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Ode a Buttice'

I locali più belli di Palermo, sono quelli che ti riconciliano con l'intera Palermo

di Dario Russo
Narrativa è | Duole dirlo, ma certe volte i locali più belli di Palermo sono quelli che ti fanno dimenticare di essere a Palermo. 

L'enoteca Butticè è uno di questi. Una momentanea migrazione nella Toscana dei vini pregiati, accompagnata dalla bontempona ospitalità romagnola, con un retrogusto di mondanità milanese, imbevuto in un soffuso intellettualismo parigino. Forse una serata da Butticè si potrebbe davvero considerare come un viaggio in surrogato, o al contrario, Butticè non ti porta proprio da nessuna parte, molto più semplicemente, ti fa sentire a casa. Dal giorno dell'inaugurazione Butticè non smette di confezionare cene e aperitivi, trasformandosi fin da subito nel principale riferimento post-lavorativo di un numero sempre crescente di fedelissimi estimatori. Situato a Piazza San Francesco di Paola, a pochi passi da Villa Filippina, il locale è un trittico di salottini piccoli e densi, con le pareti rivestite da bottiglie di vino e tre vetrate generose rivolte al florido giardino che investe la piazza. I tavolini, antiche macchine da cucire ristrutturate e riadattate, si possono contare sulle dita di una mano, prendendo una chiara posizione nella filosofica disputa tra intimità e appariscenza, tra qualità e quantità. 

Sul tetto del primo salottino regna sovrana una stravagante bicicletta surrealista di ispirazione carrolliana, progettata e realizzata da Gaetano Sampino. Gaetano, uno dei soci, è il prolifico chef del locale. Capelli neri sbrigliati sulle spalle, divisa bianca con bottoni variopinti, artista gastronomico della goliardia butticelliana, Gaetano è una pecora nera che non si ostenta, una persona normale della quale è impossibile scordarsi. Alla cassa c'è Mariagrazia, la sua compagna, i cui modi posati e riflessivi hanno reso la confidente naturale per tutti gli avventori bisognosi di chiacchiere. Il reparto enologico è invece affidato alle sapienti papille del socio Salvo, che al granitico sguardo cobaltico deve gran parte del suo successo con uno stuolo di clientela femminile. Interprete attento di ogni tipo di palato, il suo numero più celebre è la funambolica “sciabolata dello champagne”. Ma lungi da me voler svelare la sorpresa. Terza e ultima (non per importanza) socia del locale, è Ivana, seducente intrattenitrice dal fascino etnico, motorino delizioso e perpetuo di cultura filantropica-letteraria. Al gruppo si accompagna infine un viavai di collaboratori instancabili come Manfredi, massiccio tuttofare, Giusy, incantevole impenitente giramondo, e Tiziana, colonna portante del locale già dal primo giorno che, adesso, le esigenze personali hanno suo malgrado costretta al trasferimento. 




Se durante i gelidi inverni è piacevole stringersi nel calore intimo dei salotti interni, la proibitiva temperatura estiva costringe ad un esodo massivo in direzione marciapiede, dove i rituali rossi da meditazione lasciano spazio a i più irriverenti bianchi ghiacciati. Ospiti immancabili restano i caratteristici paninetti condimento fantasia, marchio di fabbrica di chef Gaetano, tra cui quello al limone, chicca imprevista e semi sconosciuta. Accomodata lì fuori dove capita, tra sgabelli e motorini, la clientela è caratterizzata da una varietà stilistica e generazionale che potrebbe rispecchiare l'inarrestabile declino del bipolarismo manicheo. A voler tagliare fuori gli universitari più giovani, ancora imbottiti dalla atavica disputa “comunisti” contro “fascisti”, Butticè accoglie indistintamente tanto gli esuli politici del degrado mancino di Vucciria e Ballarò, quanto gli esodati redenti dei destrorsi Tribeca e Berlin. La stessa conseguente eterogeneità si respira negli argomenti di conversazione, e per quanto il caldo rovente vorrebbe uniformarli verso le agognate ferie estive, non manca chi affonda la mano su tematiche più astruse. Mentre qualcuno spiega che la Sicilia offre, per le vacanze, una vasta gamma di scelta, Pantelleria piuttosto che Favignana piuttosto che Lipari, qualcun altro spiega che la forma “piuttosto che”, è uno dei più orribili strafalcioni grammaticali degli ultimi tempi. Sotto le mentite spoglie di una sofisticata raffinatezza linguistica, spiegano, l'avverbio “piuttosto” seguito da un “che” non è in nessun modo sostituibile al disgiuntivo “oppure”. Una frase corretta potrebbe essere: “Andrei a Pantelleria piuttosto che a Favignana”, ma con l'intento di imprimere una forte indicazione di preferenza per la prima destinazione. 


