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Il barone e la bionda, prima lontani, oggi sposi

Il racconto delle nozze tra Luigi Chiaramonte Bordonaro e Claudia Badino

di Dario Russo
Narrativa è | Arriviamo al ricevimento poco prima delle nove e una fila di macchine è già parcheggiata da Piazza Niscemi al Renzo Barbera. 

Oggi, sei luglio, a Villa Bordonaro si celebrano le nozze tra Luigi Chiaramonte Bordonaro e Claudia Badino. 
Il viale di ingresso, illuminato dalle fiaccole, ci conduce attraverso il piazzale della fontana ottagonale fino all'entrata del palazzo dove, ad accoglierci, troviamo Luigi e Claudia, in abiti nuziali, emozionati ed accaldati. 
La villa è circondata da un maestoso giardino esotico di Ippocastani, Agavi giganti, panchine di marmo e mezzi busti. 
Sotto la luce di un lampadario barocco, i camerieri sudati in livrea bianca offrono in uno spiazzo stuzzichini e aperitivi. Il parterre degli ospiti maschili è un incessante riverbero di vestiti scuri, camicie bianche, cravatte appuntate e sguardi conviviali. 
Alle donne è consentita maggiore discrezionalità cromatica, e si passa dal giada di Gabriella, sorella della sposa, ai motivi floreali di una deliziosa sconosciuta biondina. Buttiamo giù calici di champagne ghiacciato che il caldo afoso rende al contempo sublimi e insopportabili. Gli sposi fanno breccia nella folla abbracciati da un applauso caloroso e prolungato. Luigi Chiaramonte Bordonaro detto “Il Barone” conosce Claudia Badino “La Bionda” in ere post- adolescenziali e tra i due nasce uno dei classici amori altalenanti destinati a concludersi in età pre- adulte. Ragazzo di ottime maniere e con la testa ben piantata sulle spalle, Il Barone è poco incline a sbandierare le sue origini aristocratiche, celandole semmai con sincera pudicizia. Splendida protagonista di questa favola moderna, La Bionda lascia invece intravedere, oltre al suo aspetto angelico, un sotto bosco spregiudicato e vitaiolo. Di ritorno dai rispettivi viaggi studio in giro per l'Italia, i due si rincontrano, si riconoscono, e suggellano in matrimonio il loro amore ritrovato. Per la cena veniamo suddivisi nelle due terrazze della villa: i giovani facinorosi da un lato, i parenti antidiluviani dall'altro, con gli sposi impegnati in un instancabile viavai fra i tavoli del convivio. Trangugiamo cous-cous, primi con sugo di cernia e filetti al Nero d'Avola. Complici il caldo e l'opulenza dei piatti, durante il pasto una placida quiete si affievolisce sul nostro belvedere, mentre dalla terrazza opposta sopraggiungono risate fragorose e applausi roboanti. Sconfitti dalla sottovalutata vitalità dei rivali senescenti svuotiamo, inermi, bottiglie di Regaleali in attesa della nostra rivalsa. Che per fortuna arriva poco dopo, nelle vesti di Miss Dj Manola. Abituati a vedere alla consolle omaccioni grondanti e iper-tatuati, che si sbracciano virilmente per infuocare la pista, questa donzella con sguardo da cerbiatto e movenze tecniche da neurochirurgo, rivoluziona la serata imprimendo alla festa un'inaspettata svolta glamour. Volano le giacche, arrivano gli alcolici, si abbassano le luci e cominciano le danze. 
Nel giro di poco la terrazza opposta deve arrendersi al successo del nostro riscoperto fervore. Gli sposi si stabiliscono definitivamente dal nostro lato, seguiti a ruota dagli altri ospiti, compresa la misteriosa biondina dal vestito fiorato che, durante le danze, si presenta come la cugina minorenne della sposa. Se non altro in casa Bordonaro è assicurato un roseo futuro. Al termine del fatidico taglio della torta, le attenzioni convergono infine al centro della terrazza dove, Il Barone e La Bionda, si esibiscono in un lento di altri tempi che riporta in vita, due secoli più tardi, il ballo più celebre delle storia siciliana, tra Angelica Sedara e Don Fabrizio principe di Salina in cui gli enormi piedi del Principe si muovevano con delicatezza sorprendente e mai le scarpette di raso delle sua dama furono in pericolo di esser sfiorate. Ma erano altri tempi e la versione dei Nostri si deve piegare ai risvolti post-moderni dell'epoca corrente. A metà del ballo tutti gli amici di vecchia data si infrangono sulla coppia formando un grande cerchio goliardico e unito. Un abbraccio fedele e circolare come l'anello che da oggi, Il Barone e La Bionda, condivideranno al dito lungo il corso della vita.
 
