sono uscita folgorata! Da un lato pensavo che costava circa il triplo della 1V1 e dall'altro il pensiero mi suggeriva che poi in fondo non era tanta la differenza...!!! (Gulp)! Insomma mi sono innamorata! Ma si può? Ditemi qualcosa per favore... una camera come quella in mano a una che inizia che vuol dire? Me lo sono anche detto ma poi mi dicevo anche si, ma è troppo bella, si... imparerò! Pazzia? Aspetto con ansia un suo commento sul da farsi...! (D'amore si può morire vero)?
scritto da Agostino il 19-09-2012 16:41:35
 
Essendo "pentaxiano" fin dal tempo della famosa reflex Pentax Spotmatic, mi ha fatto molto piacere ripercorrere , attraverso questo bell'aticolo, la storia del glorioso marchio, apprezzatissimo anche per la produzione di strumenti ottici di alta qualità. Complimenti per l'accurata descrizione e per il test, amche se eseguito soltanto sulle impressioni d'uso. A mio modesto parere, la Pentax-K01 è certamente una fotocamera originalisima e ben costruita, ma la mancanza di un mirino la penalizza molto. Ho apprezzato molto anche le foto pubblicate. Bravo!
scritto da Claudio il 19-09-2012 19:44:54
 
Un articolo che può considerarsi un vademecum per profani, lasciatevelo dire da un povero ignorantein materia che da anni è lo sponsor principale di macchine fotografiche "fregature" che, da quello che scrivono, promettono di trasformarti con un click in helmut newton. Una recensione così completa fa diventare una vittima in un carnefice. Complimenti molto interessante, spero solo che il prezzo non sia altrettanto sorprendente...
scritto da G.F. il 19-09-2012 21:46:31
 
Gentile Emanuela, anzitutto grazie per il suo commento. Ci scusiamo per l'attesa, Cercheremo di recuperare. Per quanto riguarda il cuore e le passioni d'amore, non si può che incoraggiarle. Il rischio a non seguire i richiami del cuore è canonicamente diviso in due parti: nella prima si soffre per non aver ceduto al proprio desiderio, la seconda perche, passato il tempo del grande dolore, si soffre per non aver ceduto al richiamo naturale della passione! Avrà capito che, se lei può permettersi la spesa, non ci pensi su e assecondi il suo innamoramento! Tra l'altro, in questo primo periodo Nikon offre un finanziamento a tasso 0, con rate per la durata di un anno. Ciò rende molto più raggiungibile il proprio sogno. La informo anche del fatto che essendo una F.F. lei può accedere ad un "mare" di ottiche interessantissime di poca spesa. Giene dico una? Per un neofita come lei, il 50mm. è l'ideale è questa la focale più naturale su quel formato 35mm. che, fece diventare la fotografia "un'arte" di massa. Oggi da "Full Frame", è sempre la migliore per cominciare a capire di fotografia. Nello specifico, si chiama Nikkor AF 50mm. f/1.8D ed è pronta per essere accoppiata alla "sua" D600. Compierà tra poco il 20° anno, è leggera ed è la più piccola tra tutte quelle di uguale focale della casa e una delle più piccole del mercato, non è pretensiosa ma, con i suoi 155g. realizza immagini di elevatissima nitidezza. E' splendida per resa cromatica e favolosamente contrastata. In una parola ineguagliabile se paragonata al prezzo di appena 156,30&euro;. Pertanto l'acquisto lo vedo così: solo corpo, più 50mm. f/1.8D, e se mi permette, "grip" portabatteria sul fondo. Non raggiungerà i 2500,00&euro;, ma... creda non le resta molto più da desiderare in futuro, se non conoscere meglio la sua camera e acquistare altre ottiche F.F. per il suo piacere. Un saluto
scritto da G.F. il 19-09-2012 22:28:33
 
