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Costume e società - Capitolo III

È incredibile quello che scienza e politica stanno realizzando alle spalle dell'opinione pubblica

di Dario Russo
Narrativa è | Prefazione: Alla luce delle numerose richieste di seguito (tanto inaspettate quanto gradite!), continuate anche dopo il secondo capitolo, in redazione abbiamo deciso di tentare l'esperimento di un romanzo a puntate con uscita fissa ogni mercoledì. Nelle prossime settimane pubblicheremo fino al capitolo 10, cercando di capire questo viaggio dove ci porterà...
Intanto grazie ancora per gli apprezzamenti!  

Nelle puntate precedenti: (Cap 1) Demetrio trascorre una serata al pub in compagnia di un amico e della sua comitiva. Nessuno gli rivolge la parola fin quando non incontra Aurora, sua conoscente di vecchia data, con la quale scambia i numeri di telefono. Da quel momento Demetrio diventerà il centro dell'attenzione e stringerà amicizia con Monica e Manuele. (Cap 2) Monica e Manuele sono una coppia, con una relazione non troppo felice.  

§

Alla radio si dibatteva del sorprendente caso Gerlando Rapisarda, il ragazzo di nobile famiglia deciso a indirizzare gran parte del suo patrimonio a favore della ricostruzione della città. Dopo aver faticato alla ricerca di un parcheggio, Demetrio raggiunse la Banca Nazionale Unita di piazza Politeama con venti minuti di ritardo. Aurora era già lì. 

- Sono mortificato. 
- Tranquillo, sono appena arrivata. 

Aurora indossava un doppiopetto di lana grigio con quattro bottoni e un sciarpa vaporosa dalle tinte pastello. I capelli biondo paglierino legati a coda di cavallo. 

- Ti dispiace se entriamo un attimo in banca? - le domandò. 
- È aperta anche di sabato? 
- Sette giorni su sette, dalle otto alle venti. 
- Ma è legale? 

C'è chi dice che le banche siano un luogo dove ti prestano un ombrello quando fa bel tempo e ti chiedono di restituirlo quando comincia a piovere. La Banca Nazionale Unita era un ibrido tra una clinica privata e un'agenzia di viaggi. Aurora si accomodò su una poltroncina di pelle nera. Demetrio prese il suo numero e le sedette accanto. Una signora bionda e grassa, con due gambe a salsicciotti, un cappottino d'altri tempi e un chihuahua al guinzaglio, si avviava verso l'uscita con passo dispari. Un giovane uomo, con occhiali da vista e vestito beige, spulciava con affanno nel suo portafogli. Un impiegato della banca e una famiglia felice sbucarono trionfalmente da un porta laterale, dando tutti la medesima impressione di aver fregato la rispettiva controparte. Al suo turno, Demetrio gestì le pratiche con dimestichezza e il bancario gli spiegò che, essendo in rosso di venti euro, era stato multato di altri ottanta. Repressa la voglia di sganciargli un mal rovescio, Demetrio architettò un sorriso di sobria noncuranza. 

Lasciata la banca si diressero in via Ruggero Settimo, dove la gente andava a zonzo lungo il centro della strada. All'altezza di Zara, Aurora si fermò a fissare la vetrina. E lo stesso con la vetrina successiva. E poi a seguire davanti a tutte le altre. Entrarono da Randazzo perché pensava di cambiare la digitale. Al Villaggio Del Vinile, per acquistare l'ultimo dei Wilco. Da Feltrinelli perché non aveva mai letto Maestro E Margherita. Infine raggiunsero un localino di Piazza dell'Olivella dove si fermarono a prendere un tè. A servirli fu Loredana, una giovane cameriera dall'aria malconcia, alla quale Aurora scattò una foto. Poi ricevette una telefonata. Prese un fazzoletto, appuntò una strana sequenza di numeri, lettere e simboli, buttò il tutto nella borsa e attaccò un interminabile monologo sulla PHASE, una certa presunta nuova malattia che nel giro di pochi anni avrebbe, a suo dire, infestato l'intero pianeta. Chiamiamola pure paranoia. 

