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Sciacca Film Fest 2012

La competizione internazionale di film e documentari giunge alla sua quinta edizione

di Dario Russo
Metti una sera al cinema | Arrivato alla sua quinta edizione, lo Sciacca Film Fest - competizione internazionale di cortometraggi, documentari e lungometraggi - si può ormai considerare una succulenta certezza del panorama cinematografico siciliano. Ospitato dalla coreografica cornice della Multisala Badia Grande di piazza San Michele, in collaborazione con Vertigo srl, l'associazione “Il Cortile”, il resort Verdura e sotto la direzione artistica di Sino Caracappa, questo festival di sei giorni è un richiamo stuzzicante per un parterre sempre più vasto di artisti, attori, registi, intellettuali, uomini del mondo dello spettacolo e appassionati cinefili da diverse parti d'Italia. E' il volto sano di una Sicilia che guarda all'arte come punto di rilancio. 

Il primo giorno è subito show, nonostante sia necessario attendere per il pezzo più pregiato il proibitivo iper-orario dell'una di notte. Ma ne vale la pena: CUORE SELVAGGIO, David Lynch. Sebbene sia sacrilego accostare un aggettivo peggiore di “eccellente” ad una qualsiasi opera del visionario creatore di TWIN PEAKS, è opinione comune che l'iperbolica parodia avant-pop, Cuore Selvaggio, sia, se non altro, la “meno geniale” delle sue opere, a dispetto anche della Palma d'Oro vinta a Cannes nel 1990 come Miglior Film. Nicolas Cage e Laura Dern sono due irreprensibili teppisti e amanti focosi in fuga dal tentativo di vendetta della madre di lei, “rifiutata” da lui durante una serata mondana. Il film si potrebbe considerare un concentrato delle ossessioni lynchiane che verranno riproposte puntualmente in tutta l'opera del regista: il genere noir, già spinto all'estremo nel precedente VELLUTO BLU, e il genere road-movie di UNA STORIA VERA. Alcuni attori, come Jack Nance, già protagonista dell'orrifico ERASERHEAD e TWIN PEAKS , o la stessa Laura Dern, VELLUTO BLU e INLAND EMPIRE. L'asfalto notturno con segnaletica impazzita e la luce blu elettrica intermittente di STRADE PERDUTE. Le tende rosse di TWIN PEAKS. Il senso di colpa della madre (agghiacciante nel grande schermo il volto dipinto di rosso davanti allo specchio del bagno), che condurrà al suicidio la Naomi Watts di MULHOLLAND DRIVE. E per l'appunto le fiamme, noto feticcio di Lynch, le fiamme di tutte le sigarette accese dai protagonisti, del parente assassinato, della casa bruciata che ritroveremo in STRADE PERDUTE fino a diventare perfino parte del titolo in FUOCO CAMMINA CON ME. Più esplicito di così! 

Il secondo giorno è ordinaria amministrazione, con la proiezione del primo blocco di cortometraggi in concorso, tra cui ARMANDINO E IL MADRE primo lavoro alla regia di Valeria Golino (vedi qui: http://www.youtube.com/watch?v=y9t716EIzVA ), e l'incontro con l'attrice catanese Donatella Finocchiaro, autrice del documentario ANDATA E RITORNO. La stessa Finocchiaro sarà presente anche il terzo giorno insieme al cast di Terraferma, con Mimmo Cuticchio e il promettente lampedusano Filippo Pucillo, che a sua volta rivedremo protagonista nell'opera del corto in concorso intitolato CUSUTU N'CODDUC di Giovanni La Parola (trailer: http://www.youtube.com/ watch?v=G1eJ6NGIEqU). In questo corto, Giovanni La Parola, talentuoso palermitano già affermatosi in E SE DOMANI con Luca e Paolo, trasferisce lo spaghetti western di Sergio Leone in una Sicilia borbonica prossima all'unità d'Italia, modellando il tutto in un timbro pulp che richiama Tarantino. Detta così potrebbe suonare come una scimmiottante accozzaglia di ingenuità, non fosse per il fatto che, invece, il corto funziona, e funziona a meraviglia. E questo solo perché il nostro Giovanni La Parola è dannatamente bravo. Dannato nella bravura e dannato anche nell'aspetto. Smunto, scapigliato, tenebroso, quando lo avviciniamo in compagnia del suo cane e della sua incantevole assistente Giulia, scopriamo invece un personaggio insospettabilmente socievole, alla mano e del tutto svincolato da ogni decadente arroganza da artista dannato. La Parola ci intrattiene piacevolmente illustrando il panorama odierno del cinema nostrano, da quarant'anni sempre più formattato in uno standard televisivo serializzato nonché censurato già nelle prime fasi di sceneggiatura. Poi promuove i lavori dei più celebri colleghi Sorrentino e Garrone, e soprattutto l'importanza dei cortometraggi, che a differenza del resto d'Europa, dove vengono proiettati direttamente nei cinema prima del film, in Italia vengono soppressi a favore delle assillanti ma più remunerative réclame pubblicitarie. Parafrasando Cortazar sulla differenza tra il romanzo e il racconto: il film vince ai punti, il corto deve vincere per knock-out. 

Nella quarta giornata, tra le repliche dei cortometraggi in concorso, spicca COSQUILLITAS, fulmineo shock spagnolo di quattro minuti (vedi qui in lingua originale: http://fibabc.abc.es/ videos/cosquillitas-1667.html ). In serale, dopo l'opaco PICCOLE BUGIE TRA AMICI, proiezione del sontuoso C'ERA UNA VOLTA IN ANATOLIA e del documentario a sfondo sessuale COMIZI D'AMORE di Pierpaolo Pasolini. Si conclude a notte fonda con il fantascientifico manga animato AKIRA. 

Quinto giorno all'insegna di Michele Mirabella, del noto programma televisivo Elisir, che davanti ad una fitta coltre di spettatori presenta il suo libro “Cantami, o Mouse”, edizioni Mondadori. Nota buffa, con la sua parlantina affabile e gioviale Mirabella si intrattiene molto oltre il limite consentito, mandando in bestia chi aspettava la proiezione del film QUASI AMICI, cominciato con quarantacinque minuti di ritardo. Il sesto e ultimo giorno si conclude con il deludente IL PESCATORE DI SOGNI con Ewan McGregor e Emily Blunt e il concerto dell'Amato Jazz Trio. 


Il concorso dei cortometraggi verrà infine vinto da Piero Messina con TERRA, già presentato all'ultimo festival di Cannes. IO SONO LI si aggiudicherà il miglior-lungometraggio. Al palermitano Stefano Savona il miglior documentario, con TAHIR. Uniche note critiche rispetto all'anno passato: far cominciare le proiezioni alle 20 anziché alle 18 rallenta e confonde le idee, organizzazione e staff un po' abbozzati, va bene far pagare per alcuni film ma 6 euro forse sono un po' troppi, per il resto, alle porte di “Venezia”, lo Sciacca Film Fest si conferma ancora una volta aperitivo prelibato e, ci auguriamo, appuntamento immancabile anche per il futuro.
 
Commenti (2)
scritto da stefania il 30-08-2012 20:11:32
 
i drammi psicologici di david lynch ci piacciono tanto ... interessante questo articolo!
scritto da dafne il 30-08-2012 20:24:45
 
Bravo dario.... anche in questo campo dimostri un certo talento giornalistico, questo articolo ci piace!
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