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Villa Doria Pamphili, tempio non ufficiale del cricket nella nuova Roma multiculturale

La nutrita comunità indiana, si dedica al proprio sport preferito nel verde della villa capitolina

di Fabio Belli
Voci dalla capitale | Partiamo da un episodio non edificante per parlare di una nota di colore che da diverso tempo ormai diversifica uno dei tanti angoli, sempre rinnovati, di una Roma che sembra infinita. Parliamo della Roma dei parchi, delle ville verdi che in estate si affollano in particolar modo, prese d'assalto dai capitolini in cerca di uno spicchio d'ombra e di fresco. L'ultima domenica di questo Luglio infuocato ha riservato però una scena inusuale e quasi surreale per i romani a passeggio per villa Doria Pamphili, angolo di verde tra l'Aurelia Antica e l'Olimpica dalla storia quasi quattrocentenaria. 

Un gruppo di stranieri, rivelatisi ad un più attento esame indiani e singalesi, che si affrontano armati di bastoni in una rissa a dire il vero anche piuttosto feroce. Ma i Guerrieri della Notte non c'entrano, non fosse che ci si trovava in pieno giorno, e le liti tra balordi che ogni tanto animano i pomeriggi romani nemmeno. Si trattava di una rissa sportiva in piena regola, al termine di una delle infuocatissime partite di cricket che ormai da diversi anni si tengono a Villa Pamphili, divenuta il tempio "non ufficiale" del cricket romano. Già, ma chi gioca a cricket a Roma, dove i bambini che non imitano in massa le gesta di Hernanes e Totti si dedicano al limite al basket, alla pallavolo o agli sport individuali, e gli adulti vivono il calcetto come rito pagano inviolabile, per quanto a livelli di diversa sfumatura amatoriale? La risposta in realtà è più semplice di quanto non si pensi, ed è: la nutritissima comunità indiana, bengalese e sengalese residente a Roma. 

Il cricket è uno sport nato, cresciuto e sopravvissuto in Inghilterra, e solo nei paesi del Commonwealth ha avuto diffusione. In particolare in Asia e nel subcontinente indiano, dove il mondiale è seguito con un passione superiore, per fare un esempio, alle epiche sfide internazionali tra Italia e Germania tra mondiali ed europei di calcio. Un amore per il gioco mantenuto in vita anche dai migranti che in Europa, una volta naturalizzati, rinforzano le nazionali locali, compresa quella italiana. In India il cricket è giocato dai bambini nelle strade, tra pitch (il campo da gioco) improvvistati e paletti tenuti su per formare i wickets dove par passare la palla e fare punti decisivi. La particolarità è che una partita può durare anche più giorni, e per questo la comunità straniera appassionata di cricket affolla Villa Pamphili con sempre più frequenza. 

Sfide accesissime, anche troppo come si è visto nell'episodio citato in precedenza, ma questo non deve offuscare lo spirito di chi, in una partita tra amici tra i pini di Roma, può risentirsi magicamente proiettato a casa, che sia India, Bangladesh o Sri Lanka.
 
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