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Nikon 1V1, V2 , J1, J2, J3 ed S1, nuove tecnologie per il sensore CX

Il seguito di un precedente articolo sulle nuove 'Nikon 1', è rappresentato da un estratto che abbiamo voluto trarre da un articolo di Gerardo Bonomo, un interessante dettaglio costruttivo introdotto da Nikon, per la prima volta, con questa nuova categoria di moderne fotocamere CSC

di G.F.
Fotosintesi | Il sensore CX, più piccolo, vuol dire meno qualità? - Per il nuovo sistema Nikon 1 è stato progettato un sensore molto più grande rispetto a quello delle compatte e che Nikon ha battezzato CX. Va ad affiancarsi ai formati DX e FX e ha nuovamente misure riferite in millimetri, esattamente:13,2x8,8mm. Domanda: ma più il sensore è grande più l’immagine è di qualità? Questo concetto è assolutamente valido parlando più che di sensori, di pellicola: più il fotogramma di una fotocamera a pellicola è ampio, meno sarà necessario ingrandirlo in fase di stampa, a parità di formato di carta. Di conseguenza l’immagine della grana della pellicola (perché è di questo che è fatta un’immagine registrata sulla pellicola) sarà meno visibile e restituirà più nitidezza e maggiore profondità di colore. Parlando invece di sensori, anche se in linea di massima è vero che un sensore grande restituisce, a parità di risoluzione, maggiori dettagli e gamma dinamica di un sensore piccolo, grazie al fatto che in un sensore di dimensioni ridotte è possibile includere lo stesso numero di pixel e in alcuni casi di più, la differenza di qualità per certi aspetti non risulta così marcata come tra differenti formati di pellicola. Se a questo aggiungiamo il fatto che i processori montati sulle fotocamere digitali – sulla Nikon 1 V1 l’EXPEED 3 e sulla 1V2 l’EXPEED3A, elaborano l’immagine prima di salvarla sulla scheda migliorando moltissimi parametri, possiamo certamente dire che non c’è una proporzione aritmetica tra qualità e area del sensore. Non va poi dimenticato il fatto che i sensori, dalla loro recente introduzione sul mercato (poco più di dieci anni rispetto ai 150 anni di evoluzione della pellicola) sono stati e sono tuttora migliorati al punto da rendere già oggi impossibile un confronto tra una fotocamera – ed il suo sensore – di dieci anni fa e una fotocamera dell’ultima generazione. Come già riferito nel capitolo precedente, del nuovo formato CX di Nikon, va sfruttato il coefficiente di moltiplicazione di 2,7x che permette quasi di triplicare la lunghezza focale delle ottiche Nikon F, mantenendo inalterata la loro luminosità. 

Il CX, un sensore architettonicamente diverso da tutti - Un'altra epocale differenza tra il nuovo sensore CX e i sensori DX e FX e gli altri sul mercato, sta nel fatto che il filtro al Niobato di litio, presente davanti a tutti i sensori, nelle fotocamere Nikon 1 non è adiacente al sensore ma distanziato, con il duplice vantaggio di permettere una migliore pulizia dello stesso quando necessaria, e di minimizzare l’evidenza di eventuale sporcizia sull’immagine definitiva, grazie appunto alla distanza tra il sensore e il filtro. 
Avete mai avuto o avete una reflex digitale? Quindi almeno una volta avrete cambiato l’ottica, magari in spiaggia, con un bel vento di maestrale, o su una pista desertica, o in una giornata di pioggia. E sapendo che avreste potuto sporcare il sensore della fotocamera non avrete resistito al desiderio di scattare una foto al cielo in tele con diaframma tutto chiuso, o a qualche altro soggetto omogeneo, per poi ingrandire l’immagine alla caccia degli stramaledetti aloni causati dai depositi di sporcizia sul vostro sensore. E poi, ancora, non avrete resistito al tentativo di dare una “soffiatina” al sensore, magari peggiorando la situazione perché insieme alla soffiatina vi è scappata qualche gocciolina di saliva, che si è andata ad aggiungere al pregresso sporco, e ancora, non avrete resistito all’indiscusso fascino delle apposite spatole e spatoline e gocce e goccine di solventi vari con cui sareste dovuti riuscire a far tornare il sensore nuovo di fabbrica? Già e invece magari avete peggiorato ancora di più le cose. Bene, dimenticatevi tutti questi incubi: non dovrete più nascondervi in una cabina – possibilmente libera - del vostro stabilimento balneare per cambiare un obiettivo, o trovare una grotta asciutta – meglio se non sta anche facendo funzione di tana – se siete in un bosco. Tra le feature meno “strillate” sui depliant delle Nikon 1 c’è il Dust Shield, letteralmente scudo antipolvere. In pratica si tratta di un cristallo ottico posizionato immediatamente sotto l’innesto ottiche a una distanza dal sensore tale per cui anche se si depositassero delle impurità sul Dust Shield, queste non sarebbero visibili nelle immagini perché troppo distanti dal piano focale. Inoltre, qualora sul cristallo si depositasse qualche impurità, queste possono essere facilmente rimosse, sia con procedimenti dry che wet grazie al fatto che il cristallo non è sul fondo del box specchio – come è per le reflex – ma appunto subito sotto la baionetta di innesto per le ottiche.

