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Vetturini contro animalisti, l'ennesimo round di una lotta infinita

L'ultima manifestazione dei paladini dell'ambiente ha scatenato una rissa in pieno centro a Roma

di Fabio Belli
Voci dalla capitale | Una carrozza, un cavallo, ed il centro di Roma pare ammantarsi di un immancabile velo magico, lo stesso effetto sortito a Venezia dalle gondole sulla laguna agli occhi dei turisti. Come può essere dunque cambiata a tal punto la situazione, tanto da vedere andare in scena una rissa in piena regola tra i vetturini che le carrozze le guidano con fare immancabilmente pittoresco tra i vicoli della Capitale, e gli animalisti "avvelenati" per i presunti maltrattamenti ai cavalli stessi. Roma è anche questo oggi, ma al di là della polemica del momento, era un fuoco parecchio intenso quello che covava da tempo sotto la cenere, riguardo questa faccenda. Il problema quale è, nello specifico? 

I paladini dell'ambiente sbraitano a causa, come detto, dei patimenti che gli equini devono subire soprattutto in tempo estivo per le vie infuocate della Città Eterna: un cavallo svenuto è stato nei giorni scorsi la pietra dello scandalo, e la crociata ambientalista è partita al grido di "non si può, in nome della tradizione, far soffrire così queste povere bestie." "Ma parlate dei cavalli o dei vetturini?" hanno insinuato con ironia tutta romana i partecipanti alla protesta più irriverenti. 
La verità è che i vetturini stessi non ci stanno a sottostare all'umorismo facile sulla questione: al di là che la licenza per pilotare le suddette carrozze è estremamente ambita e ristrettissima nell'ambiente, e a parte la questione affaristica che comunque preme molto a chi della guida a cavallo tra le strade bollenti della Roma antica ne ha fatto un mestiere, bisogna sottolineare come i vetturini siano assolutamente certi di svolgere anche una funzione culturare nello scenario artistico della Capitale. "Siamo noi ad amare i cavalli e gli animali ben più degli altri" hanno risposto alla fine più che piccati a chi la protesta la faceva montare furiosamente. E' finita, al momento, come peggio non poteva, con una rissa davanti agli occhi dei turisti attoniti, che non immaginavano forse che la voglia di un giro sulle "botticelle" trainate da questi fieri destrieri al trotto (peraltro il più delle volte anche a prezzo molto caro) potesse generare controversie simili. 

Certo, a vedere sbanfare i cavalli sotto il sole d'agosto qualche dubbio può venire anche a giapponesi ed americani, ma di una cosa siamo sicuri: una polemica così annosa, che va avanti ormai da diversi decenni, non può risolversi ora nel giro di un'estare, pur particolarmente infuocata. L'ideale sarebbe sposare tradizione e rispetto per gli animali, con un trattamento di riguardo magari nei periodi in cui il sole scotta più che mai.
 
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