E mentre la conversazione si infervora, senza che nessuno se ne accorge, è già calata la sera. Butticè si illumina di luci fresche e nell'aria soffia una brezza che porta con sé del jazz inebriato. Così ti siedi su uno sgabello, sorseggi dal calice bianco, lanci uno sguardo al parco di fronte e ti rendi conto che, in fondo in fondo, anche a Palermo si può stare bene. E poco importa se non siamo nella Toscana dei vini pregiati o nella Romagna ospitale e bontempona, nella mondana Milano o nella Parigi intellettuale. Siamo a casa nostra, e duole dirlo, ma certe volte i locali più belli di Palermo sono quelli che ti riconciliano con l'intera Palermo. 

L'enoteca Butticè è uno di questi.
 
Commenti (16)
scritto da roby il 31-07-2012 14:09:05
 
Giusta Ode ad un locale per mi fa rilassare come pochi a palermo ....
scritto da fabio il 31-07-2012 14:15:35
 
Pensi a Butticè e pensi ad un bicchiere di bianco fresco...
scritto da simona il 31-07-2012 14:15:37
 
Tiziana già mi manca ...
scritto da Max il 31-07-2012 14:16:39
 
Squadra incredibile formata da persone per bene....continuate così non potete perdere
scritto da Mauro il 31-07-2012 14:18:44
 
persone umili che pensano solo al lavoro ed a far star bene i loro commensali grandissimi ed unici .....e come dice Laura un altra bella penna di questo quotidiano ..... avete personalità ....è quella che ci vuole !!!
scritto da Miriam il 31-07-2012 14:25:19
 
Condivido ogni parola! Anche la disquisizione sull'avverbio "piuttosto" !! E aggiungo che quando sono tornata dalla mia amata "ospitale e bontempona" Emilia Romagna è stato l'unico posto che mi ha sinceramente e semplicemente accolto a Palermo ! Grazie Butticè !
scritto da Daniele il 31-07-2012 14:35:53
 
Ringrazio Salvo per avermi fatto conoscere il vino "cileno" Casillero del Diablo :-)
scritto da Marta il 31-07-2012 14:49:06
 
Scorrendo tra le parole, si rivive l'atmosfera che si respira in questo luogo. Puntuale descrizione che rende merito a un piccolo angolo di riconciliazione!
scritto da Giulio il 31-07-2012 17:06:21
 
Bravissimo bellissima descrizione
scritto da attilio il 01-08-2012 15:08:00
 
Bravo Dario, Bravo Gaetanoe compagni
scritto da Rosanna il 01-08-2012 20:15:16
 
Uno spunto di riflessione scritto con grazia. Che Palermo stia già cambiando?
scritto da fabio il 02-08-2012 08:53:44
 
Grande Salvo & C . ...verrò al piu presto di martedi ... e giovedi....
scritto da Gabriella il 02-08-2012 09:04:39
 
Ancora una volta un bel "racconto"! Bravo Dario!
scritto da Garibaldi a Palermo il 09-08-2012 10:31:19
 
Grande Gaetano!! ottimi i spaghetti con le vongole.
scritto da Monica il 09-08-2012 10:34:23
 
Complimenti allo chef per avermi deliziata con la schiacciata di patate con conditella di mare
scritto da Valeria il 23-09-2012 09:14:51
 
I Love Tuma in pastella !!!
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