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Angilella: "Le poche aspettative nei nostri confronti saranno un vantaggio".

Il timoniere palermitano racconta a BuongiornoSicilia le sue emozioni in vista di Londra 2012

di Francesco Fanuele
sport | 28 anni, una passione sconfinata per la vela ed un sogno coltivato fin da bambino divenuto improvvisamente realtà: partecipare alla massima espressione dello sport, le Olimpiadi. 
E' questa la storia del timoniere palermitano Giuseppe Angilella che, in coppia con Gianfranco Libello, sbarcherà a Londra per portare in alto il tricolore italiano nella categoria "49er". Una soddisfazione giunta dopo due anni di sofferenze causate da una schiena dolorante che non voleva saperne di tornare a posto e la paura di non poter competere più ad altissimi livelli. 

Londra 2012  rappresenta un appuntamento con la storia…
Nel momento in cui la notizia è stata ufficializzata, ho provato le stesse sensazioni di quando avevo sette anni – spiega Angilella – periodo della mia vita in cui sognavo di poter partecipare un giorno, ai giochi olimpici. Ciò che sento è indescrivibile, un’avventura che voglio vivere al massimo delle mie possibilità, impegnandomi fino all’ultima goccia di sudore. 

Giuseppe, dopo l’infortunio alla schiena di due anni fa, hai temuto per il futuro della tua carriera, come hai vissuto e superato quel momento buio? Ho sofferto tanto, interrompendo nel gennaio 2010 l'attività agonistica per un fastidioso infortunio in un punto delicato come la schiena. Dopo tanti mesi d’inattività, conditi da dubbi ed incertezze, ho ricevuto la telefonata di Luca De Pedrini, direttore tecnico della nazionale olimpica e in quel momento c'è stata la svolta: se Pietro Sibello, anch'egli infortunato, non avesse ottenuto l'idoneità sportiva, la Federazione contava su di me e sul mio completo recupero. 

E’ scattata dunque una molla motivazionale importante, come hai superato i tuoi acciacchi? L’attestato di stima dell’allenatore del 49er nei miei confronti mi ha caricato di nuove motivazioni, ho cambiato completamente il programma degli allenamenti con il mio preparatore atletico Michele Basile, sostituendo alla corsa, tanta bici unita ad esercizi di stretching particolari e potenziamento muscolare. Il risultato? Dopo appena tre mesi salivo di nuovo in barca. 

In barca con te, ci sarà il tuo amico Gianfranco Sibello, fratello di Pietro, costretto dal Coni a rimanere a casa. Pagherete il poco tempo trascorso insieme a bordo? Gianfranco è un mio caro amico che ha già partecipato alle edizioni di Atene 2004 e Pechino 2008, rispetto a tanti equipaggi che si allenano da 4 anni insieme, noi avremo un grande vantaggio: la poca pressione addosso. Andremo a giocarci le nostre carte senza paura e con la consapevolezza di non aver nulla da perdere, anche perché il campo di gara sarà in una zona di forte vento, situazione congeniale alle nostre caratteristiche tecniche.
 
Commenti (2)
scritto da roby il 05-07-2012 06:54:35
 
... bello e bravo!!!
scritto da Palermo2012 il 09-07-2012 15:55:23
 
Siamo con te.....Forza Peppino
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