seguici su
 facebook
 twitter
     Feed rss
Meteo
Contatti      Pubblicità      Redazione
Sei in: BuonGiornoSicilia » Rubriche » Narrativa è » Il Modusvivendi del mio pomeriggio ai confini della fantascienza ...
OkNotizie
 10 commenti  |  
A+ A-
 

Il Modusvivendi del mio pomeriggio ai confini della fantascienza

Primo capitolo del romanzo breve "Modusvivendi & Co."

di Dario Russo
Narrativa è | MODUSVIVENDI & Co. 




INCIPIT 

Al telefono risponde una suadente voce di donna. 
-Libreria Modusvivendi. 
-Ciao, volevo sapere se avete qualcosa di Thomas Pynchon. 
-Aspetta che controllo. 
Wow, che voce. Non è Loredana, l'avrei riconosciuta, e non è neanche la signora dall'aspetto distinto. Dal momento che, per ovvie ragioni, è da escludere il ragazzo garbato dallo sguardo intelligente, deve trattarsi della tizia che si fa viva di tanto in tanto in occasione delle presentazioni. È una ragazzetta intrigante con la quale non ho mai scambiato più di due parole. Troppo giovane per me. E bassina. Eppure ha un visetto veramente incantevole e dei modi acqua e sapone che ben si sposano a un fascinoso piglio di raffinatezza suburbana. E poi quella voce, ragazzi, un mantello di velluto! 
-Abbiamo V e L'Arcobaleno della Gravità
-Puoi dirmi quanto costano? 
-Certo, uno dodici euro e l'altro dodici e cinquanta. 
Va bene però adesso non chiudiamo! Raccontami di te, come ti chiami, cosa ti piace, cosa fai, cosa pensi, voglio ascoltarti, per delle ore...deliziami! 
-Ok, quindi non c'è bisogno di ordinarli. 
-No, già li abbiamo dentro. 
-Ottimo, c'è una presentazione più tardi in libreria? 
-Sì, alle 18:30. 
-Ok, allora vengo a prenderli di pomeriggio. 
-Perfetto, a dopo. 
Perfetto lo dico io, che occasione! Mi rimetto a lavorare piuttosto pimpante, pensando che quello stesso pomeriggio avrei anche potuto chiederle la mano. 

Arrivo da Modusvivendi intorno alle sette. Posteggio il motorino sul marciapiede e mi porto dietro il casco sotto braccio. C'è una strana calma. Di norma per le presentazioni la fila arriva fino a fuori. Questa desolazione non mi piace neanche un po' e infatti vedo subito confermarsi i miei timori. Dietro il bancone c'è il ragazzo garbato, c'è Loredana, c'è la signora distinta e nessuna traccia della mia promessa! Trattengo a fatica una raffica di imprecazioni ma decido comunque di mostrarmi indifferente. Chissà qualcuno se ne stia lì a osservarmi. 
Mi fermo per due chiacchiere con un paio di amici, tra cui Licia, la figlia del compagno di mia madre. Poi mi metto a spulciare tra gli scaffali. Prendo tra le mani V di Pynchon, un malloppo di quasi mille pagine che devo ammettere mi lascia perplesso. La copertina grigiastra, con una V rossa ben stampata sopra, mi riporta alla mente il noto film V Per Vendetta e mi chiedo se tra i due ci sia una qualche relazione. Negli altri scaffali c'è Conrad. Oppure Carver, ma solo nell'edizione cara. C'è anche qualcosa di J.G.Ballard e di Huxley. Ho sempre avuto una fissa per la fantascienza. Alla fine opto per Francis Scott Fitzgerald. La presentazione va avanti già da un pezzo e del mio angioletto sofisticato (ma alla mano) nemmeno l'ombra. A saperlo prima me ne restavo a casa. Mi piazzo tra le ultime file e seguo il dibattito tra Beatrice, la maestra del laboratorio di scrittura che seguo da un po', e la scrittrice italo-americana. In questo tipo di eventi la cosa che mi piace di più è guardare la gente intorno. Nella mia testa si combatte da tempo una battaglia ideologica/concettuale che vede opporsi i finti interessati da un lato e i menefreghisti dall'altro. I finti interessati solitamente si presentano a coppia. La ragazza è adagiata sul petto del ragazzo che la cinge da dietro. Lei ha lo sguardo sognante. Lui si annoia a morte. E ondeggiano. Lentamente. Come catturati dalla poesia della narrazione che da un lato gli entra e dall'altro gli esce. I menefreghisti invece usano fare comunella. Si posizionano a cerchio e si fanno i cazzacci loro. Urlano, ridono, se la spassano proprio insomma, e se ne fregano perfino degli sguardi al veleno che gli piovono da tutti i lati. Ebbene loro sono quelli che paradossalmente sotto il braccio tengono cinque o sei libri. O che magari insegnano al liceo. Lettori voraci. Professionisti affermati. Gente che ha deciso di sentirsi al di là delle regole del vivere civile. Al termine del dibattito si comincia finalmente a bere del vino. L'atmosfera pomposa collassa educatamente su se stessa e tutti posso riprendere a sparare le solite rassicuranti baggianate. Facciamo cerchio anche noi e cominciamo a darci dentro coi bicchieri. Io chiacchiero con Paola, una tizia sulla quarantina che nel laboratorio si dice essere un po' stronza. Ed è subito evidente che la cosa le brucia sotto pelle. Ma la sua posizione non migliora di certo quando il suo Tasca d'Almerita si travasa di netto all'interno del mio casco. Lei rimane paralizzata. Io non credo ai miei occhi e fatico ad accettare le sue scuse. Lei si offre di dargli una ripulita e io glielo permetto ben volentieri. Inacidito esco dalla libreria per dare uno sguardo allo scooter ed ecco che si avvicina uno sbirro tutto burbanzoso in divisa scura e passo alla John Wayne. Mi guarda dall'alto verso il basso e mi chiede i documenti. Ora che ci faccio caso assomiglia a Stefano Tacconi, leggendario portiere della Juventus degli anni '80. Mi fa notare che posteggiare il motorino sul marciapiede è vietato. Gli faccio notare che, se si toglie da davanti, il motorino magari lo metto per strada. Mi fa notare che la mia revisione è scaduta da un mese, che deve farmi centocinquanta euro di multa più il sequestro temporaneo della carta di circolazione. Gli faccio notare che è un vigliacco viscido insolente, o per lo meno quello lo noto io, perché la cosa resta tra me e me. V per vaffanculo. Però a Stefano Tacconi gli somiglia proprio di brutto. Poi fa marcia indietro dicendomi che sorvolerà sulla revisione, ma che la multa per il parcheggio me la deve proprio fare. Vedi un po' che strategia da quattro soldi, manca solo che gli devo anche dire grazie. La notizia fa il giro della libreria e chissà se faccio pure la parte del fesso. Fortunatamente però gli artisti ce l'hanno sempre un po' con le forze dell'ordine e alla fine vengo accolto da un diffuso senso di solidarietà. Passato il ciclone ricomincio a darci sotto col vino e dopo una conversazione psichedelica con Paola “la stronza” me ne torno a casa e mi ci chiudo per benino a chiave, sperando che la sfiga non riesca a passare attraverso gli spifferi. Mezzo ubriaco mi rullo una sigaretta e rivivo le ultime ore della giornata: sedotto e abbandonato dalla voce sexy della commessa di una libreria; il mio casco è così zuppo di vino che poco ci manca che si metta a singhiozzare; Stefano Tacconi mi ha rifilato ottanta euro di multa. E quello che mi resta in mano è niente più di questo. Il Modusvivendi del mio pomeriggio ai confini della fantascienza. 