- ...e alla fine questi tuoi amici cosa avrebbero deciso di fare? - chiese lui dopo un quarto d'ora di silenzio. 
- La cosa sbagliata: terapie geniche prenatali. Ventimila euro per impiantargli una sequenza di nucleotidi che mettesse il ferro dietro la porta. Certo, in questo modo si sono assicurati un figlio sano, bello e con gli occhi chiari. 
- È incredibile che la scienza sia davvero arrivata a questo punto. 
- È incredibile quello che scienza e politica stanno realizzando alle spalle dell'opinione pubblica. Pochi anni fa l'avremmo chiamata fantascienza.   - Scusami Aurora ma non sono sicuro di aver capito bene; esattamente, cos'è questa PHASE? 

Aurora parlò di splicing e mutazioni genetiche, introni, estroni, junk-DNA e XNA, ma a dispetto dei suoi apprezzabili tentativi di chiarezza, Demetrio rimase se non altro molto perplesso. 

- E tu hai mai conosciuto qualcuno affetto da questa malattia? - continuò. 
- No, non di persona almeno. Ho sentito storie molto curiose, ma è vero che in questo genere di cose è facile abbandonarsi al gusto di ingigantire. La verità è che della PHASE nessuno ne parla. I telegiornali, i testi specializzati, i politici, tutti sanno e tutti fanno finta di niente. C'è una strana omertà intorno a questa vicenda. 

Alle orecchie di Demetrio i discorsi della ragazza suonavano come fiumi rigogliosi di concetti intensi e cristallini. All'interno dello stessa frase era in grado mettere dentro così tanti spunti da poterci poi riflettere per un giorno e tirarne fuori sempre qualcosa di nuovo. Non voleva essere da meno. 

- Vedi Aurora – riprese lui improvvisando un tono austero – io non mi sono per nulla abituato a questo nuovo mondo della genetica. Prendi la clonazione ad esempio, è un concetto totalmente estraneo alla mie vedute. Noi non siamo mica robot, che si possono costruire in serie e poi bollare con il marchio di un'azienda. Sono pensieri che mi danno i brividi – e si sentì immediatamente compiaciuto dalla propria argomentazione. 
- Capisco cosa intendi, eppure... 
- Non mi dirai che sei favorevole alla clonazione di un essere umano?
- Non dico questo, e di certo le implicazioni possono essere inquietanti, ma alla fine penso che comprare un televisore al plasma 3-D non sia molto diverso dal dare implicito consenso alla clonazione umana. 
- Scusa Aurora ma questa volta non mi trovi per nulla d'accordo. Cosa c'entra un televisore in 3-D con la clonazione umana? I televisori 3-D non sono che la naturale evoluzione del tubo catodico, e non cozzano con nessuna morale etica o religiosa. Voglio dire, siamo su due campi da gioco completamente differenti, di due sport completamente differenti.
- Cos'è, una citazione? - ridacchiò lei. 
- Scusa? 
- Evoluzione, hai detto bene. Dico che la clonazione umana è la necessaria evoluzione degli studi genetici. Essere contrari è un po' come essere dei conservatori, dei sovversivi. Sei contro l'evoluzione scientifica e tecnologica, mi sta bene, ma con la stessa coerenza sei contrario all'aria condizionata, all'idromassaggio, alle lavatrici e alle televisioni 3-D. Se lo sviluppo della genetica ci ha portati fino a qui, evidentemente è un passaggio che dobbiamo essere pronti a superare. Non crederai davvero che si siano fermati con la pecora Dolly? Non resta che prenderne consapevolezza che la clonazione umana esiste ed è reale. 

Demetrio, tanto confuso quanto persuaso, considerò tra sé i pro e i contro del discorso. I punti di forza ma anche i punti deboli. Annuì placidamente con sguardo muto. Accese una sigaretta. Fissò l'orizzonte con severità. Poi capì che era tempo di riprendere la parola. 

- Chiediamo il conto? 

Si alzarono, salutarono Loredana e tornarono in via Maqueda, dove una pletora di gente era ammassata davanti al Massimo. 

- Andiamo a dare un'occhiata? 

Giornalisti, fotografi e curiosi avvinghiavano da ogni lato un singolo uomo di nero vestito protetto da un cordone di guardie del corpo.

