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Soggettiva di una domenica italiana

Quando Chico mi invitò al Moro gli domandai se fosse già ubriaco...

di Dario Russo
Narrativa è | Le discoteche mi stimolano istinti suicidi. Non di rado il venerdì sera finisco in un cinema dove mi ritrovo il più giovane della sala staccato di anni. Quando Chico mi invitò al Moro per la Domenica Italiana gli domandai se fosse già ubriaco. Si dichiarò pronto a scommettere una cena che mi sarei divertito. Accettai la scommessa come stessi rubando le caramelle a un bambino. Miriam ed io arriviamo al Moro verso le dieci e affrontiamo il problema parcheggio. Forse si può lasciare dentro, ipotizza. Dentro c'è il caos, valuto. La vince lei e ci inoltriamo nella selva automobilistica fino a un posteggio abusivo sorvegliato da un posteggiatore abusivo. Paghiamo due euro abusivi e superiamo un cancello tappezzato da insegne “VIETATO L'ACCESSO”, “ALT” e “LAVORI IN CORSO”. Si spalanca un piazzale polveroso e tetro fatto di edifici fatiscenti, scheletri architettonici e una schiera di auto ammassate l'una sopra all'altra. Usciamo vivi da quello scorcio di horror-movie e affrettiamo il passo verso le rassicuranti luci arancio del locale. Raggiunto l'ingresso una signorina in frangetta e microgonna ci consegna due IN e ci avvisa che per uscire dovremo riconsegnarle due OUT. Rimango spaesato dal tecnicismo burocratico del suo dialogare ma Miriam si rivela un'abile interprete. Il locale non è male per niente. Nell'ariosa terrazza di destra si stende un ristornate occupato in ogni tavolo. Poco più in là, un reparto divanetti lounge, tutti pieni e , a sinistra, un palco da teatro vuoto. Nella direzione opposta c'è l'affollatissimo bancone bar, mentre oltre la ringhiera, qualche gradino più in giù, si apre una fulgida spiaggia da sogno caraibico illuminata dai fari colorati della disco e da un microcosmo umano che occupa ogni granello di sabbia. Rinviamo l'incontro e ci spostiamo al bar. Alla cassa un giovane allarmato discute con la cassiera a proposito del suo OUT. Io sono sicura di avertelo restituito, ribatte la signora. Ma io non ce l'ho, insiste lui. Mi dispiace ma non mi è consentito dartene un altro, sentenzia lei. Vedo precipitare il ragazzo nell'incubo kafkiano di non poter mai più uscire da quel posto. E io adesso come faccio, piagnucola. Ordiamo due Mojitos, ma hanno finito il lime. Ripieghiamo su due bianchi freddi che ingolliamo di gusto mentre fiutiamo l'ambiente come detective in borghese. Si incontra un po' di tutto, e questo potrebbe anche essere un punto a favore. Dall'oriundo zona Arenella al plutocrate del Politeama, dal filibusto in canotta elasticizzata al rampollo Ralph & Lauren, dalla sfero-signorotta più larga che lunga alla modella longilinea da copertina patinata. Il mondo, si sa, è bello perché vario e quando la varietà la si ritrova compattata nello stesso ettometro quadrato, è plausibile che quell'angolo di terra abbia il diritto di dire la sua. Era da un sacco che non andavo a ballare, calcola Miriam con tono rinfrancato. E dalla discoteca parte la colonna sonora di “Jeeg Robot d'Accaio”. In fin dei conti ogni tanto si può anche fare, annuisco. Così, mentre “...cuore di un ragazzo che, senza paura sempre lotterà....” ti riporta alle remote mattinate delle scuole elementari trascorse sul divano con fantomatiche influenze dell'ultima ora, con passo spavaldo dalla folla danzereccia vengono fuori Chico e Fanillo, due personaggi per nulla affidabili da cui ogni genitore di buon senso dovrebbe nascondere le proprie figlie. Scoliamo il fondo del bicchiere e ci trasferiamo tutti insieme nella orgiastica dimensione notturna disco-caraibica di gente, palme e musica italiana, incastonata nella lingua di spiaggia tra il il mare nero e le luci dell'est. E' un ingresso dal forte impatto musico-emotivo. 


