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Una sfida per rivalutare un pezzo di Roma

Meno di un milione per far rinascere Piazza Testaccio dopo l'addio al mercato

di Fabio Belli
Voci dalla capitale | Testaccio è stato fino all'inizio degli anni '80, oltre ad una parte effettiva del cuore pulsante popolare di Roma, uno snodo commerciale fondamentale, sia per la presenza dello storico mercato, che del mattatoio, anzi "l'ammazzatora", come dicevano i vecchi macellai dei primi del novecento. 

Il mattatoio è stato dismesso già nel 1975, quando iniziò ad attivarsi la nuova struttura in viale Palmiro Togliatti, più funzionale alle esigenze di una città che si era ormai allargata a dismisura e che aveva moltiplicato esponenzialmente il numero degli abitanti. I padiglioni furono poi destinati ad altri utilizzi, contribuendo soprattutto a mantenere attiva la vita culturale di Testaccio. Il mercato invece non poteva chiudere, ed anzi si ritrovava a dover servire uno snodo quasi centrale della Capitale, senza dimenticare che nella vicina zona Portuense erano posizionati anche i Mercati Generali. 
Le idee e le proposte per l'ammodernamento del mercato erano numerose, ma si sbatteva di fatto contro tradizioni ed un pezzo di storia della città che i residenti, pur con la consapevolezza di dover mettersi al passo con i tempi, non volevano toccare. Alla fine però, con le strutture ormai degradate dall'usura del tempo, si è deciso di partire con l'opera di riqualificazione della piazza, e all'inizio della settimana sono entrate le ruspe a buttare giù banchi antichi ed impregnati di storia, ma ormai inesorabilmente fuori uso. 
Il progetto del Comune, anche grazie ad i fondi concessi per "Roma Capitale", è quello di iniziare a riutilizzare in pieno la zona dell'ex mercato, con investimenti inferiori ad un milione di euro, entro la fine dell'anno, o comunque cercare di allontanarsi pochissimo da questa cifra, rispettando le caratteristiche peculiari dell'ambiente circostante. 

La storica Fontana delle Anfore è stata spostata, ma al termine dei lavori tornerà nella posizione originaria. Ed i banchi? Nel frattempo hanno traslocato da Piazza Testaccio a via Galvani, non senza qualche problema, tra infiltrazioni d'acqua e qualche disagio logistico, ma garantendo ai residenti la funzionalità di un punto di riferimento commerciale della zona. 

I ricordi, legati a commercianti, personaggi e anime della roma testaccina, invece non hanno traslocato, ma quelli in fondo non c'è ruspa che possa portarli via.
 
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