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Non chiamatela 'Movida'

di Gigi Giordano

 
Si fa un gran parlare di “movida”, di rispetto per i cittadini, della giusta e doverosa - sia chiaro – necessità dei residenti delle zone a maggiore concentrazione di locali notturni di riposare e avere una vita cheta.

Mi spiace che un gruppo di giovani imprenditori, gestori, musicisti ed addetti ai lavori a vario titolo stia facendo la parte di chi non vuole rispettare le regole, di chi non vuole soccombere ai regolamenti a favore del profitto...come al solito in questa città si deve per forza ragionare in mala fede...è un tratto importante del mal costume che ci portiamo dietro...

Beh, anche qui, il profitto...prima ci deve essere.
Molti a mio avviso non hanno idea di cosa costi tenere su un ristorante, un pub, un'enoteca, una discoteca.
Forse i più hanno l'impressione che dietro queste attività ci siano dei “soldi facili”....che “u bisinnis” sia garantito e che, in barba alle regole, ci si arricchisca nel momento stesso in cui si apre la saracinesca. Chiunque faccia questo lavoro può garantirvi che non è cosi.

Ed è per questo che probabilmente mi sono trovato in prima linea al fianco di Edoardo, Antonio, Alessandro, Ezio, Marco e tanti altri ragazzi, molti dei quali non conoscevo...per cercare di far qualcosa a tutela della categoria.

Sono pure stato etichettato “sindacalista”....sebbene io non ami le etichette, sebbene io abbia solo espresso il mio dissenso per qualcosa che, a rigor di logica, magari della mia logica, reputo giusto ma concepita in maniera sbagliata.
Beh, se non sopportare le cose storte, se non concepire che “pianga il giusto per il peccatore”, se non accettare a braccia larghe le decisioni di una amministrazione che vuole amministrare senza porre i doverosi distinguo, senza risorse tecniche, umane ed economiche a tutela degli esercenti, e se cercare un dialogo costruttivo vuol dire essere sindacalista....beh, allora Si.
Giuro su Dio che lo sono.

E poi ci sono i luoghi comuni...quelli proprio mi fanno ammattire...c'è ne uno che si sta diffondendo a macchia d'olio e che mi da veramente ai nervi: chi lavora di notte è un delinquente.

Come in tutti i campi, dal mondo dell'alta finanza alle cariche dello stato, ci sono quelli che vivono e agiscono in maniera illegale e malandrina, ma non per questo si può condannare un'intera categoria per le famose mele marce.... però dispiace che tra stampa e media, opinione pubblica, residenti, primi cittadini e cittadini in genere, si cerchi di far passare il messaggio dei “prepotenti commercianti che non vogliono seguire le regole”...

Nulla di più sbagliato.

Io amo il mio lavoro e non lo cambierei con nessun altro...amo la possibilità che mi da di far star bene le persone e di rubare un sorriso...amo godere di un “grazie” sincero dato da uno sconosciuto per il buon esito di una cena, di un compleanno...di una bella serata.
Questo lavoro mi ha rubato la vita....mi ha allontanato dai miei amici, che se non vengono a trovarmi loro non vedo...mi costringe ad avere veramente pochissimo tempo da dedicare alla mia famiglia ed al mio cane...mi assorbe completamente...dalla mattina a notte fonda...eppure è diventata la mia vita...
L'ho scelto.
L'ho sempre desiderato.
E penso che gran parte di questo pensiero valga per i miei esimi colleghi.

Ora siamo qui a far un gran parlare di musica a tutto volume, di gente che urla per strada, di schiamazzi, di pisciate a cielo aperto e di sottofondi musicali... Non me ne vogliano i residenti...che tutti gli interventi hanno citato come categoria da tutelare...ma se la gente sta nelle piazze, nei vicoli, nei garage con un impianto audio attaccato al palo dell'enel e con delle birre in bottiglie da 66 cl in mano che poi getta per strada...non è colpa dei locali...

Siamo qui a parlare tra persone che hanno dedicato tempo, vita, passione e danaro ad un lavoro che amano, e che da una buona fetta di persone viene mal visto e mal digerito.

Siamo qui a parlare di un problema che se riguardasse solo le attività commerciali in possesso di regolare licenza tutti starebbero rispettando da un bel pezzo, mentre invece, il timore rimane quello che a rispettare le regole saranno solo quelli che hanno davvero qualcosa da perdere tra sanzioni, multe, sequestri e ritiri di licenze.
E se qualcuno nel tempo ha sbagliato e ha infranto le regole, compreso il sottoscritto, lo ha fatto solo perché la situazione è da tempo gravosa per chi in ballo ha un'attività che vorrebbe mantenere in piedi, a cui tiene e dalla quale si augura di ricevere un giorno delle soddisfazioni professionali.

Il timore maggiore rimane quello che un'azione proibizionista di questo tipo, se non espressa in tutto il territorio cittadino rischi di ledere solo le attività commerciali regolari, fornendo anzi un assist a porta vuota a chi, con fare zelante e infischiandosene di tutto e tutti, continuerà a fare baldoria selvaggia sino a notte fonda....

Se le cose non dovessero cambiare da qui a sabato 1 giugno vi garantisco che sarò il primo a rispettare l'Ordinanza e che alle 00.59 spegnerò tutte le sorgenti musicali;
ma sarò anche lo stesso che a saracinesche abbassate andrà a controllare che gli altri facciano lo stesso.
Se sarà il caso, e mi auguro di no, mi attaccherò al telefono con tutte le forze dell'ordine, al pc o al citofono di qualcuno per far si che la legge sia uguale per tutti.
E se dovessimo malauguratamente arrivare questo punto...altro che sindacalista...a qualcuno verrà in mente di etichettarmi come "sbirrodimmerda".....
 
Commenti (2)
scritto da samuele mannino il 29-05-2013 11:07:20
 
Ciao gigi...cerchero' di essere breve....la frittata e''servita gia'....per prima cosa il comune non doveva liberalizzare licenze w far aprire selvaggiamente...ha in tasca i tributi cosi... Secondo punto....proposte da schiaffeggiare al cospetto dell amministrazione comunale....chiudi le strade il fine settimana...vieta le macchine..si fa meno caos....io nel 95 me lo ricordo il cassaro chiuso e muro delle cattive....bello no???...due volte al mese fai ''la notte bianca''...incentiva il caffe concerto...vieta il vetro ad un certo orario...dai l amaro e il dolce!!!...ma noi esercenti un testo comune da sottoscrivere l abbiamo????...una sera...chiudiamo e andiamo al comune a protestare con i nostri dipendenti e figli...????.fammi sapere....il tempo passa....impietoso!!!!
scritto da Gigi il 29-05-2013 14:54:46
 
Samu, stiamo portando avanti un discorso, a nostro modo di vedere le cose, civile e costruttivo ... Sentiamoci se vuoi e ti racconto tutto... Ti lascio il mio n in posta. Baci g.
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