Egregio Agostino, grazie per i suoi lusinghieri commenti. La sua è la giusta osservazione e, certo se la camera disponesse di un oculare, almeno elettronico, potrebbe certo puntare ai vertici del mercato delle CSC. Purtroppo, per Pentax il momento attuale è particolarmente difficile. I bassi numeri di vendite che oggi registra, conseguenza di un lungo immobilismo in attesa del riassetto della società, le richiedono una dura ripartenza che, pare possa essere finalmente attuata. E' proprio di questi giorni, alla "Fotochina" di Colonia, la più importante mostra di apparecchiature fotografiche in Europa, aperta dal 18u.s., la presentazione da parte di Pentax delle sue nuove camere top di gamma. Le nuove, "K5 II" e "K5 II S" che, seguendo quanto già proposto da Nikon con la D800, si differenziano per la sola assenza del filtro "passa basso". Queste, con la presentazione un paio di mesi fà, della "K3", sembrano completare la gamma "APS-C ". Mentre ancora una volta, una rinnovata "Pentax 645D II", solletica ipalati piùprofessionali, nel canonico super formato 6x4,5 e... parliamo di centimetri! Tutto questo è nuova linfa per la casa e, finalmente, uno stimolo per tutti i "Pentaxiani", come lei, colpiti da una lunga astinenza! Un saluto
scritto da G.F. il 19-09-2012 22:39:24
 
Egregio Claudio, molto divertente il suo commento e la ringrazio per i suoi apprezzamenti. Faccio fede allora che, potremo vederla con una nuova camera a tracolla, senza dover soffrire alcun pentimento o rimpiangere i soldini spesi. Ci continui a seguire e vedrà che saprà presto anche lei prendere decisioni, senza dipendere dai consigli del negozio di fotografia di turno...! Un saluto.
scritto da alfredo il 20-09-2012 07:53:55
 
Caro G.F. volevo dire la mia sul consiglio ad Emanuela. In generale sull'assecondare le passioni, quando è economicamente possibile, mi trovi d'accordo. Ma nello specifico ho sempre pensato che l'acquisto debba essere proporzionale alle esigenze ed alle competezenze, intendo solo dire che l'acquisto di una D600 da parte di un neofita mi pare un po come sparare ad una mosca con un cannone. Mi spiego meglio, qualche tempo fa un mio caro amico ha comprato una nikon 3100 e poi passa il tempo a fare foto con la fotocamera in modalità automatica e per risparmiare spazio sulla scheda in formato jpg. Io penso che in questi casi sia più intelligente comprare una buona compatta, tanto: 1) le potenzialità della d3100 non le usa; 2) in queste condizioni una buona compatta fa comunque ottime foto; 3) risparmi un sacco di soldi;). Come diceva mio zio (ormai andato via): la differenza non sta solo nel mezzo ma soprattutto nel pilota. Penso semplicemente che in qualsiasi hobby, soprattutto tecnologico, bisogna prima farsi le ossa con un mezzo che ti costringe ad utilizzare te stesso per ottenere risultati e poi si fa il salto. Dio salvi le analogiche ed il relativo taccuino di appunti sul tempo di esposizione, otturatore, orario, orientamento etc... e dell'impazienza in fase di sviluppo per capire dove si sbagliava per imparare. Ciao a tutti
scritto da alfredo il 20-09-2012 08:04:25
 
X Claudio, sei un mito. In effetti penso che le case produttrici facciano leva sulla comunicazione e quindi sulla ri(nata) passione emotiva da parte dell'utente facendogli spendere un pacco soldi per qualcosa che in realtà non gli serve. Faccio un appello per richiamare in tutti il buon senso: se ti serve una Panda non comprare una Mercedes, se proprio vuoi esagerare compra una Wolkswagen!!!!
scritto da G.F. il 20-09-2012 14:42:16
 
