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Doveva essere 'l’ultima spiaggia'

Così era stata presentata in settimana Palermo - Genoa, anticipo della settima di ritorno di serie “A”

di Gabriele Cuccia
Muro Rosanero | Si era già cominciato dal martedì con il capitano Fabrizio Miccoli che si presentava in conferenza stampa per un accorato appello alla tifoseria rosa : “Stateci vicino, abbiamo bisogno di voi”. 
Cominciava allora la corsa al biglietto,sempre a prezzo ridotto.
Il popolo rosanero rispondeva ancora una volta “presente”. 

Nel piazzale antistante il “Barbera” nonostante lo scetticismo che aleggia nell’aria, nessuno vuole rassegnarsi. Le frasi più ricorrenti sono : ”Con una vittoria potremmo sbloccarci”, “d’altronde basta poco”, “….e poi rientra Miccoli”. 

La prima doccia fredda però arriva all’annuncio delle formazioni. Malesani, con le sue scelte cervellotiche si supera. Ancora una volta gioca una partita da vincere senza l’unica prima punta in organico, Boselli. Vengono preferiti i due fantasisti Ilicic e Fabbrini con Miccoli in solitudine nella morsa dei centrali da un metro e novanta del Grifone. E non finisce qui. Il quarto a destra scelto dal tecnico ex Chievo è, fuori ruolo, Munoz. Centrali Von Berger ed Aronica, mentre a sinistra, ancora una volta, inspiegabilmente, spazio a Garcia. 
Per completare con l’autolesionismo degno del miglior “Tafazzi” spazio al centrocampo operaio formato dal trittico Barreto, Rios, Kurtic: “Tanta legna ma poco, pochissimo fosforo”. Con queste premesse non può che nascere una partita super bloccata. 
Il Genoa ci aspetta. A loro il punto và più che bene. Vorrebbe dire lasciarci a meno sei. Il Palermo, povero di idee, e di peso in avanti, si schianta senza convinzione contro il muro eretto dall’ex Ballardini. Si arriva così stancamente all’intervallo. Il secondo tempo comincia sulla falsariga del primo. Malesani non opera alcuna sostituzione e la gente, che fin qui non ha mai smesso encomiabilmente di incitare, comincia a spazientirsi.
A venti dalla fine ecco il sospirato cambio: fuori Fabbrini (altra scelta discutibile) dentro Boselli. E sembra che qualcosa possa cambiare realmente. Il Palermo attacca con più convinzione. 

Il pubblico crede nell’impresa e comincia spingere come solo un dodicesimo uomo sa fare. A quindici dalla fine l’occasione è colossale. Ilicic sfonda a sinistra. La palla sul secondo palo è perfetta. Boselli calcia a botta sicura da poco più di un metro. E’ gol…. O meglio, in una stagione normale sarebbe gol. Ma questa non è una stagione normale e la voleè a botta sicura dell’argentino sbatte sul ginocchio di Frey strozzando in gola il boato del “Barbera”. Passano quattro minuti e restiamo in dieci per un doppio giallo combinato ad Aronica
La partita in pratica finisce qua e con lei forse ogni speranza di salvezza. Ecco, appunto. Forse. Perché noi tifiamo Palermo ed è dovere di ogni tifoso crederci fino alla fine. Fino a quando sarà la matematica a condannarci. Fino ad allora dobbiamo attaccarci a tutte “le ultime spiagge”.  
 
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