Ci spostiamo alla capannina del bar per rimpinguare los vasos. La voce dello speaker nel microfono rende omaggio al Grande Fratello della movida locale, il quinto moschettiere delle organizzazioni notturne, Alessandro Alessi. Parte Lucio Battisti con il Tempo di Morire. Agguantiamo il cocktail e scendiamo in pista, dove una libidinosa brezza marina prende vita dalla riva per rinfrescare le sagome sudate della folla ondeggiante. Chico si diletta in dolce compagnia. Fanillo colora le braccia della gente con un patriottico timbro tricolore. Miriam piroetta a suon di Discolabirinto. Io incorro in un susseguirsi di incontri da tuffo nel passato: Fabbri, cristallino talento calcistico delle sfide adolescenziali, Barraja, pezzi di famiglie sparsi per strada, Aglione, instancabile burlone delle medie e Tuvé, scuole elementari, lasciato nanerottolo e ritrovato gigante. E se questa carrellata di ricordi giovanili viene cementata da una travolgente colonna sonora italianissima di Ricchi e Poveri, Mina, Carrà, Celentano, 883, Jovanotti, non si può fare a meno di notare che, come indicato nel manuale di sopravvivenza di Laura Landino, http://www.buongiornosicilia.it/cultura_spettacolo/manuale_di_sopravvivenza_nellaera_della_globalizzazione-249 per restare savi nell'era dell'omologazione globale è necessario ancorarsi alla propria individualità. Circumnavigare il mondo da un lato all'altro fino al tornare punto di partenza e riuscire finalmente a carpire la segreta, intima, magia della tradizione. La complessa meraviglia della semplicità. Ballare di notte in una spiaggia gremita per ritrovare se stessi in compagnia di se stessi. La prossima volta che incontro Chico, mi toccherà di offrirgli una cena.

Foto di Floriana di Carlo
 
Commenti (24)
scritto da Anna il 21-08-2012 16:28:48
 
Caro Dario mi hai fatto venire voglia di tornare a ballare :-) splendido il tuo articolo, dissento solo su un punto... Fanillo è un gran bravo ragazzo! ;-p
scritto da Gabriella il 21-08-2012 16:46:18
 
Come sempre mi hai strappato un sorriso! E la descrizione di Chico.... ;-)
scritto da Michele il 21-08-2012 18:12:59
 
e pensare che alle medie, litigavi con l'italiano...ahah!!! lasciato con una D sul tema in classe, adesso ti meriti una A maiuscola!!! ;o) gran bell'articolo, complimenti!!! alla prossima...
scritto da signo il 21-08-2012 21:21:09
 
A bomberrima! Trovo ogni tanto delle imperfezioni grammaticali, e qualche illogicità nella consecutio, ma il resoconto di questa serata è un giusto compromesso tra il racconto breve e la cronaca giornalistica. Ti vedo al moro alienato, ma se poi scrivi questi pezzi... Continua a ballare e offri la cena a Chico!
scritto da Chico il 22-08-2012 01:13:55
 
Ma la descrizione di Chico cosa ?!?! ;) . . .per quanto ri guarda l'articolo la cena scelgo Io dove giusto?!?! ;) Un grande saggio una volta disse: " Non importa dove e con chi, l'importante è sempre sapersi adattare e prendere il meglio da ogni cosa, persona o momento..." Luis De La Flandre RDC
scritto da Dario il 22-08-2012 08:44:52
 
Ringrazio l'amico grammaticomaniaco iperpermanierato Signo per la puntualizzazione sulle "imprerfezioni grammaticali" e soprattutto sulle "illogicità di consecutio", proponendogli di specificarle nel dettaglio, e a questo punto, di mettere al corrente il mondo sulle sue inappuntabili superiorità letterarie inviando a sua volta un articolo di sua preferenza. Viceversa ringrazio, questa volta sinceramente, anche Anna, Michele,Gabri, Chico ( che per carità, cara Anna, anche lui bravissimo ragazzo!!) e la saggezza atavica del famigerato misterioso De La Flandre, che per la cena si saprà accontentare di uno squisito panino con la meusa!
scritto da signo il 22-08-2012 10:46:03
 
bario, a bomberrima e' un superlativo assoluto. Quindi partiamo dal presupposto che un grande LAIK te lo meriti. penso solo che ci sia qualche salto dal tempo presente al passato, che rende la lettura poco scorrevole. Avrei parificato il tempo al presente... Ma ripeto, me piace. Da djfk.... hai fatto grandi passi avanti.
scritto da Emanuele F. il 22-08-2012 12:12:22
 
grandissimo Dario.....mi piace molto come hai scritto e mi ha fatto gran piacere incontrarti! Ricambio anche la stima calcistica....in coppia eravamo bellissimi
scritto da giovanni il 22-08-2012 13:10:22
 
"Barraja, pezzi di famiglia sparsi per strada"... fantastico!!!
scritto da stefania il 22-08-2012 14:08:51
 
