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NEU [NOI] - spazio al lavoro.

Un anno di coworking, arte e impegno civico.

di Dario Russo
Narrativa è | Coworking, vernissage, interventi mirati sul territorio: questi i capisaldi strutturali della avveniristica associazione NEU [NOI]. 

NEU [NOI] nasce nel gennaio 2012, dall'incontro tra l'architetto milanese Michelangelo Pavia e l'informatico palermitano Giuseppe Castellucci, nel bel mezzo del centro storico, al piano terra del settecentesco Palazzo Castrofilippo. Questione di settimane e il dittico diventa trittico, con l'innesto di Giusi Affronti, storico dell'arte. I tre non tardano a sviluppare quel tipo di spontanea sinergia vincente in grado di superare la somma delle parti, incarnarsi in un progetto e assurgere ad empito evoluzionistico promotore di una nuova Palermo. 

Coworking - Il primo della città. Lavorare, in co: Co-municare, co-llaborare. Co-involgere. Co-llegare sotto lo stesso tetto un co-nnubio di giovani professionisti, che oltre a co-abitare gli spazi messi a disposizione dalla sede, co-ndividono le rispettive co-mpetenze professionali, venendosi incontro l'un l'altro. Sotto la supervisione di Castellucci, il coworking rappresenta l'up-grade naturale del concetto ormai desueto del “fare rete”, trasformandolo, biomeccanicamente, nella sua funzione più organica: “essere rete”. A detta di Giuseppe: un open space razionalista ed accogliente dove trovare una postazione di lavoro, una connessione ad Internet, una sala riunioni, ma anche frutta fresca e caffè. Uno spazio camaleontico abitato da un’eclettica famiglia di professionisti. In tempi così difficili, per i giovani lavoratori locali, una possibilità co-ncreta e co-nvincente. 

Vernissage, mostre, esposizioni - Il ramo artistico è affidato alla suadenza di Giusi, un personaggio del tutto nella norma, qualora ci trovassimo a Parigi. L'esatto clichè della bella curatrice di mostre, sofisticata, raffinata, inevitabilmente irresistibile, è qualcosa di già visto e rivisto, almeno negli scorci newyorkesi dei film di Woody Allen. Per Palermo, invece, è una prima porzione di futuro. Come ci dice la stessa Giusi: vero e proprio leitmotiv del progetto è adesso la sperimentazione di nuove modalità espositive, in contrapposizione alla tipologia tradizionale del white box. Esporre le opere in spazi pubblici, spazi di lavoro, spazi vissuti, luoghi d’incontro, non-luoghi. Un’”ar.te ab.itata”, a misura d’uomo, a portata di mano, esperita in ogni momento della giornata, vissuta quotidianamente. Un progetto pionieristico, incantevole. E se questo è il futuro che ci aspetta, allora Palermo ha davvero un futuro. 

Non solo arte e collaborazione, ma anche interventi attivi a vantaggio della città e dei suoi abitanti. Michelangelo Pavia, direttore d'orchestra dell'operazione NEU [NOI] è una persona in armonica controtendenza al suo tempo, già a partire dalle direzioni migratorie. In un'Italia che da sempre si muove da giù verso su, Michelangelo, milanese d'origine, spezza la conformità, inverte il flusso e si trasferisce a Palermo. E dopo un anno di lavoro, si può ormai affermare che il sodalizio è riuscito. Pedonalizzazioni: il tema più caldo del progetto. La chiusura razionalizzata del centro storico alle auto per una città più vivibile, pulita e al passo coi tempi. Ma anche Sementor-saracinesce creative: 20 idee per riaprire le botteghe del centro, un percorso di apprendimento e investimento con esperti del settore e giovani talenti. Questo e tanto altro da un motorino perenne e mai pago di progetti e visioni finalizzate al potenziamento di una città, che in fin dei conti, non è nemmeno la sua. 


E questo è lo specchio di una nuova Palermo stanca di auto-frustrarsi, che si industria, si rinnova e spinge decisa in una direzione chiara: un futuro in cui il successo di qualcuno non sia causa di invidia per tutti gli altri, ma possibilità reale di collaborazione e crescita comune. Un futuro fatto di arte e bellezza, in cui mediocrità e apparenza non siano più motivo di vanto. E un futuro di impegno civile, all'insegna della legalità e dell'onestà, chiavi di accesso imprescindibili per quell'illimitato potenziale di risorse umane e culturali che fino ad oggi la nostra città ha puntualmente svilito, mortificato e gettato via con la spazzatura. Le cose adesso stanno cambiando. Abbiamo già rialzato la testa. E ci riprenderemo indietro le nostre vite.
 
Commenti (1)
scritto da Claudia il 29-11-2012 13:53:01
 
Bellissima iniziativa. Grazie a Dario per l'entusiasmante segnalazione
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