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Berrò l’amaro calice fino in fondo...Chi sarà con me?

La doppietta del palermitano Balotelli, ci spedisce dritti in serie B: un ritorno alla nostra dimensione calcistica

di Pietro Adragna
Muro Rosanero | Ho deciso, dopo meditata introspezione interiore, di assecondare il mio karma positivo nell’approccio alla stesura di queste righe, sconfiggendo la rabbia e i rancori da tifoso più che deluso offeso dagli eventi succedutisi disgraziatamente. 

Molti di noi hanno trovato nei colori rosanero un rifugio periodico alle angosce quotidiane, sempre maggiori, garantendosi almeno la domenica pomeriggio un momento di evasione dove sentirsi orgogliosi delle proprie radici e in cui riconoscersi cittadinanza. 
Abbiamo sopportato, (io per primo, in infanzia juventino di rara intollerabilità) gli sfottò di chi ci chiamava ex strisciati, di chi ci chiedeva se l’anno prossimo saremmo tornati all’ovile e di chi ci ridicolizzava quando ricordavamo le trasferte a Trapani per il Palermo di Rumignani, perché tanto alla fine l’emozione di quelle domeniche pomeriggio, sapevamo sarebbe stata sempre più grande. 

Il nostro rancore è quello di chi si vede sottratto un pezzo della propria felicità; è questo che proprio non ci va giù. La realtà è però, come lucidamente riassunto dal mio fedele compagno di abbonamento Vicio Agozzino, che razionalizzando potremmo sfidare tutti coloro che oggi dannano il mondo intero a confessarci se 11 anni fa, quando sulla panchina Rosanero fu chiamato bomber Pruzzo, quello cui Oronzo Canà aveva visto fare “pio-pio”, qualcuno sarebbe stato così folle da immaginare di potersi godere 9 anni consecutivi in serie A, 5 qualificazioni in coppa UEFA, di arrivare per 2 volte a un passo della qualificazione in Champions, di giocarci una finale di Coppa Italia con annesso esodo di massa. Chi? 

Oggi Zamparini è il nostro nemico, l’arteriosclerotico folle e mercenario; colui che ci ha ridicolizzati raccattando tre “vu cumprà” ai semafori, fasciandoli con dei lenzuoli colorati e spacciandoli per gli sceicchi investitori. Quello che da 4 anni si arricchisce con palesi operazioni di esportazione di fondi neri camuffate da acquisti di mercato all’estero, quello che dice che ci ha rimesso 90 milioni e invece si è fatto (Conca) d’oro. Nonostante tutto, Zamparini resterà comunque colui grazie al quale abbiamo vissuto ciò che diversamente mai sarebbe stato possibile. Questo non scordiamocelo. 

Il nostro dovere oggi è quello di dire: “Grazie di tutto; ma ora è arrivato il momento di salutarci.” Dopo di lui, sia chiaro, potremmo tornare quello che siamo sempre stati, una squadra da zona salvezza in serie B quando ci andava bene. O peggio ancora quelli che con 30.000 persone sugli spalti contro la Battipagliese mettevano in campo Zancla, Andrisani e Di Somma. La realtà amara è che la rappresentazione calcistica vera della dimensione della nostra città è quest’ultima, non di certo quello che siamo stati fino a ora. 
Ci resta soltanto un’ultima cosa da salvare: la dignità e l’orgoglio di essere e sentirci palermitani. Inutile chiedere ad un Friulano di rappresentare questo sentimento, tocca a noi. Come? Un modo c’è e l’ho trovato. Ho deciso che l’ultima partita di serie A del Palermo (per chissà quanto…) a cui assisterò ha la data del 21 aprile, a Catania, al Massimino. Andrò li a farmi coprire di insulti, a farmi ridicolizzare, a farmi dire che la Sicilia quella vera sono loro, a farmi gridare in faccia serie B. Ma sarò lì. Mi riconoscerete da uno striscione: “Piuttosto che tornare qui… preferisco retrocedere!” 
Berrò l’amaro calice fino in fondo. Con dignità. Così continuerò ad avere diritto di parlare. 
Chi ci sarà con me?
 
Commenti (2)
scritto da Mauro il 18-03-2013 18:27:45
 
Caro Pietrone, io juventino ero e sono rimasto. Non ho mai (dico mai) tifato per il Palermo, tranne quando serviva ai fini della classifica bianconera. Ma riconosco che oggi mi dispiace un pochino vedere il Palermo retrocedere - sara' che il processo di emigrazione si sta completando e mi faceva piacere leggere il nome della mia citta' in classifica. Penso che il Palermo non tornera' piu' in A; non e' disfattismo o sfiducia cronica nel futuro, ma analisi della realta'. L'affermazione piu' vera e' che la citta' di Palermo ha vissuto per 9 anni una realta' calcistica non sua, che non le appartiene perche' le squadre di calcio in fondo sono fotografia della condizione imprenditoriale/economica di una citta' e Palermo ha avuto bisogno di un imprenditore friulano per andare in A. L'imprenditore ora e' stanco e va via? Si torna giu'. Ed era prevedibile visto che si e' stancato anche di Venezia. E in tutta onesta' perche' uno sceicco dovrebbe comperare il Palermo? Quali interessi commerciali suscita la citta' di Palermo e la Sicilia tutta? E qui - incredibile a dirsi - torna il problema di politica economica della nostra terra, ma lasciamo perdere. Come scrivi tu fossi in voi direi solo grazie a Zamparini, vi ha fatto vivere un sogno che difficilmente si ripetera'. Detto questo continuera' a prendere per il cu** il vostro essere "canciabbaniera" ; )
scritto da Pietrone il 19-03-2013 15:04:07
 
Caro Mauro, chista è a zita... Potrai continuare a sfottere sempre di più, ma ricorda che 5 champions consecutive di uno strisciato non valgono l'emozione di una coppa Italia in rosanero.., Te lo dice chi ha termine di paragone!
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