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Londra 2012: prevenire la morte cardiaca improvvisa sul più grande palcoscenico sportivo del mondo

Viaggio nel sistema di prevenzione olimpico dopo i recenti "lutti sportivi"

di Eva De Luca
salute | Quando 32 anni fa, Claire Squires collasso' per un arresto cardiaco improvviso durante la Maratona di Londra, il dott. Sanjay Sharma, direttore medico della gara, tentò invano, di salvarla. 

Lutti sportivi - Sharma, adesso a capo del team della cardiologia per le Olimpiadi 2012, avrà senz'altro nella parte più recondita della sua mente, la Squires , quando i Giochi saranno aperti questa settimana. Lui e tutto il suo team stanno facendo il possibile per assicurare la sicurezza degli atleti e la massima assistenza nel caso in cui dovessero verificarsi crisi cardiache. Come la Squires, almeno altri 4 atleti di primissimo piano, sono stati abbattuti da morte cardiaca improvvisa nei mesi recenti, incluso il calciatore italiano Piermario Morosini, oltre Fabrice Muamba, sopravvissuto ad un arresto cardiaco. 

La frequenza di tali "lutti sportivi", hanno richiamato l'attenzione dei media accendendo così una controversia: è preferibile uno screening dei partecipanti che potrebbe prevenire qualche decesso o e' arrivato il momento per le nazioni e per le organizzazioni sanitarie di concordare un approccio universale?
L'intero squadrone olimpico e' stato scrinato per valutare le condizioni cardiache che potrebbero predisporre alla morte improvvisa.
Sono state esaminate 32 squadre, nelle quali militano atleti di varie discipline sportive, dall'atletica al rowing con l'obiettivo di identificare le condizioni che potrebbero causare potenzialmente la morte improvvisa in un individuo. 
Su 1000 potenziali atleti Olimpici scrinati, il team guidato da Sharma , che dirige l'unica clinica nel Regno Unito di cardiologia sportiva, sono stati identificati due atleti con sindrome di Wolff -Parkinson-White . A costoro e' stato detto che, se avessero voluto competere nei Giochi, avrebbero dovuto fare un'ablazione con catetere. 

Consensus Universale - L'International Olympic Committee (IOC), ha raccomandato a tutte le nazioni, di valutare i propri atleti per minimizzare i rischi di morte improvvisa. In accordo con l'IOC, se dall'EGC (elettrocardiogramma), si sospetta un problema in un atleta, quest'ultimo viene fermato per ulteriori accertamenti. Di contro, l'American Heart Association e l'American College of Cardiology, le massime autorità mondiali in ambito cardiologico, non raccomandano l'ECG per lo screening cardiovascolare degli atleti a nessun livello. Altre associazioni, come quelle canadesi, non chiedono nemmeno lo screening. Esattamente all'opposto il modello italiano, in cui nessuno viene autorizzato a partecipare senza una storia familiare nota, esami fisici ed ECG. 
Negli USA e Canada , i cardiologi e i medici dello sport non hanno abbracciato tale linea sia per i costi, per l'accessibilita e il rischio di falsi positivi che lasciano alcuni bambini in salute , esclusi. Invece nel nord America ,tipicamente , i medici fanno affidamento alla storia familiare e agli esami fisici per prendere decisioni. Secondo il dottor Robert McCormack , il punto e' che nella medicina dello sport, ci sono certi gruppi etnici più a rischio e ciò si può osservare nel basketball , sport largamente giocato da afroamericani , in cui l'incidenza di morte improvvisa e' significativamente alta . Anche in altri sport come il nuoto, il calcio, il football e lo sci di fondo, il rischio tende ad aumentare . 

Le insidie dello "sforzo protratto" - Per gare di durata estenuante alle Olimpiadi, esiste un piccolo rischio evidenziato dai medici: che una placca ateromatosa, non evidenziata dall'EGC ne' in altri test sotto sforzo, potrebbe rompersi dopo un periodo di sforzo protratto. "Con la coesistente disidratazione, essa può occludere rapidamente un'arteria - spiega il dottor Sharma - un colpo di calore può causare un blocco cardiaco, con conseguente rabdomiolisi e iperkalemia che causano l'arresto cardiaco". Il responsabile del team cardiologico olimpico spiega: "In qualsiasi parte del mondo abbia luogo una manifestazione sportiva agonistica e non agonistica, le strutture necessitano di defibrillatori, monitor cardiaci, farmaci cardiologici, supporti intravenosi e per via aerea. Solo così abbassi la soglia di rischio per gli atleti, poter intervenire tempestivamente risulta fondamentale".

L'ombra del doping - Devastante, per le conseguenze cardiovascolari, e' l'uso di sostanze vietate, alcune delle quali causano ipertensione, diabete e aterosclerosi accelerata. Tuttavia Sharma non vuole collocare il problema del doping in cima alle sue preoccupazioni, specie perché gli atleti e' improbabile che ammettano di farne uso. Londra 2012 avrà comunque la più grande quantità di test effettuati sugli atleti che partecipano ai Giochi Olimpici (coprendo circa meta' dei concorrenti e tutti i vincitori di medaglie).
 
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