Edizioni 18:30 

18etrentaedizioni.blogspot.com



 
Commenti (10)
scritto da Sirtal il 20-09-2012 22:49:03
 
carino Dario, troppo, anche perchè Leggo , sorrido,  considerando il lavoro che faccio, che mi porta  a parlare con migliaia di persone, tra una voce e l altra, ogni tanto capita qualcuno con cui anche solo per pochi minuti si stabilisce un certo feeling. per un momento  la  mia mente comincia ad immaginare esattamente la stessa cosa,  cioè colui che appena finito di dirmi signorina è stata troppo simpatica gentile , spero di risentirla presto. ... Quel presto mi fa sognare, sperare per un attimo di trovarlo giù con mazzo di fiori e che mi dice: ho fatto di tutto per trovarti è ti ho trovata..... ma poi driiinnnnn ...tutto riprende, ed io sono ancora con le mie cuffie, il mio caffè ed i miei sogni.
scritto da Eva il 21-09-2012 05:41:43
 
sempre più bravooo!
scritto da Paul il 21-09-2012 07:15:39
 
te ne sono successe di cose.....immagino il gasamento appena hai chiuso il telefono, immagino la faccia che hai fatto quando sei entrato e non l'hai vista, al suo posto il ragazzetto lanzoso....e non oso immaginare quando sei tornato a casa e hai pensato alla ragazzina sexy, cosa hai fatto? eh!?
scritto da Roberta il 21-09-2012 07:36:34
 
.....scrivi benissimo ....fanatstico !!!
scritto da Giusi il 21-09-2012 07:46:29
 
La pubblicazione a puntate di un romanzo (anche se breve) su un giornale (anche se on line) ha un che di ottocentesco ;) Mi piace! Solletica la curiosità ;) E, infine ... <<Va bene però adesso non chiudiamo! Raccontami di te, come ti chiami, cosa ti piace, cosa fai, cosa pensi, voglio ascoltarti, per delle ore ... deliziami!>> ... Peccato averlo soltanto pensato senza averlo detto ;)
scritto da Stefano il 21-09-2012 07:58:47
 
Quoto Giusi !!!
scritto da Marco il 21-09-2012 08:03:25
 
Mi ricorda un sera di 12 anni fa' quando stetti 2 ore a chiaccherare con una ragazza del call center ...fu una storia d'amore con un inizio e con una fine . 1) approcio 2)conoscenza anche intima 3) riconoscere il fatto che sarebbe stato impossibile. ......manco' solo il sesso..!!!!
scritto da Dario Russo il 21-09-2012 09:15:07
 
Grazie a tutti per i commenti, i complimenti e per aver condiviso le vostre esperienze! A questo punto, prendendo anche spunto dal parere di Giusi, proporrò alla redazione di fare uscire anche il secondo capitolo. (Per chi invece non può proprio aspettare, il libretto è in vendita alla libreria modusvivendi alla modica cifra di 5&euro;. Scusatemi per la pubblicità...!)
scritto da claudia il 23-09-2012 18:45:53
 
Sorrido perche' tranne per qualche piccola differenza, mi rivedo aggirarmi per quelle amate stanze scambiando parole amiche con persone a me molto care. Bravo
scritto da Denise il 05-06-2013 13:54:27
 
Davvero, oggi mi fa tanto sorridere rileggere di quella conversazione telefonica così sterile, così ''normale''...
Scrivi un Commento
 
 
voglio ricevere una notifica via e-mail sui nuovi
commenti
 
Articoli Correlati (0)

Le Nostre Rubriche

 
 
Save the Children Italia Onlus
 
 
 
 
 
 
Save the Children Italia Onlus