seguici su
 facebook
 twitter
     Feed rss
Meteo
Contatti      Pubblicità      Redazione
Sei in: BuonGiornoSicilia » Rubriche » Narrativa è » 4 libri per vivere (e affrontare) il ventunesimo secolo ...
OkNotizie
 5 commenti  |  
A+ A-
 

4 libri per vivere (e affrontare) il ventunesimo secolo

Fine Impero, Resistere Non Serve a Niente, Confessioni Di Un Sicario dell'Economia, Il Club Bilderberg

di Dario Russo
Narrativa è | Lasceremo a chi di competenza tutte le eventuali valutazioni sulle qualità artistiche o letterarie dei seguenti testi e bypasseremo in volata gli insondabili, insindacabili, gusti personali; sta di fatto che al momento, nelle librerie italiane, circolano almeno quattro libri a cui va reso il merito, nel tempo dell'inganno universale, di aver mosso l'atto rivoluzionario di raccontare la verità. Questi quattro lavori, di quattro autori così tanto diversi sia per stile che per biografia, sembrano in vero la visione di un'unica mente, rivolta verso un unico obiettivo: sviscerare il ventunesimo secolo, storicizzare il presente, sabotare i malefici artifici dell'imperialismo occidentale. Da quando infatti la parabola discendente della globalizzazione capitalistica ha trascinato il mondo sempre più in giù inesorabilmente fino al baratro, ispirando nel frattempo anche alcune grandi opere come No Logo di Naomi Klein, i documentari di Micheal Moore o The Corporation di Achbar e Abbott, alcuni dischi dei Radiohead, e probabilmente l'intero panorama letterario filo-apocalittico del post-modernismo con i De Lillo, i Pynchon, i Foster Wallace o i J.G. Ballard, il mondo si è risvegliato in preda a un orror vacui da inconsapevolezza, nel bel mezzo di una crisi, economica sì, ma ancora prima di identità. Ed ecco che questi quattro libri, magari letti in sequenza, possono davvero trasformarsi in un inedito urlo di denuncia post-no-global, un vademecum per vivere (e affrontare) questo orwelliano nuovo ordine del mondo, solo in apparenza alla sbando, in realtà minuziosamente costruito con squadra e compasso, dentro al quale dovremo presto abituarci a vivere. 

1- FINE IMPERO, Giuseppe Genna, ed.Minimum Fax: Con la struttura paradossale di una scala di Penrose (SPOILER: il protagonista, annichilito dal dolore della morte della figlia di dieci mesi, in uno stato di semi-trance non esistenziale, vaga inerme attraverso l'Italia dello spettacolo, della moda, dei reality, della televisione, dei Marco Pantani, Lucio Flauto, Stefano Cucchi. Ospite delle feste orgiastiche di uno Zio Bubba simil Lele Mora, incontrerà una donna con la quale avrà una figlia, che morirà all'età di dieci mesi, annichilendolo dal dolore), questa poliedrica opera di Genna è un viaggio allucinato che si schianta sulla ricerca di una verità che, quasi per definizione, non può essere trovata; la catabasi negli abissi di un impero decaduto, dietro al quale, come afferma lo stesso Genna, se ne è già instaurato un altro, e poi dietro un altro ancora, e un altro... 

2 – RESISTERE NON SERVE A NIENTE, Walter Siti, ed.Rizzoli: Si apre con una citazione di Graham Greene tratta, probabilmente non a caso, proprio da “Le Confessioni di un sicario dell'economia”: La narrativa è più sicura: tanti editori avrebbero paura a pubblicar saggi su questi temi. Il libro vincitore del Premio Strega è infatti per circa due/terzi niente più che un affascinante romanzo di formazione, salvo esplodere, nell'ultimo terzo, in una bolla di raffinatissima ricerca tecnica sugli obiettivi, gli strumenti, e il modus operandi di quella fitta rete di connivenze criminali costituita dall'elite finanziaria, istituti di credito, aziende multinazionali, malavita organizzata e politici corrotti, artefice dell'impero nascosto dietro l'impero, che dopo averci derubato del presente, ha reso futile perfino ogni forma di resistenza: il futuro appartiene alle oligarchie illuminate che scavalcano i confini e le leggi dei singoli Stati. 

