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La chiamavano serie A...

Il toro "scende" a Palermo, ma il 4-2-4 iper offensivo è rimasto in Piemonte

di Francesco Marcatajo
Muro Rosanero | 29 maggio 2004 -  Tutto ebbe inizio in quella serata indimenticabile per i sostenitori del Palermo, quella della tanto attesa promozione in serie A. Dopo 32 anni di purgatorio nelle serie minori, adesso anche “noi” eravamo riusciti ad entrare in quello che è sempre stato etichettato come il campionato di calcio più bello al mondo. Un sogno si avverò: finalmente potevo vedere dal vivo le vere stelle mondiali, potevo ammirare gli schemi di gioco, i movimenti coordinati di 11 avversari super competitivi che se la giocano contro la mia squadra del cuore. 

21 ottobre 2012 - Come ogni domenica, mi dirigo verso lo stadio, teso, perché il Palermo, che naviga in brutte acque, dovrà affrontare il “forte” Torino, squadra blasonata, allenata da Gianpiero Ventura, un navigato allenatore di calcio conosciuto dagli “esperti”per il suo gioco offensivo, che è riuscito recentemente ad imporre a Bergamo contro l’Atalanta affossato con un roboante 5-1. 
Il temutissimo modulo 4-2-4 è il suo credo, le continue verticalizzazione a cercare gli attaccanti rappresentano un autentico spauracchio per le difese avversarie. 
Ore 14:30, un sole splendente illumina il Renzo Barbera, rivolgendomi al mio storico compagno di stadio, manifesto le mie preoccupazioni per il match che “ci” aspetta, sarà una battaglia per i nostri giocatori, dovranno frenare le offensive dei granata. Ore 16:50, triplice fischio dell’arbitro che sancisce la fine dell’incontro, Palermo-Torino 0-0. Incamminandomi verso casa, comincio a riflettere su quei 90 minuti, rivivo ogni singola azione, penso a tutti i tiri del Palermo verso la porta avversaria, le grandi parate di Gillet, i goal divorati da Ilicic (più croce che delizia di questa squadra), e tutto ad un tratto, un quesito rimbomba nei miei pensieri: ma il grande Torino di Ventura? Quel calcio fatto di verticalizzazioni? Io non l’ho proprio visto. Per tutto l’incontro ho notato solo retropassaggi al portiere, palloni buttati in avanti nella speranza di trovare una migliore sorte ed undici giocatori impegnati solo a difendere la propria porta senza tentare alcuna sortita in avanti. Certo il Palermo di quest’anno non sarà sicuramente una squadra di campioni, ma se questa è la serie A non si può non lottare per difenderla. Tornato a casa accendo la tv (chiaramente sul canale 205 di Sky) e “casualmente” trovo una partita di Premier League: Qpr - Everton.
Le differenze con quanto appena visto dal vivo sono palesi: passaggi veloci, dribbling, cross, grandi ritmi di gioco...Che bella partita!! 
La serie A non è più il miglior campionato del mondo già da tempo, nonostante ciò, dopo 32 anni di attesa, io questo campionato non voglio proprio perderlo...
 
Commenti (2)
scritto da costanza il 22-10-2012 21:02:10
 
bravo fra ! le parole di un vero tifoso !
scritto da pampa il 23-10-2012 07:37:41
 
grande topo!
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