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Ho cambiato dieci case in dodici anni e in ogni trasloco lei c'era...

di Gigi Giordano

 
Ho cambiato dieci case in dodici anni, e ad ogni trasloco lei c'era.  

C'era questa scatola chiusa che sapeva di antico, un po' impolverata, un po' ammaccata, ma era sempre lì. 
A volte, dipendeva chiaramente dagli spazi, diventava un cassetto, 
poi tornava scatola o finiva in qualche ripostiglio, sino alla sua ultima veste, una fantastica Kassett, scatola porta documenti di Ikea in cartone con coperchio da € 3.99 per 2 pezzi (codice articolo: 102.243.25). 

A prescindere dalla veste, comunque lei c'era sempre...magari senza neanche essere aperta tra un trasloco e l'altro, ma c'era; era lì, intatta, inviolata, trasportata da una casa all'altra da oltre quindici anni.  

Inviolata sino a qualche giorno fa quando a causa di un riposo forzato casalingo, tra una smania e l'altra l'ho riaperta...e davanti a me si è spalancato un mondo.... 
Da sempre ci stanno dentro diari del liceo, foto dei tempi della scuola, c'erano pure le mie piccole scarpette da ginnastica gialle e blu dei miei primi mesi di vita...insomma..di tutto... 
Ma c'è anche un sacco di carta; un mucchio di biglietti, lettere, pizzini, bigliettini, letterine imbustate o frasi scritte sui supporti più impensabili. C'è tutto, tutta la mia giovinezza... 
Ci sono le letterine che mi scambiavo con la mia amichetta Giulia all'uscita da scuola, sebbene si frequentassero licei diversi ci si vedeva anche per questo, per raccontarsi o programmare le giornate in poche righe, o magari chiarire discussioni rimaste in sospeso. 
Ci sono “pezzi” di storia di persone a me molto care...c'è Giadina, c'è Giuly, c'è Manu, c'è chiaramente marytrue, c'è Silvia, c'è Stefania, e c'è mcm...mamma mia sembra preistoria... 
Ci si prometteva amicizia eterna o si raccontava dell'amore di turno, sempre salutandosi in quella maniera che sapeva tanto di sicurezza, di conforto, di certezza: “a dopo”. 

In molti casi questi rapporti durano ancora oggi, certo non con la stessa frequenza o intensità, però è bello incontrarsi e ricordarsi di quei tempi lì...quei tempi in cui sapevi di avere una vita intera davanti, ma le amicizie, i rapporti, gli affetti si curavano davvero...cose se dovessero davvero durare una vita.
Inutile sottolineare che non tutti ci sono ancora, con qualcuno ci si è persi per strada, altri vivono in altre città... Altri lo erano già ma ci si scriveva per tenersi in contatto.... Una, Lauretta, ci ha lasciato ai primi anni di liceo, mettendo tutti noi, un piccolo esercito di giovani ragazzi appena adolescenti, davanti alla triste realtà della vita.  

Ci sono le lettere d'amore dirette ed indirette...cioè, quelle con le fidanzatine e quelle con le amiche sulle fidanzatine o quelle delle amiche delle fidanzatine sulle fidanzatine stesse..... 
Ci sono i consigli, le scommesse, le sfide e gli scherzi, gli sfottò e gli screzi... Mio Dio....c'è una vita in quella scatola. 
Ci sono amori, amicizie, infanzia ed adolescenza, ci sono gioie e dolori, c'è vita. 
C'è una vita in quei bigliettini lì che i ragazzi di oggi non immaginano neanche. 
Ci sono mani sporche di inchiostro sbiadito e punte di penne “alitate”, ci sono crampi incredibili e penne cancellabili...Se eri fortunato...Su quella carta sentivi pure il profumo della persona che l'aveva scritta.... 
C'erano attesa, pazienza e fatica....C'era mistero e sentimento...Trepidazione per una risposta o sorpresa e stupore per una notizia... 

