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Virus da 'pareggite'… Il Palermo non conosce la cura

Dopo un mese di “interregno Malesiano” ecco di nuovo “GASP”

di Danny Aiello
Muro Rosanero | Il “nuovo Palermo di Gasperini” si presenta a Torino quasi da condannato e con la consapevolezza di doverle tentare tutte.

Ad eccezion fatta di un paio di conclusioni dell'intraprendente Fabbrini (il giocatore ha qualita’ e si vede) e di due colpi di testa del coraggioso, ma sfortunato Boselli (la palla in porta per lui non vuoe proprio entrare, col Genoa il salvataggio di Frey fu clamoroso), c'è poco altro da raccontare in zona gol.

I rosa mostrano ancora una volta le evidenti e disarmanti difficoltà nel creare gioco e finalizzare: di certo i continui cambi alla guida tecnica non giovano alla squadra. 
Il Toro, dall'alto di una classifica serena, gioca tranquillo ed ordinato, sfiorando il vantaggio in almeno tre occasioni: prima col bomber Bianchi, poi con D'Ambrosio e infine con Meggiorini, che sciupa con un tiro fiacco da due passi permettendo la parata di piede all'immenso e ancora una volta decisivo Sorrentino.

Che dire? Se non che questo campionato rapprensenta una lunghissima agonia, in cui le gioie sono rarissime (3 vittorie in campionato) mentre sconfitte e momenti interlucotori si sprecano (12 pareggi e 12sconfitte)?
Nonostante tutto, noi tifosi siamo ancora lì, allo stadio o davanti la tv, domenica dopo domenica, speranzosi che all'improvviso si accenda una luce che possa cambiare il trend negativo di questa disgraziata stagione.

Cosa fare adesso? Certamente sperare e sostenere la squadra, finchè la matematica non ci condanna, ma verosimilmente cominciare a fare i conti con i programmi futuri e riguardanti una 2013/2014 in serie B.
Solo tramite una seria e lucida programmazione per la serie cadetta, si può sperare nell'immediato ritorno in serie A.
Un Palermo in B necessita di calciatori che abbiano voglia, forza e soprattutto qualita’ per riportare il nostro Palermo su, dove ci compete. 

La palla adesso diamola a Perinetti…anche perche’ i nostri non sanno che farsene.
 
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