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Ma è vero che Cinecittà chiude?

La possibile chiusura di Cinecittà: un pezzo della storia di Roma è a rischio

di Fabio Belli
Voci dalla capitale | La domanda che aveva iniziato a strisciare sottilmente è ormai un dubbio di fatto che sta scadendo i ritmi dell'estate romana. 
Lo storico stabilimento che ha fatto la storia del cinema mondiale, attualmente inoltre sempre impegnato da numerose produzioni televisive, è al centro di un vero e proprio progetto di smantellamento che, oltre a privare la Città Eterna di un vero e proprio pezzo di storia (e lo stesso vale per il cinema mondiale), provocherebbe la perdita di numerosissimi posti di lavoro. Per questo da alcuni giorni l'ingresso principale in via Tuscolana è costantemente presidiato da lavoratori in sciopero che chiedono la tutela dei propri diritti, oltre a quella del patrimonio storico e culturale dello stabilimento. 
Difficile capire ora quale potrà essere il futuro degli Studios, tra proposte di appalto ed esternalizzazione che, oltre ad un cospicuo taglio di posti di lavoro e molte ricollocazioni sgradite, provocherebbe uno smembramento degli stabilimenti che non terrebbe conto del valore di quello che è a tutti gli effetti un museo a cielo aperto del cinema. Cinecittà nasce nel 1937, fortemente voluta dal fascismo col cinema di regime che produce oltre 130 film negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Ma è nel secondo dopoguerra che nasce e si afferma il sogno di una vera e propria "Hollywood sul Tevere", con "Quo Vadis" di Mervin LeRoy (1951) che diventa a tutti gli effetti il primo kolossal statunitense girato all'interno degli studios. 
La fama di queste produzioni aumenterà a dismisura per tutti gli anni cinquanta, fino al 1959 quando la realizzazione di "Ben Hur" assume contorni quasi leggendari. Maestranze, comparse e lavoratori iniziano a formare una vera industria del settore che ogni giorno offre lavoro a migliaia di persone: le visioni felliniane con il lungomare di Rimini e la provincia romagnola dell'infanzia del regista interamente ricostruite all'interno degli Studios rendono ancora più forte il fascino di Cinecittà, che riecheggia in tutto il mondo. Suggestioni che arrivano fino ai giorni nostri, quando Martin Scorsese fa trasferire in pianta stabile Leonardo Di Caprio e Daniel Day Lewis nella capitale per girare il suo "Gangs of New York", e quando Mel Gibson si avvalse delle strutture degli stabilimenti per mettere a punto la sua tormentata "Passione di Cristo". Impossibile comunque riassumere oltre 70 anni di storia del cinema vissuta tra le mura di Cinecittà in poche righe: basta forse il senso di smarrimento dei romani all'idea che la Hollywood capitolina possa sparire, per rendere la misura dell'importanza della salvaguardia di quello che è di fatto il monumento nazionale alla Settima Arte.
 
Commenti (1)
scritto da Ufopapo il 18-07-2012 13:16:57
 
Sono addolorato da quanto leggo, anche se per me, non è una novità dell'ultima ora. Più volte Cinecittà ha attraversato, come il nostro strano paese, momenti di grande crisi. L'augurio franco che faccio è che come per le altre volte, esca dal vortice negativo, ricercado nelle sue più antiche risorse e tradizioni, ancora una volta, l'energia capace della rinascita più vigorosa! L'ultima volta che sono stato in quel di Roma professionalmente, durante la mia attività di Operatore TV, ho avuto a Cinecittà, il piacere di conoscere Silvester Stallone e di vederlo in azione! Mi auguro che questo momento, passi come una folata d'Autunno.
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