seguici su
 facebook
 twitter
     Feed rss
Meteo
Contatti      Pubblicità      Redazione
Sei in: BuonGiornoSicilia » Rubriche » MOLEStINE » Volevo fare l'avvocato... ...
OkNotizie
 1 commenti  |  
A+ A-
 

Volevo fare l'avvocato...

di Gigi Giordano

 
Nel caso de quo, volevo essere l'avvocato di Ally McBeal... Il socio dello studio che si annaca e fa i balletti davanti lo specchio del bagno con la musica di Barry White... 

Purtroppo ho perso un anno al liceo. 

I miei amici che hanno scelto legge, o giurisprude' (la nza è muta) che dir si voglia, mi raccontavano di un percorso duro ed intenso, ma comunque molto affascinante e gratificante. 

E poi lo sanno tutti, se scegli giurisprudenza puoi fare tutto, mica è limitata come chimicaetecnologiafarmaceutica o ingegneriaaeronautica... se fai legge ti si possono aprire un sacco di porte.. 
Puoi andare a lavorare in banca, puoi fare l'agente dei calciatori, il procuratore sportivo alla Jerry Maguire, il funzionario dell'agenzia delle entrate, l'assessore comunale o il deputato regionale, il magistrato, puoi fare il notaio o male che vada finisci a fare l'avvocato.... 

Legge era la mia passione. 

Già mi ci vedevo: a lezione in giacca e cravatta, tutto tirato a lucido, al tirocinio col mocassino allacciato e la ventiquattrore piena di testi sacri da cui estrapolare i principi del diritto. 

L'equazione della mia vita doveva essere una cosa tipo: il manuale di diritto privato sta alla bibbia come il codice civile sta al vangelo.

Adoravo l'idea di avere un sacco di colleghi amici con cui fare i turni per le sbobinature delle lezioni, confrontarmi sull'ultima sentenza della Cassazione, immaginandomi fumare sigari davanti ad un caffè del bar in via dell'Università... 

Ahimè, ho perso un anno e apprendevo, de relato, dai miei vecchi compagni di liceo, che avevano intrapreso questo lungo e sacrificante corso di studi in legge, quanto ne fossero già turbati da matricole...e non facevano nulla per cercare di nasconderlo. 

I più tochi vantavano tre materie date sulle sei del primo anno, quelle propedeutiche, tipo che se non ti davi le top di gamma non avevi dove andare...e lì scattava, ipso iure, il piano alternativo: desideri irrinunciabili di fare esperienze nuove, magari all'estero...tipo chessò...il cameriere a Londra... o aliunde... il bisogno vitale del classico anno sabbatico, perché tra il liceo e l'università non avevi ancora staccato e avevi bisogno di riposo o della classica pausa di riflessione... per valutare attentamente la scelta da cui dipendeva il tuo futuro...e io avevo già perso un anno...ergo, non potevo rischiare di perdere ancora tempo a capire come non perdere troppo più tempo dopo.... 

Voglio ricordare a me stesso..quel momento in cui compresi che, forse, gli studi di legge erano troppo impegnativi: oltre alla fatica immane che trapelava dalle testimonianze reali dei miei amici, dovevo tenere a mente di non avere uno studio di famiglia, di non essere figlio di avvocato, di non avere uno zio avvocato senza figli, di non avere la certezza di potermi appoggiare allo studio di qualcuno. Che poi, io volevo stare aggritta da solo, che mi dovevo appoggiare a fare.... 

Comunque, troppi contro e pochi pro, tolto il sigaro - del quale non avevo neanche il fumus boni iuris - la Cassazione, la scusa della cravatta ogni giorno e qualche puttanata di questo tipo, tamquam non esset, era meglio levarci mano... 

Vivevo il sogno di ballare Barry White nel bagno dello studio, accompagnato dall'incubo di un praticantato lungo, difficile e soprattutto con qualche difficoltà di ricevere una retribuzione dignitosa per i quattordici, quindici anni a venire, e siccome ad impossibilia nemo tenetur...pensa tu se dovevo essere il primo io a sfidare la tanto discussa cosiddetta impossibilità oggettiva...attipo legittimo impedimento... 

Lo dovevo a me stesso ed ai miei genitori che sino ad allora mi avevano campato: l'an ed il quantum de beatur erano già certi, liquidi ed esigibili, e non potevo andare oltre. 

Purtroppo ho perso un anno...ma quell'anno in più, impiegato a terminare gli studi al liceo, mi ha permesso di valutare a dovere le cose. 

Ho fatto scelte che mi hanno portato a fare esperienze diverse, anche il cameriere, non a Londra ma negli Stati Uniti...ho conosciuto lati del mio carattere che a diciotto anni non tenevo in considerazione, ho incontrato decine di persone che a vario titolo mi hanno donato qualcosa di cui ho fatto tesoro... ho scoperto cosa davvero mi piacesse fare e ho cercato di mettere sempre qualcosa di mio nel mio lavoro...  

Non ho mai goduto dei privilegi dell'anno sabbatico, le pause di riflessione sono state brevi ma intense e la cosa più importante è che ho sempre scelto con il cuore... Grazie al cielo ho perso un anno...ma quando ascolto Barry White un brivido caldo mi percorre tutta la schiena....

post scriptum: grazie ad Alessia La Rosa per la consulenza sui brocardi ad husum delphini


   


 
Commenti (1)
scritto da Rosanna il 12-03-2013 14:06:44
 
Ringraziamo allora quell'anno perso... almeno la sera sappiamo dove andarci a divertire e mangiare bene :)
Scrivi un Commento
 
 
voglio ricevere una notifica via e-mail sui nuovi
commenti
 
Articoli Correlati (0)

Le Nostre Rubriche

 
 
Save the Children Italia Onlus
 
 
 
 
 
 
Save the Children Italia Onlus