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Manifesti contro i rincari sulle droghe: scherzo di cattivo gusto o provocazione alla Andy Warhol?

Al Pigneto, storico quartiere di Roma

di Fabio Belli
Voci dalla capitale |

Ormai da diversi anni il quartiere del Pigneto, tra la via Casilina e la via Prenestina, ha assunto toni, contorni e colori che farebbero felice l'Andy Warhol più in forma. Se prima la zona era il feudo della Roma Pasoliniana, quella di Accattone e dei "ragazzi di vita", dalla fine degli anni '90 il quartiere ha subito un restyling piuttosto radicale, che gli ha regalato tinte al limite del radical-chic. Superato il famoso "ponticello", proprio in via del Pigneto, una sfilza di locali e ritrovi giovanili ne fanno uno dei punti cruciali della vita notturna capitolina. Spesso dal Pigneto nascono tendenze artistiche e proteste radicali, sbalorditive per tutti, tranne forse per i residenti abituati alle iperboli che ne scandiscono ormai la loro vita quotidiana. Per questo, solo al Pigneto potevano sbucare i clamorosi manifesti anti-crisi che hanno lasciato a bocca aperta chi si è trovato a leggerli nella mattinata di giovedì 20 Settembre. No ai rincari e ai prezzi esorbitanti, si leggeva a caratteri giganti sui manifesti in questione: cosa c'è di strano, di questi tempi, poi? Semplice: la lotta al caro vita, secondo i sedicenti "dipendenti a tempo determinato", come hanno firmato le affissioni, riguarda le sostanze stupefacenti. "Basta con gli aumenti," recitavano i cartelloni incriminati, con sotto la scritta esplicativa: "Le sostanze stupefacenti sono uno strumento di sintonizzazione e sincronizzazione dei tempi di vita del lavoro precario e intermittente con le esigenze della produzione contemporanea. L'aumento del prezzo di tali sostanze è un attacco indiscriminato alla dura vita della classe operaia." E veniva anche indicata con dovizia di particolari la piaga degli aumenti per ogni singola droga: +12% per il costo della cocaina, +25% per le cosiddette droghe chimiche, +20% per la marijuana, +16% per l'eroina. 


Se questi dati corrispondano a verità non ci è dato sapere, di sicuro l'iniziativa non è piaciuta al Comune e all'Agenzia Capitolina per la lotta alle Tossicodipendenze, che ha disposto l'immediata rimozione dei manifesti, avvenuta già nel pomeriggio successivo alle affissioni. La polizia sta indagando per capire da chi possa essere partita l'iniziativa: sia considerandola uno scherzo di cattivo gusto, oppure una provocazione degna dello stesso Warhol, l'idea non gradita alle associazioni contro le tossicodipendenze, che parlano di "atto, anche se goliardico, teso ad offendere gli sforzi di chi combatte per debellare le dipendenze in una città fortemente a rischio come Roma."
 
Commenti (1)
scritto da Giò il 24-09-2012 11:04:46
 
...Rob de matt!
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