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Dopo la nomina di Giovanna Melandri anche la polemica è MAXXI

Non si placa la polemica dopo la nominadi Giovanna Melandri alla presidenza del MAXXI, da parte del Ministro dei Beni Culturali Ornaghi

di Fabio Belli
Voci dalla capitale | Non si placa la polemica dopo la nomina da parte del Ministro dei Beni Culturali Ornaghi di Giovanna Melandri, a sua volta ex Ministro dei Beni Culturali prima e dello Sport e delle Politiche Giovanili poi nei due Governi presieduti da Romano Prodi, nonché esponente e deputato del Partito Democratico, alla presidenza del MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo sito in via Guido Reni, nel quartiere Flaminio. Una struttura giovane, realizzata dall'architetto iracheno naturalizzato britannico Zaha Hadid ed inaugurata solo due anni e mezzo fa dopo una gestazione di circa dieci anni, e divisa in due istituzioni museali, il MAXXI arte ed il MAXXI architettura. Si è parlato aspramente di lottizzazione, di nomina "ad personam" tesa più a trovare una collocazione importante alla personalità scelta per presiedere la struttura, piuttosto che compiuta per valorizzare la stessa. Lo stesso Ministro Ornaghi nel weekend appena trascorso ha rivendicato con forza la bontà della sua decisione, rispondendo all'affermazione del senatore PDL De Lillo che ha parlato di "Governo impegnato a trovare poltrone e collocazioni eccellenti per i rottamati del PD". "Mi assumo per intero la responsabilità del provvedimento," ha dichiarato il Ministro, "ed è una scelta che ho compiuto in maniera autonoma, per il bene del museo." Il fatto che tale scelta sia caduta su un esponente legato principalmente al mondo politico e non a quello artistico e culturale ha lasciato interdetti anche diversi addetti ai lavori, ma il Ministro Ornaghi ha spiegato che alla base della decisione ci sarebbe proprio il fatto che la Melandri, oltre ad un'accertata competenza culturale, potrebbe abbinare le capacità manageriali e gestionali, derivanti dalla sua esperienza politica, ideali per valorizzare al massimo le potenzialità del MAXXI. La stessa Giovanna Melandri ha avanzato le sue ragioni, dicendosi pronta a svolgere il compito che le è stato assegnato, dichiarando in una conferenza stampa indetta proprio dal Ministero dei Beni Culturali: "Il MAXXI e' come una Ferrari con il freno a mano tirato. Credo che debba essere maggiormente integrato non soltanto ad un livello internazionale ma anche a livello locale e nel sistema museale italiano." Alla polemica già nata sull'eventuale compenso e sull'incompatibilità con la carica da parlamentare, la Melandri ha specificato che percepirà in realtà un compenso simbolico di 90 euro annui, e che non ritenendo giusto rifiutare la chiamata istituzionale del Ministro Ornaghi, presenterà le dimissioni dalla Camera dei Deputati. Ora si attendono fatti, idee ed iniziative per smorzare una volta per tutte polemiche e perplessità.
 
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