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Lezione nei tendoni, gli studenti dell'Università La Sapienza protestano

Le aule del più grande ateneo di Roma sono sparse ormai per tutta la città...

di Fabio Belli
Voci dalla capitale | Studenti per scelta, turisti per caso. Agli iscritti dell'Università La Sapienza di Roma non deve mancare di certo il senso d'adattamento, visto che le aule del più grande ateneo di Roma sono sparse ormai per tutta la città. Una quantità di sedi distaccate e posizionate "a macchia di leopardo" che rendono ormai il campus di Piazzale Aldo Moro solo una parte, probabilmente la più conosciuta, di quella che è la realtà della principale università capitolina. Ed i ragazzi spesso devono attraversare la Capitale in lungo e in largo per raggiungere il luogo della prossima lezione. Il problema è che molto spesso i locali adibiti alle lezioni non sono propriamente adeguati allo scopo: negli scorsi anni era salito alla ribalta il caso degli studenti della facoltà di Scienze della Comunicazione costretti a far lezione nei cinema, prima quelli limitrofi alla facoltà, poi addirittura ben più lontani dalla sede di via Salaria, a sua volta distaccata dall'Università vera e propria. 

Poltroncine rosse, senza banchi per scrivere e con luci spesso sin troppo soffuse, ma almeno il problema delle uscite d'emergenza era risolto... Stavolta, la storia si ripete per gli studenti della facoltà di Giurisprudenza, costretti a fare lezione sotto un grande tendone. Per la precisione, sotto la nuova tensostruttura approntata per ovviare al problema dell'eccesso di iscritti alla facoltà di legge. 
Piloni d'acciaio ed un tetto di teflon per accogliere i ragazzi in un ambiente in cui finora le lamentele non sono mancate, tra caldo eccessivo e scomodità varie. Costo dell'opera: circa ottocentomila euro. Dall'ateneo fanno sapere che la sistemazione è solo provvisoria, ma considerando il sovraffollamento cronico della facoltà di Giurisprudenza difficilmente si tornerà a lezioni svolte esclusivamente nelle aule entro i due anni al momento previsti. Il che ha scatenato le proteste degli studenti stessi, anche perchè la tensostruttura è sorta nella zona del famoso "pratone", luogo principale di aggregazione e socializzazione dell'Università La Sapienza. Insomma, purché si faccia lezione tutto sembra lecito, ma a fronte del numero sempre più crescente di iscritti in gran parte della facoltà, prima o poi l'Università La Sapienza dovrà ripensare una volta per tutte la sua logistica, per stare al passo con un blasone che la vede stabilmente tra le prime cinquanta università del mondo per numero di iscritti. 
Il timore è che in tema d'interventi concreti si sia orientati più sul poi, piuttosto che sul prima.
 
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