3 – LE CONFESSIONI DI UN SICARIO DELL'ECONOMIA, John Perkins, ed.Minimum Fax: Jaime Roldòs, presidente dell'Ecudaor, e Omar Torrijos, presidente di Panama. Erano appena morti entrambi in terribili incidenti. Le loro morti non furono accidentali. Vennero assassinati perché si opponevano a quella congrega di signori delle multinazionali, dei governi e delle banche che si prefiggono l'impero mondiale. Il saggio romanzato del Roberto Saviano d'America, John Perkins, raggela il lettore spiegando come il primo obiettivo in agenda del governo statunitense dal secondo dopo guerra in poi sia stata la creazione di un governo mondiale su base corporatocratica, da instaurare tramite la subdola arma del prestito/debito inestinguibile; quello stesso prestito/debito inestinguibile che, oggi, dopo aver schiavizzato i paesi del Sud America o dell'Africa (o deliberatamente ucciso chi vi si opponeva; tra gli altri, vedi il recente attentato a Viktor Orban), sta soffocando l'intera Europa. 

4 – IL CLUB BILDERBERG, Daniel Estulin, ed.Arianna: Se John Perkins è il Roberto Saviano d'America, il giornalista d'inchiesta lituano Daniel Estulin, è il John Perkins del Pianeta, e il suo libro è il “No Logo” dell'Impero Globale. Leggendo questo saggio (del quale a breve uscirà anche il film documentario) prima degli altri, si corre il serio rischio di scambiarlo erroneamente per la farneticazione maniacale di un paranoide complottista. Leggendolo per ultimo invece, dopo aver superato indenni i primi tre, questo libro spiega tutto. Nomi e cognomi di chi, da sessant'anni a questa parte, muove le fila dell'alta finanza criminale. Cos'è il gruppo Bilderberg, quando e perché è nato, e chi ne fa parte. Il Nuovo Ordine Mondiale. I perché e i vantaggi della crisi economica globale. Come la Commissione Trilaterale sia diventato il primo governo planetario sovranazionale. Come la stampa e i mass-media, controllati dell'elite, abbiano nel corso degli anni plagiato a proprio piacimento l'opinione pubblica e denigrato la più grande cospirazione perpetrata ai danni dell'umanità sotto la voce “teoria del complotto”. 

Al termine di queste quattro letture forse sarete rimasti del tutto indifferenti, o forse molte false convinzioni saranno crollate e altrettante verità si saranno dispiegate; ma se la verità, come sanno tutti, può rendere liberi, bisogna fare attenzione, perché la libertà, diceva qualcuno, è anche un peso da sopportare.

 
Commenti (5)
scritto da Dario Russo il MITO il 05-08-2013 18:33:00
 
Dario Russo sei un MITO
scritto da Dario Russo l'AUTORE il 05-08-2013 19:54:34
 
Ci tengo a precisare che non ho scritto io l'esaltato commento precedente. Comunque, lusingato, ringrazio il certamente sarcastico artefice, se non altro mi ha strappato una risata. :)
scritto da Giorgio il 06-08-2013 08:27:07
 
Non proprio le classiche letture da fare sotto l'ombrellone!
scritto da Eugenio il 07-08-2013 02:18:03
 
dei quattro rientra più nelle mie fauci quello di G.Genna, quello in cui l' aspetto complottistico, i nomi, il nuovo ordine, si mettono in secondo piano e lasciano entrare un po' di fresca narrativa. Non a caso si parla di feste, orge e donne. Non sono un estimatore del genere complotto perché ogni volta che ho saputo un pezzo di verità in più mi sono sentito di un pezzetto meno libero. C'è differenza tra una buona narrativa di denuncia e un saggio che getta nomi sul tavolo. La prima è arte e può cambiare la vita di chi la vive, la seconda è pretenziosa. La verità va mescolata con le parole giuste sennò non possiamo farcene nulla.
scritto da giacomo41 il 08-08-2013 07:30:53
 
Io ad esempio invece romanzi non ne leggo,leggo soprattutto i saggi,è sempre meglio prendere coscienza che non siamo liberi attraverso la verità,che nascondere la testa sotto la sabbia e vivere nell'illusione e nella falsita.Almeno io la penso cosi.
Scrivi un Commento
 
 
voglio ricevere una notifica via e-mail sui nuovi
commenti
 
Articoli Correlati (0)

Le Nostre Rubriche

 
 
Save the Children Italia Onlus
 
 
 
 
 
 
Save the Children Italia Onlus