Secondo me il prologo andava staccato dal racconto della serata, così l'incongruenza dei tempi verbali non avrebbe dato tanto fastidio. Forse mancano una o due virgole a voler essere pignoli, errori di morfo-sintassi non ne trovo... Poi, in realtà, non accade niente di urgente o significativo durante questa serata italiana, mi fa sorridere che il piagnisteo del ragazzo per il suo biglietto possa essere metaforicamente un "incubo kafkiano"... mi sembra la somma di un sommario iniziale e di uno finale.. Non riesco a trovare un momento veramente eclatante, il pezzo centrale che avrebbe dovuto dare un senso alla serata. Ma non accade nulla! E l'aspetto più inquietante è che quell'"esserci ", lì in quel luogo che è il Moro, accompagna una esperienza di coscienza di se stessi! Gli altri ,gli avventori che ballano sulla spiaggia e si divertono, dimenano i fianchi e le mani, si dipingono sul volto il tricolore, sono i testimoni della nostra esistenza. E' questa la meravigliosa semplicità?
scritto da sirtal78 il 22-08-2012 14:31:09
 
Riportando l attenzione sull oggetto Dell articolo, nn su come sia scritto, non sulla cena vinta per scommessa, ( chico  ti piace vincere facile ).  Direi che sono una fan  della DOMENICAITALIANA, del caro Alessi e compagni.  Credo che  molto faccia la location,  il periodo,  profumo d estate di mare di spensieratezza!  Quando vado, torno indietro di 10/15 anni,  ogni singola nota delle canzoni di un tempo mi riporta  rivivere emozioni,  momenti, ricordi,  persone del passato. Penso questo sia uni dei principali motivi di successo della serata, il ritorno anche solo per un paio d'ore alla leggerezza addolescenziale che vivevamo un tempo, ( ovviamente per noi classe 78/80) . Dopo avere fatto un tutto nel passato, in un attimo però la musica ti riporta all oggi, ed effettivamente ti rendi conto che non è per niente male cmq essere una 30enne indipendente nel 2012.  Poi capita che mentre te ne vai salendo le scale, butti un attimo lo suardo giù in pista, è rivedi la te stessa di 15 anni fà che ti strizza l occhio dandoti appuntamento per la prox DOMENICAITALIANA . ANNA se  sei chi penso io,Anna sister, sono d accordo con te, Fanillo per tutti, ma per me solo Fanny, gran bravo ragazzo . 
scritto da stefania il 22-08-2012 14:50:20
 
sono stata censurata?
scritto da Redazione il 22-08-2012 15:08:30
 
No Stefania ci serve solo un po' di tempo per leggere e varare i commenti.
scritto da stefania il 22-08-2012 15:08:33
 
Con gli appunti di cui sopra , non intendevo demolire l'articolo, che è scritto bene , ma esprimere solo una opinione. grazie
scritto da Dario il 22-08-2012 15:38:11
 
Perbacco Stefania, non era mia intenzione scatenare cotanta filosofia parlando di una semplice serata in discoteca, che come espresso perfettamente da Sirtal, a noi generezione anni '80 ci può regalare ricordi e sensazioni anche se poi in concreto non succede nulla. Ma del resto, come insegna McCarthy, questo non è un paese per vecchi. ;) Invece ne approfitto per segnalare che le bellissime foto (nonostante la leggera sgranatura) dell'articolo sono di FLORIANA DI CARLO. Che ringrazio. E adesso non parlo piu'. :)
scritto da Rosanna il 22-08-2012 15:58:52
 
Di tutti gli articoli di Dario questo è quello che ha suscitato un dibattito acceso e il motivo è chiaro, l'ha scritto in preda ai fumi e ai fuochi dell'alcol e del divertimento. Gli perdòno gli errori alla Saramago e alla Bukowski per esaltare l'incubo kafkiano. Trovo fantastica l'idea di non avere l'OUT per uscire da una discoteca, luogo da cui non si vuole uscire ma solo entrare e il prima possibile, e da cui poi non si esce effettivamente, semmai si esce dalle sbronze. Al ragazzo era rimasto solo il bigliettino IN, una disgrazia a cui non ci si abitua facilmente. Comunque amo parole come ettometro, plutocrate e ariosa (aggettivo credo ormai bruciato dai dizionari).
scritto da Stefania il 22-08-2012 21:11:30
 
Perbacco Dario, non credevo che non riuscissi ad essere sportivo e leale con chi ti corregge le bozze degli articoli, incassare le critiche oltre ai plausi è segno di maturità... , ma come io sono troppo vecchia, così tu sei troppo giovane per sapere come rispondere dignitosamente.
scritto da sirtal il 22-08-2012 23:12:45
 
