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I "nasoni", un'arma tutta romana contro il caldo estivo..Ora supportata anche dalla tecnologia

Un nemico per le alte temperature portate da "Scipione"

di Fabio Belli
Voci dalla capitale | A Roma l'estate è sempre particolarmente temuta, soprattutto da chi resta in città. Il mix spesso micidiale tra alto tasso di umidità ed asfalto infuocato rende la Città Eterna poco appetibile da chi vorrebbe sfruttare la bella stagione per visitarla a fondo, o magari per una salutare passeggiata attorno alla cintura di Villa Borghese, soprattutto nelle ore più calde. 

Tuttavia, la Capitale offre un'arma segreta contro l'afa estiva conosciuta a fondo solo da chi ha modo di frequentare l'Urbe con la giusta continuità. Stiamo parlando dei famosi "nasoni", ovvero le fontanelle che irrorano a getto continuo acqua fresca, a volte addirittura ghiacciata (ed ovviamente potabile) negli angoli delle strade capitoline, dai quartieri periferici a quelli più centrali. Una risorsa squisitamente romana e che affonda le sue radici alla fine dell'ottocento (si dice che il primo "nasone" sia datato 1872, in Piazza Campo de' Fiori), con le altre città che nel corso dei decenni hanno provato a mettersi al passo, non potendo però usufruire delle acque romane (basti pensare all'acqua tiepida che spesso fuoriesce dalle fontanelle milanesi...), e quindi senza riuscire a replicare l'effetto. 
Per permettere a tutti di godere al meglio di questi bonus quanto mai graditi, soprattutto dai turisti provati magari da diverse ore di cammino, persino la tecnologia è venuta incontro alla tradizione, con delle app per iPhone e iPad che permettono di trovare al volo il "nasone" più vicino. Sono ben 450 le fontanelle censite, quasi seicento se si considerano quelle fuori le mura, una vera manna dal cielo per i forestieri che spesso sono costretti a pagare 2 euro una bottiglietta da mezzo litro ai banchetti in giro per il centro. 

E chi utilizza queste applicazioni (ad esempio "Nasoni di Roma" su App Store) può contribuire in pieno spirito interattivo al servizio segnalando le fontanelle non censite, che vengono prontamente inserite nella mappa. D'altronde gli erogatori d'acqua gratuiti nella Capitale sarebbero in realtà oltre 3000, e meno di un quarto di essi sono posizionati dentro le Mura Aureliane: persino Acea, l'azienda municipalizzata che gestisce il servizio, non ha una mappatura dettagliata delle preziose fontanelle, e storici della Roma dei primi del Novecento ed appassionati starebbero lavorando ad una grande operazione di servizio, per preparare la cartina "definitiva" ad uso e consumo di cittadini e turisti. Di sicuro imbattersi un un "nasone" nelle più calde giornate dell'estate romana equivale a ritrovare un vecchio amico dopo tanto tempo: ci si rilassa e si può avere ristoro, senza che venga chiesto nulla in cambio. Una delle mille, uniche e speciali sensazioni tutte romane.
 
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