Commenti (13)
scritto da michele il 11-07-2012 18:36:11
 
Un matrimonio da sogno e due giovani innamorati...come nelle favole!
scritto da Francesco il 11-07-2012 18:38:26
 
Complimenti all'autore del racconto! Visto che si tratta di una rubrica, attendiamo nuove gemme!
scritto da Riccardo il 11-07-2012 18:44:33
 
Momenti indimenticabili, auguriiiii
scritto da Gabriella il 11-07-2012 20:23:26
 
Bravo Dario..e grazie! Spero questo sia solo l'inizio...voglio leggere tanti altri tuoi racconti!
scritto da Carlo il 11-07-2012 21:01:37
 
Scritto veramente bene ma non so perché in alcuni tratti chi scriveva sembrava lasciasse intendere che la sposa fosse un'arrampicatrice sociale mi sbaglierò .
scritto da Chico il 11-07-2012 21:37:48
 
Caro Carlo, Non so cosa tu abbia interpretato nelle parole del caro Dario, che ha condiviso con la sua "narrativa . .", un girono felice per due persone a me(noi) care e che ti posso garantire aver visto crescere in tutti i sensi negli anno della nostra più che decennale amicizia!!! Devo dirti che dandole dell'arrampicatrice sociale, non hai proprio carpito il significato del racconto di Dario. Non vuole essere una polemica, ma solamente un chiarimento da qualcuno che si trova vicino agli sposi e al narratore!!!!
scritto da Dario Russo il 11-07-2012 22:01:04
 
Ringrazio molto Carlo ( e tutti gli altri) per i bei complimenti! Solo ci tenevo a specificare che non era affatto mia intenzione dare l'immagine di una "arrampicatrice" e se l'ho fatto si è trattato di un grave errore di calibrazione. Con i termini "spregiudicato e vitaiolo" volevo descrivere una ragazza alla mano e per nulla incline ai calcoli, ma forse ho inavvertitamente reso l'immagine opposta. In quel caso mea culpa, e comunque grazie ancora. :)
scritto da Alessandra il 11-07-2012 22:04:35
 
Divertente, minuzioso e molto piacevole. Bravissimo Dario! Scrivi ancora!
scritto da Miriam il 12-07-2012 08:51:30
 
Racconto fedele e suggestivo dal quale trapela la bellezza e la veridicità di un dolcissimo e bonariamente invidiabile lieto fine... Un sincero ringraziamento agli sposi per la bella atmosfera che ci hanno regalato...grazie a Dario per aver reso al meglio le sensazioni vissute e condivise da tutti noi della "vecchia guardia"...
scritto da Giampaolo il 12-07-2012 15:22:54
 
Ma è lo stesso Dario Russo che a Bologna scorrazzava sulle fasce stile Steve Macmanaman, e tornato a casa scriveva le prime pagine del suo primo racconto?
scritto da Steve Mac Manaman il 13-07-2012 07:39:05
 
Ahahah, affermativo capitano!
scritto da Giuseppe il 13-07-2012 12:44:07
 
Mi è quasi sembrato di trovarmi alla festa.Grandi capacità descrittive e apprezzabile minuzia nei particolari. Un ottimo racconto cugino
scritto da Claudia il 15-07-2012 17:30:29
 
Racconto ben scritto e sopratutto piacevole da leggere!Capace di far rivivere una giornata particolare anche a chi non era presente
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