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Estasi Palermo, il generale Custer (Miccoli) e "Iliciclone" guidano l'armata rosanero alla vittoria

I rosanero bruciano di ardore nel derby mettendo ko un Catania frastornato e ridimensionato

di Paul Grotta
Muro Rosanero | Da un lato i soliti noti: warriors, brigate, ucn, dall’altro lato nella gabbia rossoblu gli striscioni di Giarre, Riposto, Zafferana e "solo Catania", a colorare un derby che nel prepartita parlava di una netta superiorità da parte degli etnei, ma così non è stato. 

Arrivo allo stadio verso le 19.45 mi dirigo (come mio solito) nella piazza antistante la Scuola Internazionale (bellissimi ricordi), raggiungo i miei compagni di merende per il solito rito: panino con milza o panelle e crocche, Forst collo lungo (tanto cara ai ragazzi del Capo) e clima match alle stelle: per noi è fondamentale vincere, vincere, vincere. A pancia piena oltrepasso il primo varco, e continuando il rito anticatania mi dirigo in curva nord, entro dal solito varco, il n.4 superiore, salgo le scale e mi appare il campo verde, stile film Ultras quando Amendola e compagni affrontano i tifosi juventini.

Mi siedo al solito posto, in curva tutto è rimasto invariato, la legge Maroni qui non è mai arrivata, i posti sono numerati, ma ognuno si siede dove vuole e se dici “guardi questo è il mio posto” ti rispondono “io è 40 anni ca mi assiettu cà, chistu è u me puostu” e allora ti adegui ti siedi dove vuoi e speri che vada tutto per il meglio. 

La partita comincia, il Palermo è scatenato, voglioso, grintoso, mentre il Catania non sembra la stessa squadra vista ad inizio campionato, 
anche se dentro di me tutta questa paura del Catania calcio non l’ho mai avuta... sapevo che l’avremmo spuntata. Quel prato verde assomiglia tanto al prato del foro italico, dove la domenica i bambini si affrontano a colpi di supersantos, cambi di gioco, circolazione palla e.....boommmm il cecchino Miccoli prima palla toccata e prima stoccata! Esplodo come non avevo mai fatto negli ultimi due anni di derby, troppo importante per noi questa partita, fondamentale vincere, asfaltarli sul piano del gioco e del risultato. Continuamo a macinare calcio, il generale Custer (Miccoli) comanda la sua armata per l’assalto a Fort Apache quando improvvisamente il ragazzo venuto dall’est, Ilicic, scocca una rasoiata di destro che si insacca all’angolo dell’incolpevole Andujar. 

Sono nelle nostre mani, all’angolo come un pugile senza energie, continua l’assalto delle maglie rosanero, l’Etna non erutta più, la presunzione degli etnei viene spenta sul nascere, improvvisamente i rossoblu sembrano una squadra di serie C. 
Il terzo gol di Iliciclone è d’antologia, "posteggia" mezza difesa del Catania compreso il portiere, ricordando i parcheggiatori abusivi che animano il quadrilatero del Berlin
Il gol del Catania del provvisorio 3-1 non conta niente, abbiamo pure un occasione con Dybala (sarebbe stato il gol più veloce della storia del derby siciliano per un giocatore entrato a partita in corso) ma non arriva. 

Triplice fischio e tutti a casa, a festeggiare tra le vie del centro: i chiavettieri e i candelai si colorano di rosanero. 
Cori, birre e tanto altro, questo è un sabato speciale, un sabato scaccia crisi, come la canzone di Sergio Caputo questo è “Un sabato italiano”. 

Come godoooooooooooooo!
 
Commenti (2)
scritto da come godoooooo il 26-11-2012 12:03:24
 
Il genrale Custer e ILIciclone
scritto da Marcella il 26-11-2012 12:15:42
 
. "guardi questo è il mio posto" ti rispondono "io è 40 anni ca mi assiettu cà, chistu è u me puostu" ...hahahahahahahhah geniale !!!!
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