Vuoi mettere la fatica di scrivere una lettera a mano, di scriverla per davvero con parole scritte per esteso senza usare k, x, xè, nn, a dp etc etc?? 

Immaginate oggi giorno un ragazzino di 15 anni che con la sua minicar va da un liceo all'altro con lo stereo a tutto volume per portare un bigliettino ad un'amichetta??
Immaginate una ragazzina che si vede recapitare una letterina dal suo fidanzatino all'ingresso o all'uscita da scuola?...
Lo lascia sicuro!... bene che vada lo prende per sfigato.. 

Ah, che tempi che erano quelli.. 
C'era voglia di scoprire e voglia di raccontarsi... C'erano fiducia e sincerità in quello che si diceva... C'era essenza e sentimento vero... Non si scrivevano le frasi fatte o impegnate per ricevere i “like”...le cose che si dicevano si pensavano per davvero...i rapporti erano veri.... 

...Mica come oggi che ci sono facebook e WhatsApp .. 
Oggi è tutto molto più immediato ed asettico...butti un  ❤ piuttosto che un 😊 per vedere se “è strada che spunta”.....e se non hai un riscontro immediato ci levi mano... 

Collezioni “amicizie” come se fossero figurine di calciatori da scambiare e se hai la batteria al 10% torni a casa per timore di rimanere “isolato dal mondo”... 
Controlliamo il meteo per scegliere l'abbigliamento e registriamo la posizione per condividere un disturbo intestinale...
Conosci una a cui non dici il cognome e dopo meno di trenta minuti ricevi la notifica della richiesta d'amicizia... 

...Ma ve lo ricordate quanto si penava per avere un numero di telefono di qualcuno?? 
Che poi, si chiamava solo a casa...e prima di alzare la cornetta facevi trecento prove per simulare tutte le possibilità di risposta (mamma, papà, fratello...lui/lei...è al bagno..richiamo/mi fa richiamare...)   

C'era voglia di farle le cose. C'era magia, personalità, inventiva.  
C'erano emozioni vere...c'erano brividi e pudore. 

Eravamo vigili ed attenti a tutto ciò che ci accadeva intorno, eravamo curioso e desiderosi di girare il mondo...sognavamo e desideravamo.... 

Adesso siamo collegati con tutto e tutti sette giorni su sette, ventiquattro ore al giorno.... il mondo si gira da seduti sul cesso con lo smartphone tra le mani e viviamo la nostra vita chinati verso il basso...

Mah...ora che ho riaperto questo scatola me lo sono ricordato... 
Mi piaceva molto da piccolo fantasticare e sognare ad occhi aperti guardando il cielo e contando le stelle...
 
Commenti (2)
scritto da Daniele il 07-05-2013 12:23:25
 
Quella scatola ce l'ho anche io ...oggi è stata sostituita dai cellulari che non possono durare in eterno
scritto da GGarden21 il 08-05-2013 11:49:53
 
In realtà non è per tutti così. Non faccio parte della nuovissima generazione, ma ho comunque 27 anni. Anch'io convivo con il mio iphone e nonostante ciò continuo a riempire la mia scatola, anzi le mie scatole. Credo che tutto dipenda da come una persona vive le relazioni, vive la propria vita e con quali sentimenti. Ho le stesse amicizie di sempre nonostante la lontananza. Sono quelle che hanno segnato la mia adolescenza e che si sono fortificate nello stesso momento in cui, partendo dall'entroterra siculo piena di sogni e di speranze, sono arrivata dieci anni fa a Palermo. A volte mi capita di aprire le scatole e di rivivere gioie e dolori. Ma credo che la cosa più difficile sia trovare il coraggio di aprire quelle più recenti ( e lo stesso vale per le chat, giusto per andare di pari passo coi tempi) , per paura di leggere un " a dopo" di qualcuno (amico, amante, fidanzato, fratello, etc...) , che non si è mai più ripresentato nei tuoi giorni. ps: Grazie Gigi, è stato bello leggerti ;) #GG
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