 
Innovazione e disinformazione, 2 primati spesso ignorati... Finalmente un sensore davvero sempre perfettamente pulito – o facile da pulire – e la camera che ospita il sensore perfettamente stagna a qualsiasi tipo d impurità, per poter mantenere il sensore questa volta per davvero come nuovo, come uscito di fabbrica, anche dopo anni di utilizzo, anche con condizioni meteo o ambientali critiche. L’innovazione, spesso non è resa nota fino in fondo e alcune caratteristiche davvero importanti, in qualche caso rivoluzionarie (come il caso in questione), arrivano addirittura a passare inosservate. Incredibile a dirsi, ma il battage pubblicitario delle aziende, spesso muove in direzioni distanti anni luce dalla vera innovazione, lasciando a parametri molto “popolari”, il compito dell’affermazione commerciale sul mercato. Eppure, non tutto è uguale ed omologo, e a mio avviso probabilmente, le persone e soprattutto gli appassionati, sarebbero felici di stimare le differenze costruttive tra i vari fabbricanti di fotocamere sul mercato. E’ probabile però, che la disinformazione sia la vera chiave del futuro. 

Le capacità tecnologiche ed evolutive che appartengono solo a pochi, sono certezze alle quali rispondono solo i veri appassionati che seguono i marchi nativi! Per tutti gli altri, il “limbo” dei valori in gioco, si basa sulla certezza che nessun’altro possa offrire di più. Confidare nell’approfondimento è utile ed esaustivo!

(Stralci tecnici tratti da "Experience" rubrica Nital.it, articolo di Gerardo Bonomo)
 
Commenti (2)
scritto da Agostino il 26-01-2013 17:01:09
 
Intanto ti ringrazio per le informazioni che sempre puntualmente ed esaurientemente ci fornisci con la tua interessante rubrica. Complimenti alla Nikon per l'impegno nella continua ricerca del miglioramento delle prestazioni dei suoi prodotti, a tutto vantaggio del progresso della fotografia digitale. E gli altri colossi concorrenti stanno a guardare? Mi piacerebbe conoscere cosa "bolle in pentola" in Casa Sony, Canon, Pentax,ecc. ecc. Grazie, complimeni e....alla prossima
scritto da G.F. il 26-01-2013 17:56:44
 
Carissimo Agostino, da un paio di articoli non ti eri fatto sentire e mi fa piacere che l'articolo testè presentato ha stimolato nuovamente il tuo intervento. Posso anticiparti che il prossimo articolo tratterà di Fotografia, quindi lo stile sarà didattico e funzionale a chi vorrà dedicare attenzione alla conoscenza dei suoi "strumenti di lavoro". Con l'artico successivo parleremo di novità, del CES di Las Vegas e di cosa presumibilmente bolle nelle pentole dei più seguiti fabbricanti! Grazie per i tuoi complimenti e saluti cordiali.
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