- ...direttore Volandri l'andamento della Banca Nazionale Unita la candida come potenziale Uomo dell'Anno, in che modo vive questa situazione? 
- ...direttore è vero che il suo prossimo passo sarà entrare in politica? - ...tutti i maggiori analisti, nazionali e internazionali, la indicano come l'unica persona in grado di risollevare le sorti dello stato italiano, che ci dice a riguardo? 

Dopo aver risposto, con garbo e sobrietà, a tutte le domande, il direttore Volandri venne scortato fin sopra la scalinata del teatro. Demetrio lo fissò in uno stato di ebete ammirazione, augurandosi che il facoltoso direttore della banca dove lui teneva un misero conto gli volgesse anche solo uno sguardo. Seppure per sbaglio. Invece Volandri tirò dritto, solerte e solenne, senza più guardare indietro, accolto nel teatro dalla stima dei presenti. Del tutto ignaro dell'esistenza di un uomo normale di nome Demetrio. Almeno per il momento.
 
Commenti (11)
scritto da Mirko Lino il 09-01-2013 10:22:17
 
Ciao Dario. L'idea di far convergere diverse tipologie di discorso (genetica, tecnologia, mondo finanziario) all'interno di una geografia sociale palermitana è davvero molto molto interessante. se mi posso permettere, ti vorrei dare pochi consigli. - riguarda la struttura sintattica e la punteggiatura: a volte è sbagliata e ciò va a discapito della fluidità della narrazione che, come ben si capisce, provi intelligentemente a costruire. - in qualche momento dovresti essere meno frettoloso, ad esempio: quando parli di Aurora che guarda le vetrine dei negozi, dovresti mostrar/descrivere cosa vede Aurora dentro le vetrine, sia per dare maggior spessore caratteriale al personaggio, sia per dare più colore alla città e alle sue strade con i negozi, i bar ecc ecc..(lo fai bene all'interno della banca, quando descrivi la fauna che la popola; nn capisco perché nn possa fare altrettanto per strada..). scusa se mi sono permesso, ma siccome l'idea è molto bella, volevo darti un parere sincero. Mirko
scritto da Andrea il 09-01-2013 11:28:44
 
Che questo Demetrio era un cretino l'avevo capito già dal primo capitolo invece Aurora deve essere proprio una bella figa!
scritto da Claudio il 09-01-2013 13:59:45
 
Evviva! Torniamo a leggere Costume e Società, credo che nei prossimi capitoli ne vedremo delle belle?
scritto da Serena il 09-01-2013 16:38:56
 
Capitolo III ...carino, scorrevole..! Penso che la punteggiatura sia la conseguenza di un nostro ritmo interno. Comunque Demetrio continua ad essere antipaticissimo...arriva in ritardo e al primo incontro la porta in banca..lei è molto paziente..non capisco perchè!!!!!!
scritto da mari il 09-01-2013 16:58:50
 
Demetrio è l'addottrinato mediocre tipico della nostra società....Aurora è la classe dirigente del futuro.
scritto da Ada il 09-01-2013 17:47:35
 
Mio caro Dario,mi piace! in alcuni passaggi che secondo me meriterebbero più aria sei un po'frettoloso, ma l'idea è molto interessante. non ho letto i primi due capitoli(lo farò),ma mi sembra una storia che vuole raccontare il mondo che cambia e il fatto che etica o non etica noi non ci possiamo fare niente, la frustrazione che accompagna questa consapevolezza, che poi è una cosa peculiare della nostra generazione,che ha conosciuto il mondo pre internet e pre tutto il resto,e da valore alla differenza. leggendo mi venavano in mente le considerazioni che si fanno su quanto internet ha cambiato le modalità di comunicazione interpersonale e di quanto questo fatto abbia declinazioni negative,di distorsione,soprattutto per i giovanissimi.sono riflessioni che rientrano in un macrotema secondo me la tua aurora dice che rifiutare a priori la clonazione è rifiutare il naturale corso dell'evoluzione. sicuramente parlando di un bambino di 5 anni con l'ipad in mano o di un adolescente che si fidanza su facebook direbbe che è naturale anche quello perchè per loro l'ipad e facebook sono quello che per noi sono stati la tv o il lettore cd se li sono ritrovati in casa nascendo...
scritto da ketty il 09-01-2013 19:02:16
 
ok Dario finalmente il 3 capitolo è arrivato, bel racconto, anche per gli argomenti trattati ma la figura di Demetrio nn mi piace molto,è solo all'inizio o alla fine diventerà interessante?
scritto da Jumpman Jr. il 10-01-2013 02:54:57
 