La meravigliosa semplicità,  essere lì con amici per passare una serata piacevole, riscontrando nei volti degli altri marchiati con rossetto tricolore messo dal Fanillo lo stesso identico stato ! Nn credo che per rendere più interessante l articolo, Dario avrebbe dovuto per forza descrivere qualche accadimento specifico, come nn credo che le cose " eclatanti" debbano per forza manifestarsi in qualche modo. Secondo me si potrebbe anche definire eclatante il   saper fare divertire un sacco di gente che  il Lunedì mattina avrà la sveglia puntata alle 7 indosserà giacca e cravatta, tailleur, una divisa, pronta ad impegnarsi nel lavoro, qualunque esso sia, pronta ad assolvere  i propri doveri, magari canticchiando allegramente un motivetto che dalla sera prima nn va più via.  Questi sono i testimoni della nostra esistenza, sinceramente fiera di farne parte!  Per il resto è concludo, il  sottolineare l uso nn corretto della punteggiatura,  L incongruenza dei tempi verbali, la mancanza di una descrizione di qualcosa di significativo, nn mi sembra tanto un NN VOLERE DEMOLIRE. Grande segno di maturità accettare le critiche vero, ma grande segno educazione farle sotto forma di suggerimento, nn sottolineare ogni singolo simbolo nero su bianco come se si avesse la bacchetta di legno in mano. Meno male  che nn c erano errori di morfo- sintassi altrimenti eravamo fritti. Dai Stefania nn so chi tu sia, ma nn te la prendere si scherza !  Ci vediamo DOMENICA :-)))
scritto da GGarden21 il 23-08-2012 11:56:14
 
Partendo dal presupposto che la "Domenica Italiana" è l'unico motivo per il quale il lunedì mattina arrivo danzando a lavoro :D , trovo che ci si sia soffermati fin troppo sugli ipotetici errori grammaticali e/o di sintassi. Io, limitandomi a leggere, ringrazio Dario perché in un modo o in un altro, è riuscito sempre a suscitare in me piacevoli reazioni. Ho sognato quando ha esordito con il racconto de "Il barone e la bionda, prima lontani, oggi sposi" http://www.buongiornosicilia.it/rubriche/narrativa__egrave/il_barone_e_la_bionda_prima_lontani_oggi_sposi-180 ; mi ha successivamente stimolata, incuriosita, con l' "Ode a Buttice' " , tanto da andare in enoteca a bere un buon calice di vino (e premetto che non c'ero mai stata prima) http://www.buongiornosicilia.it/rubriche/narrativa__egrave/ode_a_butticea-284 ; infine, con "Soggettiva di una domenica italiana", ho riso, riso e ancora riso perchè ho perfettamente immaginato la scena dove Chico e Fanillo sono i protagonisti (e sottolineo: della mia "scena immaginaria" ). Ciò che Dario scrive, è la chiara espressione di una "serata tipo" che da anni i "The Good Guys" ci regalano. Per molti, me compresa, è un appuntamento immancabile. Si respira un'aria di festa. Sulle note della Rettore si accantonano pensieri con cui molta gente convive giornalmente. Ci si diverte. Ci si abbraccia spesso pur non conoscendosi. Si varca la soglia del Moro con uno spirito non indifferente. ...Perché???? Perché alla "Domenica Italiana c'è qualcuno che ti ama!"
scritto da stefania il 23-08-2012 13:33:26
 
qualora fosse possibile, desidero che i miei interventi vengano cancellati. carissima sirtal, e carissimo garden ninete di personale contro le domeniche italiane o altro, certamente non potete immaginare che stavo scherzando con dario sull'uso della punteggiatura, o sugli errori di morfosintassi... ahahahha dal momento che dario ha l'uso di consultarsi con me diciamo così prima di mandare gli articoli, quindi c'era tra le righe qualcosa che nè tu nè altri potevate cogliere.... ma dario sarà così contento che se ne parli .. buon divertimento a tutti stefania
scritto da stefania il 23-08-2012 14:38:42
 
cara redazione, intendevo tutti ma proprio tutti .. e invece avete tolto l'ultimo!
scritto da Ggarden21 il 23-08-2012 17:03:53
 
Gentile Stefania, Giusto per puntualizzare una cosa che non ritengo sia un dettaglio: sono un ragazzA, classe 1985. Altro che "carO Garden!!" Ma chiaramente non potevi saperlo;)
scritto da sirtal il 26-08-2012 14:21:47
 
Carissima Stefania, la mia nn era una difesa alla Domenica italiana, era semplicemente una descrizione del piacere che si puó provare partecipando ogni tanto a queste serate., ma te ne sarà sfuggito il senso, così come credo che sia sfuggita  a tutti, Dario compreso, la tua sottile ironia sulla stesura Dell articolo ! Che ci vuoi fare nn tutti abbiamo la capacità di cogliere ! Ma quando vuoi ti offró un caffè ! Così mi dai le dritte giuste per cogliere ! Saluti
scritto da Boss il 29-08-2012 13:24:17
 
Con piacere ho letto questo racconto descrittivo della tipica serata italiana..... Mi riporta a quando anche io prima di figliare frequentavo questi luoghi e queste persone.... Me no male che almeno le persone continuo a frequentarle fuori dai locali!!!! Grande Dario.
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