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Le mani sulla città: a Roma previsti cento milioni di metri cubi di nuove edificazioni

Un'accelerazione di tutti i progetti edilizi che i più maliziosi, soprattutto tra le fila dell'opposizione in Comune, vedono come un colpo di mano della giunta Alemanno che andrà a scadenza nel 2013

di Fabio Belli
Voci dalla capitale | L'approvazione del nuovo piano regolatore a Roma ha innescato una catena di polemiche che non sembra destinata a spegnersi presto. 

Il Comune ha infatti deliberato nuove edificazioni per un'estensione complessiva di cento milioni di metri cubi, quasi raddoppiando quanto previsto dalla stesura iniziale del piano regolatore stesso, aggiungendo una colata di cemento, sicuramente senza precedenti negli ultimi anni nella Capitale, letteralmente a colpi di delibere. 
Il presidente di Legambiente Lazio ha parlato senza mezzi termini di un nuovo "sacco di Roma", e va sottolineato in effetti come le zone interessate dai nuovi stanziamenti edilizi saranno numerose, dall'Eur a Roma Sud (compresa la già ventilata riqualificazione dell'area della Fiera di Roma), fino ad arrivare all'Agro Romano. Nello specifico, le zone che riceveranno le attenzioni maggiori sono quelle del quarto e del decimo Municipio. A Casal Boccone è prevista l'edificazione di undici nuove palazzine, ed in oltre di quattro grattacieli di sedici piani ciascuno. Nella zona della Romanina sono destinati quasi ottocentomila metri cubi: in più, oltre alla realizzazione di edifici "ex novo", tra i programmi c'è la riqualificazione, riprogettazione ed in alcuni casi anche ristutturazione di edifici quali ex caserme, ex scuole, sedi militari ed anche ex depositi dell'autolinee intra ed extra urbane. 

Un'accelerazione di tutti i progetti edilizi che i più maliziosi, soprattutto tra le fila dell'opposizione in Comune, vedono come un colpo di mano della giunta Alemanno che andrà a scadenza nel 2013 (un'accelerazione simile nel piano regolatore avvenne ad esempio l'anno prima delle elezioni anche con la giunta Veltroni in carica), ma che gli ambientalisti vedono principalmente come una serie di decisioni drastiche che non tengono conto a dovere dei vincoli ambientali ai quali sono legati molti siti nei quali i nuovi edifici dovrebbero sorgere. Di sicuro il programma che si prospetta è decisamente massiccio: quasi una nuova città, con tutte le zone della Capitale praticamente coinvolte, con un occhio di riguardo in questo senso verso periferie sempre più in espansione nel territorio capitolino, ma al tempo stesso sempre più vere e proprie "cattedrali nel cemento", quartieri a volte più a misura di imprenditore che delle famiglie che ci andranno ad abitare, popolando i quartieri appena nati. 

Ma tant'è: una nuova battaglia del cemento sembra appena iniziata, e gli sviluppi al momento, viste soprattutto le dimensioni dell'operazione, sembrano davvero imprevedibili.
 
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