A me piace proprio Demetrio. Vorrei dire, per semplificare, che il mio è puro bastiancontrarismo, ma in effetti non è così. Aurora la trovo invece noiosissima, proprio come tante donne così. Non se se fosse l'intenzione dell'autore.Demetrio non si dissolve nei colloqui, ma "l contempla", li studio, li aspetta, se prova addosso davanti allo specchio, magari sperando che da un angolo di detto specchio faccia capolino una ragazza meno militante e più perigliosa di Aurora. Li prende come spunto per "architettare qualcosa", ma qualcosa salutarmente di accessorio, schivo dal rendimento.Si prende il tempo di una sigaretta metafisica prima di riprendere la parola o passare alla resa dei conti, come B.Murray in Le avventure aquatiche di Steve Zissou (sì, Aurora, è una citazione, ma questa non la sai e forse non la meriti). E si presenta dicendo "sono mortificato" e io -leggendo il seguito- gli credo fino in fondo. La compagine visiva poteva essere più affilata, conturbante, ma il tono del racconto (e l'uso del collaterale) è gioviale, flessibile, non si lascia irretiti da offerte parsimoniose, neglige il recupero di crediti, guarda ai protocolli come fossero giocattoli, sbircia oltre la vetrata lustra la siepe della puntata successiva, tratta le domande come oggetti frangibilissimi, quali essi sono.
scritto da Dario Russo il 10-01-2013 12:43:05
 
Che dire, grazie a tutti per le analisi e i consigli, davvero davvero utili e stimolanti! Partendo da Mirko e Ada, sì l'idea alla base era proprio quella di trasferire tematiche di respiro globalizzato (postmoderno?) in un contesto palermitano che tende, forse anche per cause geografiche ma il che non giustifica, a richiudersi a riccio nel suo microcosmo (neorealista?!) e buttare via la chiave. Accetto a buon cuore le indicazioni stilistico/sintattiche, che tra l'altro condividete, (e forse anche con Jumpman) sperando che queste imperfezioni non vi dissuadano dal seguire anche i prossimi episodi! In risposta a Ketty e Serena, davvero non saprei, improbabile che, almeno per il momento, Demetrio possa andare incontro a grandi evoluzioni, (e dicendo questo spero di non deludervi o perdervi...) non credo si possa trasformare mai in un maschio alfa "hemingwayiano", e caso mai potrebbe al massimo deviare verso un ancora più impacciato Zeno Cosini, (senza schiaffo del padre) o magari (magari!) verso un Raskolnikov, (senza delitto), ma veramente credo che la chiosa sibillina di Mari sia andata dritta al punto fugando ogni dubbio, "Demetrio è l'addottrinato mediocre tipico", ormai del tutto fuso nella sua maschera e/o "costume" e incapsulato nella "società". Quindi se da un lato capisco, e anzi trovo sana (!!), una certa insofferenza nei suoi confronti, come un volersi togliere di mezzo lui e tutta la mediocrità sociale che si trova ad incarnare, allo stesso modo ringrazio Jumpman per il salvifico intervento nei suoi confronti (e anche per l'analisi generosa e approfondita del testo). In fin dei conti, come sottolineava attentamente, Demetrio esordisce con le mani avanti dichiarandosi "mortificato", e forse non solo per il ritardo, ma magari per tutta la sua vita e identità! Questo non lo so neanche io, forse si dovrebbe interpellare uno psicologo, o forse lo scopriremo insieme nei prossimi capitoli. Intanto per il momento grazie ancora a tutti e spero di risentirvi mercoledì prossimo!
scritto da Claudia il 10-01-2013 14:18:25
 
Aspettavo la nuova puntata e sono rimasta sorpresa dal nuovo stile "huxelyano" nel quale trovo Demetrio perfettamente a suo agio
scritto da Francesco il 17-01-2013 01:47:57
 
Bario è un bel mini racconto, anche se non si evince alcuna trama. Deve essere così? Ma Aurora conosce la phase e non sa niente delle scie chimiche e dell'haarp? %uD83D%uDE31 Non può essere....
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