Egregio Alfredo buondì, certamente condivido quanto scrivi in merito alla nostra Emanuela. Devi però ammettere che dai tuoi citati "appunti", si risale alla tua potenziale età. Io ho cominciato con il "Lomografo" perchè una camera non potevo permettermela. E se spiegassi la fotografia a chi oggi riesce ad esserne catturato dal fascino, così come noi l'abbiamo vissuta ed amata, gli verrebbe probabilmente il "latte alle ginocchia" ! Non devi dimenticare cos'ho scritto in merito all'amore ed al poterselo permettere. Mi spiego meglio: se si arriva per passione alla voglia di fotografare, è già molto di più che l'accostarsi a questa attraverso il rapporto spesa/servizio, o se preferisci spesa/capacità! Se nella fase di avvicinamento piace qualcosa come una D600 invece di una compattina, può voler dire molte cose. Una tra tutte è il piacere di accostarsi al proprio desiderio attraverso qualcosa che ti affascina con la quale stimoli la voglia di crescere e imparare, sfidando le incertezze che ti avvincono davanti ad una ridda di comandi. Ma come mi sembra di capire dallo scritto di Emanuela, se la complessità delle funzioni la spaventa ma, non la vince, e sai che oggi non è più un limite, si avvicinerà alle immagini attraverso il "Matrix 3D" e il Program Mode, e, puoi star certo che il risultato non la deluderà. La semplicità per ottenerlo la ripagherà in soddisfazione e voglia di aumentare le sue prestazioni sfruttando di più le capacità della camera. Forse non avrà paura del confronto con altri e, forse non arriverà al "Time Laps" notturno di un cielo stellato ma, non ci giurerei. Al contrario, quando l'approccio non è d'amore ma di rapporto spesa/progetto fotografico, la cosa può lasciare delusi, prendendo in considerazione che il mezzo scelto è sbagliato e non all'altezza e, certo questo non potrebbe mai dirlo di una D600. Non credo che questa mia tesi sarà accettata da tutti, ma il desiderio di raggiungere dei risultati e fare di più, nasce con la passione e, sentire qualcuno che si emoziona dinanzi ad una fotocamera è già qualcosa che emoziona me e, per questo, non vorrei mai ridimensionare questa voglia, inculcando l'idea che la fotografia non è un piacere e una passione ma, un impegno gravoso che prevede grandi sforzi di studio per raggiungere qualche risultato. Mi sembrerebbe come la paura del sesso indotta dal genitore, in un giovane che vuole scoprirlo e crescere. Quello che piace, secondo me, entro i limiti della ragionevolezza e decenza oltre che convenienza, non puoi scacciarlo dalla tua mente, per farlo diventare come la favola di Fedro (La volpe e l'uva). Credo che spesso bisogna superare le varie forme indotte da tutti modus esemplari della società che, al di la dei vari perbenismi e delle moderazioni indotte, lo ricordo, è sempre una società dei consumi, per "abbandonarsi" ad una sana trasgressione. Vedo meno moderazione in chi ha 50 paia di scarpe, solo perchè costano 50/80 euro e si sente a posto con la propria coscienza. La coscienza di ognuno poi, si orienta in modi sempre diversi e ricchi di oscure ed inesplicabili varianti. Per quanto riguarda le industrie, è certo che in un mercato competitivo il confronto è serrato anche in pubblicità. Non tutti gli uomini sono uguali, così come tutte le aziende produttrici che, a loro volta sono fatte dagli uomini. Nel mio piccolo, cerco di esplicarne anche la storia, perchè aiuta a farsi un'idea di chi hai dinanzi. Poi francamente Alfredo, il bene profondo che ci offrono queste "Aziende Produttrici", così asetticamente denominate, come non avessero un cuore all'interno, fatto da enormi sacrifici, ricerca tecnologica, sforzi finanziari, anche svolte sacrificali di persone che hanno dato per anni l'anima sui tavoli dei progetti, non lo accetto molto. Abbiamo il discernimento e se volgiamo, possiamo esplorare i meandri di ogni cosa, grazie alle aziende che ci hanno dotati di mezzi potentissimi, come quelli che anche adesso usiamo e che ci consentono questi magnifici scambi di pareri. Io amo la tecnologia e gli sforzi che le aziende fanno per superarsi e sopratutto quelle che hanno traghettato il loro sapere, non senza sacrifici, dall'analogico al digitale. Ben venga una Nikon "D600" come una Coolpix "S800c Android" o una Sony "RX1" da 2800,00 &euro;. con ottica fissa da 35mm., se ciò raggiunge il nostro cuore e aiuta a diffondere il messaggio della fotografia, come una cura per il cuore e per la voglia di comunicare le proprie emozioni, perse tra i divieti e i calmieri, di una sempre più falsa società. Grazie per i tuoi spunti e par la tuo cortese intervento. Un saluto Un saluto
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